Palermo, che carattere! Vittoria d’altri tempi e ansiolitici a go gò. Le pagelle ironiche di A&F
Siamo sinceri. La botta è stata forte e l’abbiamo accusata pesantemente. Nel giro di tre giorni ci siamo “assuppati una cartata d’acqua” che ancora sentiamo l’umidità trapanare le nostre malandate ossa e abbiamo ricevuto una “doppia timpulata” che ha, di fatto, azzerato le speranze di promozione diretta, facendoci amaramente rivivere un déjà-vu: trasferta di Cremona sotto il diluvio, successiva sconfitta in casa, anche in quel caso un punto in due partite, e buonanotte ai suonatori.
Siccome noi, anche se non sembra, un minimo abbiamo studiato e abbiamo qualche vago ricordo di Giambattista Vico e della sua teoria dei corsi e ricorsi storici, vi renderete conto di quanto siamo depressi e preoccupati. Però ci ricordiamo, anche, che la teoria Vichiana prevede che ad un certo punto arriva la rinascita e così, accecati dal tifo e dalla passione, speriamo stupidamente che già da Padova possa avviarsi la tanto agognata “ età dell’oro “ che, come noto, richiede rimedi decisivi e cambiamenti importanti.
Forse anche mister Inzaghi ha studiato la Storia e, per questo, decide di passare al 4-3-3 con gli innesti di Rui Modesto e Johnsen a supporto di Joel “riportaci in alto” Pohjanpalo, il rientro di Ranocchia sulla mediana accanto a Segre e Palumbo, ed i quattro inamovibili della linea difensiva sotto la direzione di Capitan Bani.
L’Euganeo appare più rosanero che biancorosso e registriamo la presenza sugli spalti di amici e parenti, anche se conoscendoli sappiamo già che più che alla partita sono concentrati sul gozzoviglio che sovente accompagna le loro trasferte. Purché ci portino i tre punti a noi non interessa quanto bevono e si ingozzano.
Il Palermo parte forte e sembra volere schiacciare il Padova nella propria metà campo. Ci prova Rui Modesto, al 13’, con un gran tiro da fuori che sfiora il palo e un minuto dopo Johnsen calcia malissimo da buona posizione in area. Il ritmo della gara è alto, le squadre si affrontano a viso aperto e i rosanero vanno di nuovo vicino al gol con Johnsen che non riesce a impattare bene di testa un cross pericoloso di Ranocchia.
Quando il Palermo sembra in controllo della gara, al 25’ Rui Modesto si conferma una iattura, come già nelle partite precedenti, e si fa buttare fuori per una entrataccia a centrocampo, con l’ammonizione convertita in rosso diretto dal Var. Ovviamente la superiorità numerica esalta il Padova che comincia a conquistare porzioni di campo e noi siamo talmente abbattuti che non abbiamo neanche più la forza di ricorrere al solito mobile bar che rimane tristemente chiuso, anche perché sappiamo bene che è stato abbondantemente svuotato dopo le ultime delusioni.
Fioccano le occasioni per il Padova e noi, in mancanza di alcolici, ci attacchiamo all’armadietto dei farmaci, alla ricerca di ansiolitici per arrivare, in un modo o nell’altro, all’intervallo. Inzaghi cerca di ridisegnare la squadra con l’ingresso di Peda al posto di Palumbo ed il passaggio alla difesa a tre, nella speranza di colmare i vuoti a centrocampo. Il Palermo sembra più quadrato e prova anche a farsi vedere in avanti ma le occasioni più pericolose sono per il Padova.
All’11’ arriva anche il gol dell’ex Perrotta – che come ci dice giustamente il nostro amico Antonio “ma ex di quando?”, confermando anche lui il deperimento delle nostre cellule cerebrali – ma sia l’arbitro che il Var annullano per fuorigioco. Magnani prende il posto di Ceccaroni, ammonito, per alzare ancora di più il muro difensivo. Al 63’ annotiamo una vera e propria girandola di campi (ma quanto ci piace scriverlo!), e tra i nostri escono Pohjanpalo e Segre per Le Douaron e Giovane.
Il Padova continua ad attaccare ed il Palermo a difendere, facendosi molto raramente vedere nella metà campo avversaria. Noi siamo stremati e pensiamo seriamente di spegnere la tv ed informarci del risultato alla fine ma, timorosi delle ire del Megadirettore, stoicamente restiamo al nostro posto. Arriva anche l’ultimo cambio con il deludente Johnsen che lascia il posto a Vasic che subito non fa rimpiangere il norvegese, controllando male un buon pallone lanciato a rete, forse nelle migliore occasione del Palermo. Ed è tutto dire !
Quando siamo pronti a soffrire in vista dell’assalto finale del Padova, al 90′ Joronen rinvia lungo per Le Duaron che fa a sportellate, riesce a crossare per il colpo di testa di Pierozzi, a botta sicura, che viene deviato in angolo. Sul successivo corner succede l’impossibile: dopo un batti e ribatti Bani, fino ad allora sontuoso in difesa, in mezza acrobazia da due passi, sigla il goal della vittoria, anche grazie a Di Mariano che dopo una partita pressoché perfetta contro i suoi ex compagni lo tiene in gioco per pochi centimetri.
Il Palermo conquista una vittoria tanto importante quanto incredibile, con una prestazione certamente non bella ma di carattere per grinta, capacità di soffrire e resilienza. Una vittoria con il sapore d’altri tempi che, quando tutto sembrava perduto, rilancia i rosanero anche per il sogno promozione diretta. E noi vogliamo continuare a sognare. Forza Palermo!
Joronen 7 – Novanta minuti ad altissima tensione, perché palloni e avversari arrivano da tutte le parti, ma con freddezza e reattività riesce a mantenere un clean sheet che vale oro. Baluardo.
Pierozzi 6,5 – L’inferiorità numerica ne azzera le sortite offensive per tutta la gara, in cui deve pensare solo ed esclusivamente a difendere, però si trova incredibilmente al posto giusto nel momento giusto per conquistare il corner decisivo per la vittoria. Miracolo.
Bani 10 e lode – Già autore di una prestazione mostruosa in fase difensiva, con almeno tre interventi decisivi per salvare il Palermo, alla fine entra nell’Olimpo siglando il goal che vale la vittoria al 92esimo. Monumentale.
Ceccaroni 5 – Dal suo lato il Palermo va spesso in affanno e non appena viene ammonito la “regola” di Pippo lo manda subito in panca. Opaco.
(dall’8′ s.t. Magnani) 6,5 – I rosanero hanno bisogno di alzare il muro e mettono dentro peso e centimetri e, in effetti, dal suo lato argina tutto. Spazzacamino.
Augello 6,5 – Come sempre il Palermo gioca solo dal suo lato e, non a caso, è solo esclusivamente su quella fascia che riesce a creare qualcosa. Stantuffo.
Segre 6 – Nel momento in cui il Palermo rimane in 10, ci prova lui a colmare il numero di chilometri che avrebbe dovuto percorrere il compagno espulso, fino ad uscire stremato. Infaticabile.
(dal 19′ s.t. Giovane) 6 – In molti siamo rimasti sorpresi per il suo ingresso in campo, invece risponde con una prestazione grintosa e di sostanza. Caparbio.
Ranocchia 6,5 – È uno dei pochi che cerca di mettere ordine nella manovra, necessariamente confusa, del Palermo, non risparmiandosi neanche in copertura. Ragioniere.
Rui Modesto 0 – Come noto, tre indizi fanno una prova e lui ce ne dà conferma. Come se già non bastassero gli errori nelle due partite precedenti, alla sua prima da titolare decide inspiegabilmente di farsi espellere con un’entrata tanto assassina quanto inutile, lasciando il Palermo in dieci per 70 minuti. Imperdonabile.
Palumbo 6 – Aveva cominciato bene, cercando subito di innescare le azioni offensive con precisione. Cambia tutto dopo l’espulsione perché deve sacrificarsi a rincorrere gli avversari e, come prevedibile, non rientra in campo nella ripresa perché il Palermo ha bisogno di rinforzare la retroguardia. Mezzo marinaio.
(dal 1′ s.t. Peda) 7 – Entra con un compito ben preciso, fermare in ogni modo tutto quello che passa dalle sue parti e ci riesce perfettamente, non disdegnando qualche proiezione di alleggerimento in avanti. Guardingo.
Johnsen 4,5 – Quando le squadre sono ancora in campo in parità numerica, gli capitano due buone occasioni che spreca malamente. Quando poi ci sarebbe bisogno della sua velocità e della capacità di fare salire la squadra con azioni più penetranti, magari tenendo anche la palla, sparisce letteralmente dal campo. Deludente.
(dal 33′ s.t. Vasic) 5 – Appena entrato, gli capita sui piedi la palla migliore di di tutta la partita per gli attaccanti rosanero. E lui che fa? Non riesce neanche a controllarla! Goffo.
Pohjanpalo 5 – È vero che non gli arriva un pallone degno di nota, non solo per le conclusioni a rete ma anche solo per provare a giocarlo. Però è altrettanto vero che, in una partita dove ci sarebbe da trascinare la squadra dopo la batosta dell’espulsione dopo soli 20 minuti, da uno come lui ci aspetteremmo molto ma molto di più. Smarrito.
(dal 19′ s.t. Le Douaron) 7 – Impatta la gara con lo spirito giusto per capacità di battagliare e provare a creare degli spazi. Non a caso le uniche due occasioni del Palermo scaturiscono da sue iniziative, tra cui quella che porta al corner decisivo per la vittoria. Garra.
Inzaghi 6,5 – Tutti i suoi ragionamenti e le alchimie tattiche si scontrano, dopo pochi minuti, con l’incredibile espulsione che lascia il Palermo in dieci, praticamente per tutta la partita. Capisce che da quel momento c’è solo da resistere e magari piazzare la zampata vincente se si presenta l’occasione. Che è esattamente quello che succede. Cinico.

E oggi tutti a tifare per gli ex austroungarici
In primis, spero di non rivedere mai più in campo con la maglia rosanero addosso la catastrofe Rui Modesto che, in tre spezzoni di partita al Palermo, ha rimediato: due ammonizioni, un’imbarcata dalla parte di Azzi su due dei tre gol che ci ha rifilato il Monza e un’espulsione sacrosanta per un fallo nella metà campo avversaria che ha segnato irrimediabilmente la partita di ieri. Detto questo, un grazie a mister Andreoletti che infarcendo il Padova di mezze punte nel finale forse ci ha dato una mano nella fase finale in cui, dopo un assalto continuo, abbiamo fatto qualche sortita in più complici anche gli ingressi di Le Douaron e Vasic. Segnali incoraggianti da Giovane (mai più Blin in campo), ma soprattutto la conferma che per andare in Serie A ci vogliono giocatori che scendono dalla Serie A che accettino di giocare in B con la giusta grinta e senza “follie”. Ogni riferimento al monumentale Bani, agl’irriconoscibili Blin e Giasy delle ultime gare e allo sciagurato Rui Modesto (nomen omen) è puramente voluto. Forza Palermo sempre.