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Pescara, il rigore della discordia: scoppia il caso Insigne

Il caso di giornata in Serie B è il rigore sbagliato dal Pescara nello scontro salvezza contro il Padova. L’errore dagli undici metri, unito al gol subito nel finale, ha complicato la corsa degli abruzzesi e acceso una polemica interna tra allenatore, presidente e capitano.

Cosa è successo?

L’episodio chiave arriva al 31’ della ripresa: su cross di Valzania, Russo cade in area e, dopo richiamo del VAR per una trattenuta, l’arbitro assegna il rigore. Dal dischetto, però, non si presenta il capitano Lorenzo Insigne ma lo stesso Russo. Il classe 2004 si fa ipnotizzare da Sorrentino e, nel recupero, arriva la beffa con il gol di Pastina che regala la vittoria al Padova.

Le posizioni di Gorgone e Sebastiani

Nel post partita, il tecnico Giorgio Gorgone non nasconde il disappunto: “Se il rigorista designato non calcia, qualcun altro deve prendersi la responsabilità. Un giocatore più esperto doveva andare a prendere il pallone”. Poi aggiunge: “Non siamo più padroni del nostro destino ed è una grande delusione”.



Il presidente Daniele Sebastiani ha provato a chiarire: “Insigne aveva un problema al ginocchio e non se la sentiva. Russo voleva tirarlo”. Poi ha sottolineato anche un pizzico di amarezza per i risultati sugli altri campi.

La replica di Insigne

Non si è fatta attendere la risposta del capitano degli abruzzesi, che in una storia sul suo profilo Instagram ha scritto: “Sono basito dalle dichiarazioni. Chi vive lo spogliatoio sa che certe decisioni nascono da dinamiche interne. Io metto sempre il bene della squadra al primo posto”.

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