Osti a Repubblica: “Ho marcato Maradona e vinto due scudetti, ora sogno la A in rosanero”
“Diego è stato il più grande. Quando giocavo contro di lui ci pensavo anche la notte. Adesso mi godo questa bellissima città e immagino cosa sarebbe la promozione”. Lo ha detto Carlo Osti, il direttore sportivo del Palermo, intervistato in esclusiva da Repubblica.
“Maradona è stato il giocatore contro cui ho fatto le prestazioni migliori, perché non avevo nulla da perdere – prosegue il dirigente rosanero -. Era il più forte al mondo. Già dal lunedì pensavo a lui, arrivavo alla domenica carico a pallettoni, lo sognavo la notte. Erano partite difficili da sbagliare: non potevi marcarlo, potevi solo limitarlo. Ai miei tempi c’era più libertà, niente Var e si potevano usare di più certi trucchi come trattenere la maglia o essere più fisici. Oggi tutto questo non esiste più”.
Poi, il confronto tra il calcio di ieri e quello attuale. “Il calcio di una volta mi è piaciuto molto, era più romantico e appassionava di più la gente. Prima c’era un legame più forte tra tifosi e giocatori, mentre oggi cambiano spesso squadra e questo rende più difficile creare identificazione. Il calcio è cambiato in tutto, anche nel contesto: è più spettacolo, più rappresentazione. Un tempo si andava allo stadio anche solo per il piacere di vedere una partita, oggi accade molto meno. Era un calcio più diretto, più genuino”.
