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Antonini dopo l’aggressione: “Lascio Trapani, qui girano delinquenti. Valuto la scorta”

L’aggressione subita da Valerio Antonini rischia di segnare un punto di non ritorno nel rapporto tra il presidente del Trapani e la città. Dopo il violento episodio avvenuto nella mattinata di sabato nel centro storico, il patron granata ha raccontato la propria versione dei fatti, annunciando decisioni drastiche sul suo futuro. Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Antonini, l’aggressione sarebbe avvenuta nei pressi di via Barone Sieri Pepoli, mentre stava lasciando il T Club. Trasportato in ospedale dal personale del 118, il presidente ha riportato la frattura di una costola, oltre ai danni subiti al cellulare, agli occhiali e all’orologio.

Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo il Trapani Calcio ha espresso piena solidarietà al proprio presidente attraverso una nota ufficiale, parlando di un “agguato vile e premeditato” riconducibile, secondo il club, a una persona vicina alla tifoseria organizzata. La società ha inoltre ribadito la propria fiducia nell’operato degli investigatori, condannando con fermezza ogni forma di violenza.

Dopo essere stato dimesso dall’ospedale, Antonini ha affidato ai social il suo sfogo. “Stavo lasciando il T Club quando una persona molto conosciuta a Trapani mi aspettava vicino alla macchina. Mi ha preso a pugni e calci, poi mi ha calpestato. Ho una costola rotta. Mi ha anche insultato e sputato addosso”. Il presidente ha sottolineato di non aver reagito all’aggressione, aggiungendo che il dissenso non può mai trasformarsi in violenza.



Le dichiarazioni più forti, però, sono arrivate sul rapporto con la città. Antonini ha annunciato l’intenzione di lasciare definitivamente Trapani, spiegando di voler vendere tutte le proprietà ancora in suo possesso. “A Trapani girano porci e maiali, una quantità di delinquenti che fa impressione. Venderò tutte le proprietà che mi sono rimaste. Non deve restarmi più nulla in questa città. Con Trapani ho chiuso: è una sconfitta per la città, non per me”.

Il patron granata ha inoltre rivelato di stare valutando l’ipotesi di dotarsi di una scorta personale e di rafforzare le misure di sicurezza anche attorno alla squadra. Infine ha confermato che il Trapani continuerà a disputare le proprie partite casalinghe a Palermo e ha aggiunto che, in caso di riammissione della Trapani Shark in Serie A, anche il club di basket verrebbe trasferito fuori dalla città.


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