Il Palermo viaggia sereno… sul 628 e abbraccia la media inglese. Le pagelle ironiche di A&F
Arriva la trasferta di Avellino e i vostri cronitifosi piombano in pieno Amarcord anni ‘80. Il Partenio per noi è un tuffo nostalgico nelle figurine Panini, con le caricature degli stranieri con le punizioni letali di Dirceu e i balletti attorno alla bandierina di Juary, la Milano da bere, le spalline nelle giacche e i nostri capelli lunghi e le pance (quasi) piatte. Ma dura tutto solo un momento perché ci guardiamo allo specchio, ci spaventiamo, ci chiediamo chi minchia sia quel vecchio che ci guarda e ci accomodiamo sereni a goderci questa quarta di campionato.
L’infermeria del Palermo si è riempita come la vettura 628 d’estate e così Inzaghi deve rinunciare a Hernani, Strefezza, Peda e, all’ultimo, anche a Perin. Ci sentiamo di rivolgere un appello accorato alla società: per favore date notizie più precise e tempestive su questi infortuni! Non è possibile che ci facciate passare la settimana a sentire le voci più disparate che solitamente passano da un cugino del fratello della zia di un infermiere a contratto del Civico che ha una sorella usciere al Policlinico e ha visto la risonanza di uno che era accanto a Strefezza mentre accompagnava la moglie dal ginecologo! Oltretutto con l’arrivo di Mazzitelli e la lista over completa avete scatenato un dibattito giuridico sul regolamento degno di una assemblea costituente con i membri ubriachi. Abbiate pietà di noi!
Pippo fa una mezza rivoluzione e parte più “pitruniato”. Giocano Barba e Cassandro mentre Palumbo prende il posto di Hernani. In panchina ci va pure Johnsen e gioca Gyasi che le voci volevano già in Arabia ma che Pippo porta davvero nel cuore. Accanto a lui c’e Vavassori e sopratutto Joel “facci un gol pure in trasferta” Pohjanpalo! Pronti, via e già stavamo per andare in vantaggio. Vavassori da dentro l’area a colpo praticamente sicuro spara troppo centrale e ci lascia con l’urlo strozzato in gol.
Ci sembra l’avvio scoppiettante di un pomeriggio divertente e invece l’Avellino si chiude a riccio, il Palermo si ferma e non trova più spazi. Vavassori ha un’altra occasione ma Martinelli è bravissimo a uscire e poi tocca all’Avellino spaventarci su un calcio piazzato su cui è bravo Fortin. Quindi ci assopiamo sereni in attesa di qualche evento. Ma ci risveglia soltanto il fischio di inizio del secondo tempo. Pippo non cambia nulla e noi attendiamo sempre il gol di Gyasi, come Godot! Il ritmo, se possibile, è ancora più lento del primo tempo e ogni tanto controlliamo se si è risvegliata la moviola direttamente dagli anni ‘80.
Finalmente Inzaghi manda dentro Johnsen per Gyasi e uno spento Segre per Estevez, ma il gol lo fa l’Avellino. Su una incertezza di Bani che lascia andare via Russo arriva l’assist vincente per Cheddira, completamente solo dentro l’area. Ma il vantaggio dei lupi dura poco perché Johnsen dimostra che è stato folle tenerlo in panchina e duetta con Pohjanpalo infilando la palla sotto il sette!! E siamo pari. Abbiamo praticamente buttato un’ora di gioco dando coraggio a un Avellino evidentemente inferiore. E adesso si ricomincia.
Pippo fa entrare anche Gomes e Gabrielloni per Ranocchia e Pohjanpalo che ha festeggiato il suo compleanno comunque con un assist. Il Palermo sembra poterla vincere e si propone in avanti con molta più convinzione, creando qualche occasione che poteva finire molto meglio. Entra anche Pierozzi per Cassandro per aumentare i giri del motore. Ma l’acuto finale è di Fortin che salva il risultato con tre interventi strepitosi in pieno recupero.
Arriva il fischio finale e il primo pari del campionato. È un punto ottenuto fuori casa che fa comunque media inglese e a noi queste cose piacciono comunque e se contiamo anche gli episodi finali possiamo pure essere contenti. Ma nessuno ci toglie dalla testa che con un po più di coraggio sin dall’inizio e consegnando le chiavi della squadra a Johnsen, il giocatore chiaramente più in forma del Palermo, l’avremmo portata a casa. Ma con i se e con i ma non si fa la storia e sopratutto non si vincono i campionati! Forza Palermo!
Fortin 10 – Si era già visto nel primo tempo con una gran parata su un colpo di testa ravvicinato. In pieno recupero confeziona tre miracoli che consentono ai rosa di mantenere l’imbattibilità. Hombre del partido.
Cassandro 6,5 – Ha buona gamba, non abbiamo mai capito cosa significa ma ci piace scriverlo. Peccato che le indicazioni siano con tutta evidenza di pensare più a difendere che ad attaccare. Trattenuto.
(dal 41′ s.t. Pierozzi) s.v.
Bani 5 – Saranno i postumi dell’infortunio, sarà che è mezzo affaticato, sarà che i campi sintetici non sono il massimo per i suoi muscoli, fatto sta che registriamo una nuova prestazione negativa. Ed è un evento. Stupefatti (noi).
Barba 6 – Nonostante il compagno di reparto che dovrebbe guidarlo non sia al massimo si fa trovare pronto e sempre attento, anche con qualche intervento di pregio. Presente.
Augello 7,5 – Sul poi dei migliori c’è sempre per continuità, tecnica, condizione atletica e lettura dei movimenti della squadra, sia in fase offensiva che in copertura. The best of.
Palumbo 5,5 – Ci illude con una partenza che sembra illuminante, poi a poco a poco si spegne e sbaglia tantissimo. Dissolvenza.
Ranocchia 5,5 – È guardato praticamente a vista e raramente inventa qualcosa. Impreciso anche al tiro su palloni che avrebbero meritato miglior sorte. Controllato.
(dal 31′ s.t. Gomes) s.v.
Segre 6 – Come sempre corre come se non ci fosse un domani, però poi commette errori banali, anche perché ci ricordiamo che soffre sempre tanto il sintetico. Fondista.
(dal 14′ s.t. Estevez) 6,5 – Impatta bene la partita, recuperando palloni e facendo diga a centrocampo e sfiorando anche un eurogol. Dovrebbe giocare di più. Penalizzato.
Gyasi 4 – La colpa non è sua ma di chi lo fa giocare e decide di regalare per 60 minuti un uomo agli avversari. Non pervenuto.
(dal 14′ s.t. Johnsen) 7,5 – È attualmente il giocatore più in forma della rosa e per questo è per noi inspiegabile che giochi solo mezz’ora in cui conferma le nostre convinzioni, siglando tra l’altro uno spettacolare gol del pareggio e mettendo costantemente sotto pressione la retroguardia irpina. Scatenato.
Pohjanpalo 6 – Visto che di palloni per calciare a rete non gliene arrivano, anche perché si muove molto meno del solito e per larghi tratti sparisce dalla partita, decide di risultare comunque decisivo come assist-man. Riconvertito.
(dal 31′ s.t. Gabrielloni) 6 – Entra benissimo in gara, mettendo più volte in difficoltà gli irpini con belle iniziativa in velocità, confermando la bontà della scelta di fine mercato. Attivo.
Vavassori 6 – Va vicinissimo al gol in avvio di gara con una bella conclusione su cui il portiere compie un mezzo miracolo. Poi tanta corsa, anche se a volte in modo confuso, e comunque ci mette del suo nell’azione del pareggio con un altro “ velo” che sta diventando la sua specialità. Movimentista.
Inzaghi 5 – Decide di entrare in campo “pitruniato” secondo noi senza alcun motivo e con delle scelte iniziali discutibili. Anche i cambi arrivano in ritardo rispetto a quello che il campo stava mostrando e alla fine l’unica cosa positiva è avere mantenuto l’imbattibilità e la testa della classifica. Rivedibile.
