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Avellino – Palermo 1 – 1 LE PAGELLE / Johnsen e Fortin decisivi, Augello si conferma

Il pareggio è giusto e va apprezzato sia per la prestazione che per le difficoltà con cui il Palermo è sceso su un campo tradizionalmente ostico come quello di Avellino e contro una squadra che ha accarezzato il sogno di diventare capolista per una notte. Con Perin, Strefezza ed Hernani fuori, Inzaghi ha scelto di cambiare molto e di tenersi qualche cartuccia in panchina. Il pareggio non dispiacerà nemmeno lui anche perché stavolta – per la prima volta in stagione – i rosanero si sono trovati sotto nel punteggio. Un incubo durato tre minuti appena.

La vetta della classifica è confermata anche se adesso c’è il Mantova accanto, ma considerato che le big come Pisa e Verona hanno addirittura perso va bene così, in attesa di momenti migliori. Il Palermo ha giocato un buon primo tempo, gestendo la partita con autorità, andando più volte vicino al gol ma rischiando pochissimo. Quasi a voler far stancare l’Avellino. Nella ripresa sono cominciati i guai atletici. E forse i cambi programmati al 60′ andavano anticipati leggermente perché la squadra di Inzaghi era chiaramente sulle gambe.

Siccome spesso il calcio è fantascienza e non scienza, il gol subito è arrivato subito dopo i cambi (come successo ad Arezzo) ma lo svantaggio è durato poco perché Johnsen è riuscito a fare quello che doveva fare, segnando peraltro un gol favoloso e la squadra ha ripreso un po’ di vigore. La sofferenza nel finale è legittima ed è servita per consegnare a Fortin la palma del migliore in campo. Questo ragazzo mostra serenità, qualità e freddezza: tre interventi nel recupero hanno salvato il pareggio e ridato serenità a tutti.



AVELLINO: Martinelli 6,5; Izzo 6, Venturi 6, Enrici 6; Cancellotti s.v. (dal 16′ p.t. Missori 5,5), Di Maggio 6 (dal 41′ s.t. Sounas s.v.), M. Palumbo 7, Besaggio 6, Moruzzi 5,5 (dal 41′ s.t. Sala s,v,); Pandolfi 6 (dal 12′ s.t. Cheddira 7), Russo 7 (dal 41′ s.t. Biasci s.v.).
PALERMO: Fortin 7,5; Cassandro 6,5 (dal 41′ s.t. Pierozzi s.v.), Bani 5,5, Barba 6, Augello 7; Palumbo 6, Ranocchia 6 (dal 31′ s.t. Gomes s.v.), Segre 6,5 (dal 14′ s.t. Estevez 6); Gyasi 5 (dal 14′ s.t. Johnsen 7), Pohjanpalo 6 (dal 31′ s.t. Gabrielloni 6), Vavassori 6.

Fortin 7,5: Paratissima al 37′ per smanacciare sopra la traversa una conclusione di testa di Pandolfi da pochi metri: riflesso e gesto tecnico da applausi. Incolpevole sul gol. Decisivo nel recupero con la doppia parata su Cheddira e su Biasci e poi con una coraggiosa uscita. Il ragazzo si conferma di ottimo livello, non è facile fare entra ed esci dalla squadra e riuscire ad essere sufficientemente tranquillo.
Cassandro 6,5: Preferito a Pierozzi con il quale è stato in ballottaggio per tutta la settimana. Sulla destra assicura concretezza difensiva che in una partita del genere è una bella garanzia. Da lui non ci si devono aspettare percussioni continue nella metà campo avversaria, ma supporto a una difesa che non ama affrontare gli avversari in velocità. Nella ripresa, forse su indicazione di Inzaghi, prova anche qualche sgroppata in avanti che non finirà nei libri di storia ma che dà un briciolo di pericolosità e vivacità in più.
(dal 41′ s.t. Pierozzi) s.v.: Scioglie i muscoli e fa rifiatare Cassandro, che non ne ha più.

Bani 5,5: Ancora un piccolo passo avanti. Dà l’impressione di non essere nelle condizioni atletiche ideali e che quindi deve gestire le risorse per durare tutta la partita. Buone un paio di chiusure dettate anche dal senso della posizione. Però nel primo tempo subisce un’ammonizione (meritata) che lo condiziona come è evidente in occasione del vantaggio dell’Avellino quando non riesce ad arginare l’azione di Russo che poi smista per Cheddira.
Barba 6: Nemmeno per lui è facile giocare a intermittenza. Sostituisce Ceccaroni e sembra soffrire in alcune occasioni, come quando viene puntato da Pandolfi nell’uno contro uno. Ma è anche concentrato a sufficienza per essere sempre dentro la partita. Una sua chiusura su Missori non è banale e in generale nella ripresa non commette sbavature.

Augello 7: Solito punto di riferimento sulla fascia sinistra, solito delicato piede sinistro che sforna cross al bacio con incoraggiante continuità (bellissimo quello che porta alla conclusione di Vavassori a inizio partita), solito strapotere fisico che gli consente di essere utile anche nella fase difensiva e di appoggio alla ripartenza dell’azione rosanero. Cala un po’ nel finale ma ci sta.
Palumbo 6: Gioca da centrocampista e parte col piglio giusto, cucendo bene tra difesa e centrocampo. Bello l’assist per Vavassori con un passaggio improvviso in profondità, ma commette anche un’ingenuità quando a fine primo tempo perde una palla sanguinosa nella trequarti avversaria consentendo un pericoloso contropiede. Spende molto in termini atletici, ma prima della fine prova la zampata con un tiro da 20 metri, sperando nel bis della scorsa settimana.

Ranocchia 6: L’Avellino non gli concede molta libertà di movimento ma nonostante ciò gioca comunque tanti palloni, li gestisce bene, ha il senso del gioco ed è stato spesso il riferimento della squadra. Meno brillante nelle conclusioni dalla distanza ma è comunque importante che ci provi. Nella ripresa meno consistenza ma è tutta la squadra che cala nel ritmo.
(dal 31′ s.t. Gomes) s.v.: La partita, quando entra lui, è al tramonto ed è impossibile giudicarlo.

Segre 6,5: Ha un dinamismo e una condizione fisica a cui il Palermo in questo momento non può rinunciare. Assicura filtro, recupero palloni e rallentamento degli avversari. Poi i suoi limiti si palesano con la palla tra i piedi ma la somma tra pregi e difetti è largamente positiva. Sarà un caso ma 30 secondi dopo la sua uscita segna l’Avellino.
(dal 14′ s.t. Estevez) 6: Con lui in campo il Palermo passa al 4-2-3-1 più puro. Rimontato subito il gol di svantaggio, l’argentino si mette al lavoro per offrire la sua freschezza atletica a una squadra in calo. Sfiora il gol con un eurotiro da oltre trenta metri che per poco non si insacca all’incrocio. Più gioca più si integra, come è giusto che sia.

Gyasi 5: È evidente che non è facile giocare in un contesto che lui non sente amichevole. Era anche partito bene, come esterno di destra (chiaramente con caratteristiche diverse da quelle di Strefezza) ma con il passare dei minuti ha perso geometrie e non ha nemmeno assicurato grande fisicità. Ci sta che esca, non raggiunge la sufficienza ma ha messo in campo tutto quello che per ora può dare.
(dal 14′ s.t. Johnsen) 7: Entra lui e il Palermo subisce immediatamente gol. Ma è carico come una pila e accende subito la riscossa rosanero. Lo fa con un gol bellissimo e fortemente voluto: chiede un triangolo a Pohjanpalo all’ingresso dell’area e piazza un tiro all’incrocio dei pali opposto. Tenerlo fresco per la mezz’ora finale è stata probabilmente una mossa azzeccata.

Pohjanpalo 6: La festa di compleanno, evidentemente, è durata più a lungo del previsto perché per tutto il primo tempo praticamente non tocca palla e non si fa vedere. Viene quasi da chiedersi se fosse davvero in campo. Bene, ti accorgi che è in campo quando l’Avellino è in vantaggio e c’è bisogno di tutti per rimontare. Ed ecco che sforna un assist al bacio per il nuovo entrato Johnsen che ha un’importanza capitale. Poi esce, come succede spesso nel quarto d’ora finale.
(dal 31′ s.t. Gabrielloni) 6: Protagonista, appena entrato, di un bel contropiede che per poco non porta in vantaggio il Palermo. Servito da Vavassori in velocità, arriva sul fondo e cross in mezzo per il compagno ma c’è il miracoloso anticipo di Izzo.
Vavassori 6: Pronti via e gli capita una palla ‘sporca’ in area che lui riesce a trasformare in occasione da gol: tiro immediato e miracolo del portiere avellinese. Tende a muoversi più da attaccante che da trequartista esterno e con i pochi spazi di cui ha beneficiato non è stato facile mettersi in evidenza: bravo a dettare il passaggio in verticale di Palumbo ma nonostante il suo sprint è stato anticipato da Martinelli in uscita di piede fuori area. Scompare a lungo dalla partita ma ricompare nel finale, quando con le squadra stanche e più allungate trova più spazi.

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LA CRONACA DEL MATCH

19 thoughts on “Avellino – Palermo 1 – 1 LE PAGELLE / Johnsen e Fortin decisivi, Augello si conferma

  1. Non ho capito l’atteggiamento della squadra e non mi è piaciuto per niente. sono andati ad Avellino a fare scuola calcio, senza pressare e senza aggredire. hanno fatto 60 minuti di melina, una piccolissima reazione dopo il vantaggio dell’avellino col nostro gol e poi di nuovo il nulla o quasi. A parte fortin che ha fatto una grandissima partita e al quale dobbiamo accendere un cero, a tutti gli altri darei un bel 5 politico (forse si salvano pohjanpalo per l’assist e johnsen per il gol), soprattutto ai due che dovevano macinare gioco, ranocchia e Palumbo troppo confusi, lenti e rinunciatari. per non parlare di Gomes ed estevez che non hanno cambiato nulla. Spero sia solo un incidente di percorso e che dalla prossima rivedremo la squadra correre e soprattutto giocare

  2. Buona partita da parte di tutti. Si è visto anche un po’ di gioco. Strefezza e Hernani non li puoi regalare a nessuno, la loro assenza di è sentita sia come numero, sia come importanza tecnica.Quindi per oggi bene così. Forza Palermo sempre.

    1. Al netto di tutto mi viene da dire che i campi in erba sintetica debbano essere banditi dal calcio professionistico: ognio volta che il pallone rimbalzava tirava su un nugolo di quegli orribili pallini di gomma che ne rallentano la corsa e il rimbalzo.

      Non sono sicuro, ma penso che Bani si sia perso Russo in occasione del goal proprio a causa di un rimbalzo “strano” del pallone.

  3. Ognuno vede il calcio a modo proprio ma per me Inzaghi ha regalato un ora all’Avellino. Pazzesco fare giocare Gyasi per un’ora e dall’inizio invece di Jhonsen

  4. A mio avviso voti generosi per Segre e Palumbo, in particolare quest’ultimo mi sembra ancora clamorosamente fuori forma, e probabilmente non ha ancora capito come giocare con la nuova disposizione tattica della squadra.

  5. Più frequento la sezione commenti di questo sito più mi rendo conto che le competenze calcistiche dei cosiddetti “capiscers” si avvicina asintoticamente allo zero assoluto.

  6. Purtroppo oggi si è verificato un po’ il dell’anno scorso. Senza Strefezza ed Hernani, siamo costretti a schierare una squadra monca. Mi riferisco soprattutto a Gyasi e l’impossibilità di sostituire un Palumbo stanchissimo. Non capisco perché si insiste ancora con Gyasi e Gomez. Comunque a parte questi 2 calciatori, gli altri non hanno sfigurato in un campo difficile. Prendiamoci un punto che lascia continuità nell’attesa che almeno Strefezza possa essere disponibile nel più breve tempo possibile. Un plauso grosso a Fortin, pensando che forse i soldi per Perin potevano essere utilizzati per qualche centrocampista in più.

    1. E così nel frattempo se, con il Q che ci ritroviamo si rompeva anche il Fourteen in porta ci mettevamo a Don Cicciu Anniraturi.

    2. Ciao Enzo, concordo che il punto in un campo difficile come questo, sintetico incluso, va benissimo. Con la squadra al completo e con Strefezza sulla fascia probabilmente l’avremmo vinta, ma non possiamo esserne certi.
      C’è tempo per fare le correzioni necessarie e per trovare gli equilibri giusti. Palumbo è un buon giocatore ma non è un fenomeno, altrimenti gioverebbe in A.
      Se Inzaghi saprà tenere sempre tutti sulla corda e trovare le giuste misure ci toglieremo tante soddisfazioni.
      Vedremo.

  7. Diciamoci la verità: le assenze si notano, alla fine la potevamo anche perdere, abbiamo bisogno di rinforzi veri, se non vogliamo finire nella solita lotteria dei play off..

  8. Fare giocare Giasy è veramente un crimine calcistico, è lento, prevedibile, perde palla, di categoria inferiore, uno dei pochi errori del Ds

  9. Purtroppo le assenze di Hernani e Strefezza si sono sentiti tantissimo e probabilmente hanno costretto a stravolgere la squadra.
    Un Johnsen così in forma non può stare un’ora in panchina.
    D’altronde Pojanpalo e Johnsen danno il meglio quando giocano assieme.
    Invece hanno giocato solo 15 minuti assieme, dove il Palermo è sembrato straripante.
    Palumbo gli ultimi 20 minuti era troppo stanco e per niente lucido e si è visto nei cross, nei tiri, nelle palle perse, ecc.
    Ma chi avrebbe potuto sostituirlo oggi?
    Altra nota dolente, né Gyasi né Gomes sembrano entrare in sintonia con il resto della squadra. Probabilmente il gioco di Inzaghi non gli si addice.
    Fortissimo Fortin. Un grande giovane portiere. Oggi una vera sorpresa. Ha sempre mantenuto la calma con una grande personalità anche nei momenti più concitati.
    Ma una giovane ala dx non si poteva prendere?

  10. Spesso non mi trovo d’accordo con i voti che assegna ma la ritengo più competente del sottoscritto. In questa occasione mi senbra che sia stato generoso nei confronti di Palumbo (troppo lento e impreciso in alcune giocate) e personalmente avrei dato mezzo punto in più a Fortin (cosa avrebbe potuto fare di più per ottenere un 8 pieno?) e a Vavassori (che forse non è sempre presente in partita ma riesce sempre a fare un paio di giocate non banali). Fortin e Vavassori sono (insieme a Bozzolan chiuso da un eccellente Augello) gli unici giovani di cui disponiamo e penso bisognerebbe essere più generosi nel valutarli quando fanno bene. Per il resto primo tempo dominato ma con manovra troppo lenta. Secondo tempo più sofferto ma che l’ingresso di Johnsen con un sontuoso assist del Pohja ci ha regalato il gol del pareggio. Ci capirò poco ma io l’ho vista così

  11. Mi tengo il pareggio e, anticipando il duo delle pagelle di domani, considero il campo irpino un campo ostico. Premesso questo alcune cose non mi hanno convinto. Leggero il centrocampo spesso lento e “sulle gambe”, Bani non in forma. Mentre per i Palumbo, Bani etc. abbiamo un metro di valutazione elevato e sappiamo che dovrebbero tornare a giusti livelli, per Gyasi no. Mi dispiace ma lo vedo molto male da quando è arrivato. Ritengo ingiusti e pregiudizievoli invece i giudizi negativi per Gomes che ritengo un buon giocatore e utile alla nostra causa.

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