“Criptidi”, i mostri che non fanno paura: è uscito il nuovo libro di Ettore Zanca
È finalmente uscito da alcuni giorni il romanzo “Criptidi” firmato dallo scrittore Ettore Zanca, che da anni collabora con Stadionews regalandoci articoli mai banali che prendono spunto da storie di calcio e che esaltano i valori umani dei protagonisti. L’ho letto con curiosità perché ero rimasto molto colpito, favorevolmente, dal suo precedente romanzo “L’oceano oltre la rete”, una storia di calcio che ha avuto grande successo di pubblico e critica ambientata nella sperduta isola di San Vignan, dove la squadra di calcio locale è composta solo da giocatori del luogo. Questo romanzo tratta ben altri argomenti ma è ugualmente profondo nella esplorazione dei valori umani. E considerato che l’iniziativa ha scopi benefici a favore dei ragazzi con spettro autistico non posso che augurare a Ettore Zanca un altro grande successo editoriale. (gm)
Tutto comincia con un pupazzetto di plastica trovato per caso in un negozio di giocattoli a Genova. Un plesiosauro, l’ultimo rimasto sullo scaffale. Ettore Zanca lo prende, esce, e capisce che stava scrivendo un libro sul mostro di Loch Ness e su quelli interiori da molto prima di saperlo. Criptidi, il suo quarto romanzo per Arkadia Editore, nasce da quel momento e da anni passati a portare storie nei reparti pediatrici, nelle fondazioni che lavorano con ragazzi neurodivergenti, nei posti dove le parole non sono decorazione ma strumento di sopravvivenza.
Manuel, il protagonista, vive ai margini del mondo in un faro affacciato sul mare ligure. È considerato strano, fuori sincrono, difficile da leggere. La sua ossessione ha il nome di un criptide: il mostro di Loch Ness. Non una creatura da cacciare, ma un essere da proteggere. Un simbolo di tutto ciò che esiste senza voler essere visto. Zanca sceglie Nessie come metafora con una coerenza che si sente in ogni pagina. Se davvero è vissuto in quel lago per millenni, lo ha fatto con una discrezione straordinaria senza imporre la propria presenza, senza prevaricazione, senza vanità. Un animale di diverse tonnellate, più garbato di qualunque utente medio dei social. C’è qualcosa da imparare, lì dentro.
Criptidi è un romanzo sull’identità e sulla neurodivergenza, sul peso delle parole non pronunciate e sulle ferite che restano aperte quando nessuno sa nominarle. È una storia di famiglie scelte, di esseri umani che imparano a sopravvivere mimetizzandosi, come specie rare. La frase che lo attraversa da capo a fondo è semplice, e arriva dritta: “Ho bisogno di sapere che nel mondo c’è qualcuno fuori posto, che è dove non dovrebbe essere e che si nasconde per questo. Ho bisogno di credere che non sono solo”.
Parte dei proventi del libro sarà devoluta alla Fondazione Danelli, che da anni lavora per l’autonomia dei ragazzi con spettro autistico. Non è un gesto simbolico, è la conferma che questo libro viene davvero da lì, da quegli incontri, da quegli sguardi, da chi ha insegnato all’autore che dare un nome alle proprie fragilità non è una resa. È l’inizio. Sono previste numerose presentazioni in giro per l’Italia tra cui il 10 settembre a Genova e il 25 a Palermo entrambe presso la Feltrinelli. Date scelte non a caso visto il profondo legame dell’autore con entrambe le città, una per adozione e l’altra per nascita. Non tutti i mostri sono pericolosi. Alcuni esistono soltanto per ricordarci che non siamo soli.

