Inzaghi vuole che il Palermo costruisca dal basso: “Abbiate il gusto di giocare a calcio”
Non era scontato che il cambio di sistema di gioco portasse con sé anche una rivoluzione dei principi tattici. Ma è proprio quello che sta accadendo in Val Gardena: Inzaghi sta cambiando il Palermo. Certo, lo staff tecnico cercherà di mantenere le caratteristiche che hanno portato i rosanero a quota 72 punti nello scorso campionato – in primis la fisicità e il pressing ultra offensivo – ma in questi ultimi giorni di ritiro sta cucendo alla squadra un vestito nuovo.
La seduta mattutina del 20 luglio è stata la più interessante di tutto il ritiro. È arrivata esattamente a metà, dopo che Inzaghi e il suo staff avevano fornito un’infarinatura generale sulle fasi di possesso e non possesso del nuovo 4-2-3-1. Giunti al decimo giorno di preparazione, si è passati a concetti più approfonditi, ed è qui che sono arrivate le novità più succose. L’impressione – perché di impressione si può parlare solo dopo due allenamenti di questo tipo – è che il Palermo sarà una squadra più propositiva, che proverà a costruire dal basso, alla ricerca del palleggio, e che userà il lancio lungo solo in caso di estrema necessità. Un cambio netto rispetto alla scorsa stagione, quando le parole d’ordine erano ‘verticalità’ e ‘cattiveria sulle seconde palle”.
Inzaghi ha lavorato molto, e in prima persona, sulla costruzione dal basso a partire dal portiere, che nella nuova veste tattica sarà più coinvolto e avrà più responsabilità. La prima costruzione, infatti, sarà affidata proprio all’estremo difensore, ai due centrali, ai due mediani e al trequartista. I centrali dovranno allargarsi il più possibile per far giocare il portiere, ma soprattutto per creare spazio centrale ai mediani, che a loro volta dovranno proporsi per fare da ‘muretto’ e garantire un’uscita sicura del pallone. Sarà fondamentale il lavoro del trequartista, vero e proprio collante tra la prima costruzione e lo sviluppo dell’azione offensiva: anche lui sarà coinvolto fin dal primo giro palla, per poi accompagnare l’azione verso la fase offensiva.
In questo sviluppo dal basso non sono direttamente coinvolti gli esterni bassi, che dovranno invece giocare molto vicini agli esterni alti. Ed è qui che diventa decisiva una catena ben oliata: tra i due, uno dovrà dare ampiezza giocando con i piedi sulla linea laterale, mentre l’altro dovrà stare più stretto, dentro al campo. Sia a destra che a sinistra, i due dovranno raccordare i movimenti per garantire ampiezza e, allo stesso tempo, soluzioni di passaggio interne. Alla punta viene chiesto di fare da riferimento offensivo, senza partecipare troppo allo sviluppo della manovra, ma restando un’opzione a cui il portiere possa affidarsi nei momenti di pressing feroce degli avversari. Un calcio nuovo rispetto alla passata stagione: ambizioso e votato al dominio del gioco. Almeno sulla carta, è questa la proposta.
Le frasi chiave pronunciate da Inzaghi raccontano bene la filosofia che sta provando a trasmettere. “Siete forti, coraggio“, diceva. Ai difensori centrali, che tendevano a far giocare più spesso i mediani e il trequartista, ha ripetuto: “Dovete avere il gusto di giocare a calcio“, mimando il movimento di apertura per offrire una nuova soluzione di passaggio al portiere. Proprio al portiere ha gridato più volte: “Il lancio è l’ultima opzione, giochiamo”. E ai trequartisti ha chiesto: “L’avete visto Dani Olmo nella finale dei Mondiali?“, mimando lo stop orientato in avanti, decisivo per aprire il campo già al primo tocco.
L’assimilazione di questi concetti non sarà semplice, perché la squadra è stata costruita l’anno scorso con altre logiche ed è ancora incompleta, soprattutto sugli esterni offensivi. Dopo aver fornito i primi concetti ai rosanero, Inzaghi e il suo staff stanno ora alzando l’asticella. Si vedrà nei prossimi giorni se questa nuova veste starà comoda al Palermo e se i semi piantati in questi giorni si trasformeranno in frutti rigogliosi.



Poi arriva l’avversario che fa pressing asfissiante a tutto campo e se non hai netta superiorità tecnica e non corri perdi le partite …..bisogna essere pragmatici e sapere che in una partita ci sono tante fasi tanti momenti e bisogna sapere cambiare tattica a seconda di essi e dell’avversario …..il Palermo deve comprare chi sa saltare l’uomo e chi sa fare gol che e’ ciò che e’ mancato per davvero l’anno scorso …..e sicuramente devono correre ma correre tanto
Leggendo l’articolo mi viene da pensare che sia ancora più grave il fatto che ancora non arrivino gli esterni