Inzaghi studia eventuali alternative: senza Strefezza, il Palermo potrebbe cambiare
Sono e saranno giorni di riflessione, per Inzaghi. L’infortunio di Strefezza ha scombussolato i piani del Palermo. A prescindere dal valore tecnico e umano del giocatore, di primissimo livello, il brasiliano era l’esterno offensivo perfetto per il nuovo sistema di gioco, ma proprio sul più bello si è fatto male e ne avrà per almeno due mesi. Tanti gli interrogativi che affollano la testa dello staff rosanero, ma la fortuna è avere un alleato prezioso: il tempo. Dopo la partita di sabato pomeriggio contro il Padova, infatti, arriveranno 21 giorni di pausa. Un periodo utile per studiare le contromisure e sopperire all’assenza di Strefezza in campo, perché per le liste una soluzione è già stata trovata: l’inserimento di Mazzitelli come over.
Il nuovo centrocampista, contro il Padova, non sarà ancora disponibile. Era svincolato, non gioca una partita ufficiale dall’11 aprile a causa di un infortunio e non ha svolto la preparazione estiva. Ci vorrà tempo per rivederlo in forma: la sosta arriva nel momento giusto anche per lui. Da Empoli in avanti sarà una risorsa importante per il centrocampo rosanero perché può ricoprire più ruoli: da regista al posto di Ranocchia, come mezzala di contenimento e inserimento – i compiti attualmente di Segre – oppure come mezzala/trequartista di qualità, il lavoro che stanno svolgendo Hernani e Palumbo. Il suo arrivo, comunque, non è legato ai problemi fisici di Hernani e soprattutto di Strefezza: il Palermo cercava Mazzitelli a prescindere, per rinforzare il centrocampo e dare a Inzaghi un altro giocatore qualitativo e fisico.
Contro il Padova non ci dovrebbero essere particolari novità tattiche: il sistema di gioco resterà quel 4-2-3-1 che spesso oscilla verso il 4-3-3. Inzaghi, dopo il lavoro estivo, avrebbe preferito andare dritto sulla strada tracciata in Val Gardena ma non potrà non tener conto di quanto è successo e dovrà quanto meno pensare e provare qualche soluzione alternativa, che potrebbe andar bene sia dall’inizio che a partita in corso. Il Palermo, ad esempio, ha tre esterni offensivi di ruolo per due posti disponibili: gestire due mesi con questa ristrettezza di opzioni non sarà semplice e Gyasi non rappresenta oggi un’alternativa affidabile. Prima di toccare gli equilibri costruiti finora, però, bisognerà valutare alcune insidie.
La prima, e la più importante, problematica di un eventuale ritocco riguarda Johnsen. Inzaghi è stato chiaro, nelle parole e nei fatti, sin dallo scorso aprile: Johnsen è al centro del progetto e deve giocare nella posizione a lui più congeniale, largo sulla fascia sinistra. Già la scorsa stagione, impiegato da trequartista più dentro al campo, non aveva funzionato e l’allenatore aveva già provato ad allargarlo prima che il norvegese si infortunasse sul più bello. Da lì il cambio di sistema di gioco e i risultati stanno dando ragione a Inzaghi: Johnsen è attualmente tra i migliori del Palermo, ha ritrovato fiducia, giocate, gol e assist: già quattro più quattro in partite ufficiali.
Una delle opzioni che l’allenatore potrebbe tenere in considerazione è il 4-3-2-1, con l’inserimento di Mazzitelli a centrocampo, l’avanzamento di Palumbo o Hernani (che dovrebbe rientrare dopo la sosta) sulla trequarti; Johnsen più ‘stretto’ e Pohjanpalo più avanzato. Una soluzione che, però, andrebbe a penalizzare il principale valore aggiunto del Palermo in questo avvio di stagione, senza contare l’incognita legata a Vavassori, che in quello schema non troverebbe spazio.
Vavassori, al momento, rimane la principale opzione sulla corsia destra: contro il Padova dovrebbe partire dall’inizio, con Gyasi come possibile alternativa. Ma visto che nel gioco delle coppie manca ancora un tassello, l’allenatore potrebbe valutare altre strade per costruire nuove soluzioni. Una di queste porta a Pierozzi, avanzato di diversi metri rispetto alla sua posizione naturale di esterno basso: il classe 2001 non ha iniziato bene la stagione e questo cambio di ruolo potrebbe dargli nuova linfa, oppure penalizzarlo ulteriormente.
Un’altra possibilità è l’allargamento di Palumbo. L’ex Modena ha caratteristiche totalmente diverse da quelle di un esterno classico, ma con Mazzitelli a centrocampo – in un ipotetico reparto completato da Ranocchia e Segre – Palumbo potrebbe agire sulla destra, con Johnsen a sinistra e Pohjanpalo davanti. Un ruolo non propriamente suo (lo stesso si potrebbe dire per Hernani) ma che potrebbe rivelarsi un buon ‘rattoppo’ per qualche settimana di emergenza. Inzaghi e il Palermo, in ogni caso, non vogliono lasciare nulla al caso e tutte le opzioni saranno prese in esame. La profondità della rosa permette di non restare incatenati a un’unica soluzione, ma è chiaro che l’assenza di Strefezza si farà sentire.
