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Stadio, Lagalla: “Faremo il possibile, il dialogo è la strada migliore verso l’obiettivo”

Il Sindaco Lagalla prova a rimettere in piedi il dialogo tra il Comune e il Palermo: è arrivata una lunga dichiarazione del primo cittadino palermitano dopo la nota del club rosanero a firma Giovanni Gardini. Lagalla si augura che venga ristabilito il dialogo tra le parti, ribadendo la disponibilità dell’Amministrazione comunale. Una nota “in punta di penna”, con la quale sostiene che l’Amministrazione comunale ha fatto il proprio dovere, non scarica l’operato dei dirigenti del Comune e si augura che il dialogo possa riprendere al più presto. Le diplomazie sono al lavoro.

“Dieci mesi di intenso lavoro sono oggi a un passo dalla conclusione attesa e fortemente voluta, in primo luogo dall’Amministrazione comunale e dal Palermo FC che, con il sostegno della Regione Siciliana, hanno sviluppato un confronto costante e costruttivo, giungendo, nel rispetto dei termini fissati, alla definizione di una proposta progettuale cantierabile e già completa delle autorizzazioni necessarie – afferma Lagalla -. Come è naturale che sia per un procedimento di questa rilevanza, esso è stato sottoposto al vaglio finale dei competenti uffici comunali, prima del definitivo passaggio in Aula. In tale fase sono state introdotte alcune necessarie modifiche di natura tecnico-contabile, corredate dai prescritti pareri di regolarità, che non modificano l’impostazione generale del provvedimento né alterano l’equilibrio economico-finanziario dell’intervento, che resta un progetto strategico per Palermo, con investimenti complessivi superiori a 300 milioni di euro”.

Il primo cittadino continua: “L’Amministrazione comunale ha adempiuto con responsabilità ai propri compiti, trasmettendo la delibera al Consiglio comunale affinché, già da domani, possa svolgere le valutazioni di propria competenza, ancorché quest’ultimo abbia già costruttivamente contribuito al confronto maturato in fase istruttoria. A questo punto, sono certo che il Consiglio, nella sua autonomia, saprà affrontare l’esame degli atti con lo stesso senso di responsabilità dimostrato fin qui e con piena consapevolezza dell’immenso valore che il progetto riveste per il futuro della Città”.



“Da parte nostra resta immutata la determinazione di proseguire nel rapporto di leale e proficua collaborazione con il Palermo FC, nella convinzione che il dialogo tra le parti sia la strada migliore per conseguire un obiettivo che appartiene all’intera Comunità – conclude -. Ai tifosi rosanero desidero rivolgere un messaggio tranquillizzante: l’Amministrazione comunale continuerà a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità e competenze, certo che anche il Palermo FC vorrà confermare la propria disponibilità affinché un progetto così importante possa giungere a compimento, nell’interesse dello sport, di Palermo e della sua grande passione calcistica”.


14 thoughts on “Stadio, Lagalla: “Faremo il possibile, il dialogo è la strada migliore verso l’obiettivo”

  1. VERGOGNATEVI ++++++++ PRIMA AVETE FATTO STANCARE ZAMPARINI ADESSO IL CITY NON AVETE CAPITO CHE I BIGLIETTI SI PAGANO…..

  2. È ovvio si è trattato di un agguato premeditato nei confronti del City per metterli con le spalle al muro adesso sicuramente stanno progettando l’uscita entro il 2032 data di scadenza della convenzione e faranno benissimo. Qui non può crescere niente. Il City andrà da un’altra parte dove la burocrazia e l’amministrazione sono ancora al servizio dei cittadini e faranno benissimo

  3. Il guaio, sindaco dei miei stivali, è che la multinazionale imperialista e colonialista non vuole dialogare con il pubblico ma imporre le sue decisioni. Perché, non l’avevi capito?

  4. Capisco che il tifoso o il cittadino oggi sia adirato per quanto successo, ma rammento che quello che sta avvenendo è la normalità in questa città. Sarebbe stata anomalo il contrario e cioè uno stadio nuovo e moderno.

  5. Questa masnada di politicanti riuscirà nell’intento di far perdere un’occasione irripetibile di sviluppo a questa civiltà. Sono talmente inaffidabili che non affiderei loro il mio cane per una passeggiata a scopo corporale

  6. Questa operazione doveva essere inquadrata quale in realtà era, ossia come una colossale vendita mascherata da concessione secolare. Trattare a livello burocratico tutta la pratica come se il Comune concedesse un bene dietro corrispettivo, come se tra qualche anno quel bene dovesse rientrare nella disponibilità del Comune, significa non tenere conto del fatto che quel bene non sarà più ufficiosamente del Comune sine die, perché sarà del tutto nuovo a seguito di investimenti privati di centinaia di milioni. Questa operazione doveva essere impostata fin dal principio come a Bergamo, oppure doveva essere “trattata” con la prospettiva di garantire non il Comune ma l’investitore privato con clausole restrittive in suo favore. Poi chiaramente gli accordi dovevano intervenire dopo i visti del segretario comunale e non prima. E questi accordi dovevano intervenire ben prima di questa scadenza perentoria del 31 luglio, così da consentire di rimodulare l’affare ,oppure dovevano prevedere un piano b, non vincolato alla data di scadenza per euro 2032. Cosa che potrebbe ancora accadere, anche se inevitabilmente i rapporti andranno ridisegnati e ricuciti, e non sarà facile né scontato che ciò avvenga.
    Lasciare cadere tutto significherebbe una perdita secca per tutti gli attori interessati. Il Palermo FC che ha già investito decine di milioni di euro che non gli torneranno indietro. Il Comune che dovrebbe assolvere ai suoi oneri di manutenzione. La tifoseria che deve prepararsi ad un nuovo downgrade sportivo e a vedere questo monumento andare inesorabilmente in malora. In attesa di un ultimo conato di buon senso da parte di tutti, ma senza sperarci più di tanto, mi godo altri sport. In generale il calcio non mi trasmette più nulla di edificante.

  7. Dichiarazioni sagge quelle del sindaco. Quello che stupisce è che interlocuzioni che dovrebbero restare al chiuso delle sedi istituzionali competenti diventano invece scambi epistolari pubblici interlocutori da dare in pasto a tuttologi di ogni genere . Ma mi rendo conto che questa è l’epoca che viviamo. Cerco di adeguarmi ma le difficoltà sono tante, lo ammetto. Nel frattempo i funzionari del Comune preposto hanno dato il loro parere amministrativo positivo invitando i consiglieri a prendere in considerazione e a discutere alcuni rilievi emersi durante la dovuta verifica . Palla quindi al consiglio comunale che metterà la parola fine all’intera situazione almeno per ciò che riguarda l’assegnazione dello stadio al gruppo City per…sempre. perché, ha ragione l’amico Giuppi , il Palermo potrebbe diventare tra un paio di giorni il proprietario occulto del Barbera. Esattamente come accaduto a Bergamo da cui si poteva copiare integralmente la convenzione. Da non tuttologo penso possa essere un fatto positivo visto come il Comune gestisce la cosa pubblica. Ma questo lo si potrà eventualmente vedere più avanti.

  8. Ma perché a Palermo dobbiamo sempre penare per realizzare qualcosa, fosse anche un vespasiano? Anche nel 1990, a causa di ben più gravi motivazioni, si rischiò di perdere tutto e la ristrutturazione dello stadio si completò in extremis grazie all’impegno di Renzo Barbera e alla presa di posizione di Montezemolo che dichiarò che “se Palermo non fosse arrivata in tempo, il Mondiale sarebbe stato giocato in 11 stadi” togliendo speranze a Pescara che si era offerta all’indomani del tragico incidente che costò la vita a 5 padri di famiglia. In una città dove ci sono voluti 40 anni per creare la cosiddetta “porta Sud” a Brancaccio (svincolo in via di definizione), dove due stazioni dell’anello sono pronte e non operative da mesi, dove fanno diventare un’opera d’alta ingegneria il raddoppio del passante in Vicolo Bernava bloccato da decenni a causa di una polla di acqua sorgiva del Papireto quando a Londra oltre CENTOCINQUANTA ANNI FA facevano passare la metropolitana sotto il letto del Tamigi, non si è capito che le scadenze imperative imposte da Governo e UEFA erano e sono occasioni da non perdere, piuttosto che ostacoli. Diciamo che, da una parte, non si può guardare il pelo quando è in ballo una splendida pelliccia, dall’altra che ci sono leggi, regolamenti e responsabilità amministrative che non possono essere disattese. Peraltro, quando “lo sceicco” è sbarcato a Palermo sapeva bene con quale realtà si sarebbe confrontato; Palermo è questa, con i suoi problemi e le sue risorse. Spero solo che non decidano di mollarci, come fece Zamparini quando non gli concessero di trasformare certe aree intorno all’attuale velodromo Borsellino in aree edificabili. La città è irredimibile, ma il calcio è sempre più in mano a logiche affaristiche, come peraltro dimostra la figura di Infantino, massimo dirigente planetario di un sistema in cui i veri appassionati non si riconoscono più.

  9. Fossi il City lascerei stadio e squadra ai palermitani e me ne tornerei in Inghilterra. Così i politici e burocrati locali potrebbero andare gratis allo stadio – in serie D

  10. Comunicazione di Servizio per tutta la compagnia burocratica andatevi a cercare 20 milioni di euro in quattro anni per la manutenzione straordinaria dello stadio .
    Letto adesso sul sito calciomercato.com.
    Siete la vergogna della città di Palermo cambiare le carte in tavola il 27 Luglio vi dovete vergognare incapaci

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