Palermo, la porta è in buone mani: Fortin si prende la scena e sfida la sua ex
Il Palermo ha avuto bisogno di Fortin e il portiere classe 2003 ha risposto presente. L’infortunio di Joronen prima, e quello di Perin poi, hanno modificato temporaneamente le gerarchie tra i pali, dando al giovane estremo difensore la possibilità di mettersi in mostra. Fortin ha subito raccolto le sue occasioni: prima ha difeso la porta rosanero nel 2 – 0 contro il Lecce in Coppa Italia, entrando dopo appena tre minuti, poi nella successiva vittoria per 1 – 0 sulla Juve Stabia, all’esordio in campionato. Anche dopo l’arrivo di Perin ha avuto modo di giocare, nel sedicesimo di finale di Coppa Italia contro il Mantova, distinguendosi con un paio di interventi importanti nel 5 – 2 del Barbera.
L’infortunio di Perin alla vigilia della trasferta di Avellino lo ha riportato tra i titolari. Una situazione provvisoria, considerando il possibile rientro dell’ex Juventus dopo la sosta, ma che ha permesso a Fortin di confermare quanto già mostrato nelle precedenti apparizioni. Al “Partenio”, il classe 2003 ha compiuto un ulteriore passo avanti, risultando decisivo per il pareggio del Palermo. Nel primo tempo ha respinto il pericoloso colpo di testa ravvicinato di Pandolfi con un colpo di reni, mentre nel finale ha negato il gol prima a Cheddira e poi a Biasci. Interventi pesanti, soprattutto perché arrivati nei momenti in cui l’Avellino sembrava poter trovare il guizzo per vincere la gara.
Alle spalle c’è già un percorso che gli ha dato esperienza e continuità. Con il Padova, nell’annata della promozione in Serie B (2023/24), Fortin ha collezionato 38 presenze e 3.420 minuti in campionato, contribuendo alla cavalcata chiusa al primo posto nel girone A con la miglior difesa. Nella scorsa stagione, ancora con il Padova, si è invece dovuto dividere la porta con Sorrentino, chiudendo il campionato con 14 presenze, 19 gol subiti e tre clean sheet. Un ulteriore passaggio di crescita prima dell’approdo in rosanero.
Il fondamentale sul quale è già migliorato ma può ancora crescere maggiormente è il gioco con i piedi, un aspetto particolarmente importante nel Palermo di Inzaghi. Il tecnico rosanero punta molto sulla costruzione dal basso e sul coinvolgimento del portiere nella prima fase dell’azione, chiedendogli di essere parte integrante della manovra. È quindi un margine di crescita significativo, anche considerando la possibilità di lavorare quotidianamente accanto a un portiere esperto come Perin.
Fortin, intanto, sta sfruttando al meglio la situazione di emergenza. Joronen resterà fuori a lungo, mentre Perin dovrebbe rientrare dopo la sosta: nel frattempo, il classe 2003 è chiamato a garantire affidabilità tra i pali. Finora lo ha fatto senza sfigurare, anzi dimostrando di poter essere una risorsa concreta per Inzaghi. La prossima occasione potrebbe arrivare contro il Padova, proprio la squadra con cui ha vissuto la sua prima vera stagione da protagonista.
