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Palermo, Inzaghi parte dalla fase difensiva: come cambierà il 4-2-3-1

Inzaghi parte dalle fondamenta. Ripartire dalle certezze che il Palermo aveva costruito nella scorsa stagione, quelle stesse certezze che il cambio di sistema di gioco potrebbe mettere a rischio. È vero che il 4-2-3-1 prevede, sulla carta, un giocatore offensivo in più rispetto al 3-4-2-1 dell’anno passato, ma sono i princìpi dell’allenatore, non lo schema, a determinare quanto una squadra sia realmente offensiva. E non è un caso che lo staff tecnico rosanero abbia scelto di partire proprio dalla fase difensiva: un segnale chiaro sull’identità che si vuole dare alla squadra, a prescindere dallo schieramento.

La fase di non possesso è curata soprattutto da Maurizio D’Angelo, vice di Inzaghi. L’allenatore piacentino segue da vicino ogni esercitazione, ma è la sua spalla a lavorare direttamente con i difensori. L’indicazione principale è semplice, un classico delle difese a quattro: un centrale esce in marcatura, l’altro scala in copertura. I rosanero hanno lavorato su questi movimenti e su come comportarsi con palla coperta e palla scoperta, con particolare attenzione alla corsa all’indietro da effettuare in caso di attacco avversario in profondità. Un dettaglio che lascia intuire come il baricentro della squadra si alzerà di qualche metro rispetto alla scorsa stagione.

Anche centrocampisti e attaccanti hanno lavorato sulla fase di non possesso, affinando i movimenti in base al giro palla degli avversari. Il quadro che emerge da queste prime esercitazioni è chiaro: in fase di non possesso, il Palermo si schiererà con un 4-4-2. Un aggiustamento tattico comune a molte squadre che utilizzano il 4-2-3-1 o il 4-3-3, quando scelgono di difendere di reparto e non “uomo su uomo”, come invece fanno le compagini dei ‘Gasperiniani’. Un esempio a livello internazionale è il Brasile di Ancelotti. Nel Palermo, stando a quanto provato da Inzaghi in questo primo vero giorno di lavoro tattico, il trequartista si alza accanto alla punta in fase di non possesso, mentre le due ali offensive si abbassano al fianco dei centrocampisti centrali.



Il risultato è una squadra corta e compatta, che appena perde palla si getta ferocemente in pressing per riconquistarla, ma che se non riesce a completare l’azione si riorganizza subito in un blocco ordinato, pronta ad attendere. Vedremo nei prossimi giorni se si procederà su questa strada. L’impressione, insomma, è quella di un Palermo più votato all’attacco, ma senza rinunciare all’equilibrio, alla cura della fase difensiva e al pragmatismo: qualità che da sempre contraddistinguono le squadre allenate da Inzaghi.

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2 thoughts on “Palermo, Inzaghi parte dalla fase difensiva: come cambierà il 4-2-3-1

  1. A mio parere il passaggio, finalmente , alla difesa a quattro un po’ più alta non può prescindere dalla presenza di almeno un centrale veloce in mezzo . Bani lo è parzialmente, di Magnani francamente in questo momento ricordo poco . Da quello che leggo Cassandro potrebbe essere una buona soluzione. Ceccaroni e Peda , lenti e massicci, invece per caratteristiche fisiche mi sembrano perfetti per difendere a tre . Sui terzini Pierozzi ed Augello mi sembra che la situazione sia discreta . Spero sulla sx arrivi un under rapido e veloce nei recuperi in grado di sostenere Augello. Inzaghi mi sembra comunque già proiettato verso la prima di campionato dove mancheranno Pierozzi e Palumbo per squalifica. Cassandro ed Hernani messi rispettivamente a Dx e nei tre trequartisti dicono questo secondo me. Vedremo.

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