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Il Palermo e la “fiera dei sogni”: ne servono pochi ma buoni per davvero

Tra i tanti campioni che hanno indossato la nostra maglia negli anni della presidenza Zamparini, amo in particolare il Mudo Vazquez, protagonista insieme ad altri giocatori di categoria superiore dell’ultima meravigliosa cavalcata del Palermo verso la Serie A. Una cavalcata trionfale, senza “cagarella” sui campi infuocati dei play-off di una squadra dotata, solo per dirne una, di una ricchezza di soluzioni offensive che stride al confronto con l’attuale monomorfismo nel nome di Pohjanpalo.

Questa fase della stagione, quando mancano le vere notizie e sono lontani sia l’avvio dei ritiri che la conclusione del calcio-mercato, si caratterizza per una pletora di indiscrezioni più o meno fantasiose sui giocatori che “piacciono” o che “si seguono”. Gli ingredienti della ricetta sono semplici: un contratto in scadenza o quasi, un precedente contatto professionale con il tecnico o il direttore sportivo in carica, l’appartenenza alla stessa “scuderia” di un giocatore già in organico e il gioco è fatto. Capisco che, in assenza di fonti affidabili e soprattutto disinteressate, gli estensori debbano arrangiarsi in qualche modo, salvo poi a scoprire che qualche volta ci azzeccano pure. In fondo, anche alla Lotteria di Capodanno c’è sempre un primo estratto.

Formulate tutte le cautele del caso, non possiamo tuttavia ignorare che i primi nomi trapelati hanno sollevato giustificate perplessità nella tifoseria, se è vero che il Palermo, per bocca dello stesso presidente del CFG, (anche) quest’anno punta decisamente alla promozione. Le ragioni di questo scetticismo affondano nella storia antica e recente del Palermo. Ho già fatto cenno alla squadra di Iachini, ma non si può dimenticare che la volta precedente andammo in A con una squadra in cui figuravano elementi come Zauli, Corini, Toni, Biava e Grosso. Volgendo lo sguardo in qua, non possiamo ignorare il fallimentare rapporto costi-benefici delle ultime sessioni di mercato in cui il Palermo ha puntato preferenzialmente su giocatori intorno alla trentina, e fatalmente in fase discendente di carriera, non riuscendo a scovare neppure un giovane sconosciuto da valorizzare. Una vera demolizione, più che distruzione, di valore.



Non mi sognerei mai di insegnare il mestiere a chi ha confidenza con algoritmi, marcature preventive, braccetti e partenze dal basso. Tuttavia, da tifoso che ne ha viste tante e che ha buona memoria, mi auguro sia chiaro che per andare in A ci vogliono almeno tre o quattro giocatori di livello decisamente superiore a quelli “lanciati dalla stampa” da integrare con giovani da valorizzare, anche in conto-terzi. Al quinto anno (e al nono mercato) della gestione CFG deve ritenersi definitivamente concluso il tempo di acquisti di giocatori come Saric, Nikolaou, Henry, Insigne (e ometto per carità di patria i nomi di qualche altro ancora in organico). Servono pochi giocatori, ma buoni per davvero, e che soprattutto si abbandoni finalmente la strategia “dell’usa e getta” che aprirebbe la necessità di una nuova rivoluzione nell’auspicata ipotesi di promozione. Perché, anche questo insegna la storia, dopo la promozione in A il Palermo di Guidolin andò in Coppa Uefa, mentre quello di Iachini si piazzò agevolmente a metà classifica. La “fiera dei sogni” è appena agli inizi; chi gestisce il mercato faccia sì che gli incubi legati ai ricordi dei campi di Frosinone, Venezia, Castellammare di Stabia e Catanzaro e dei gol decisivi presi nel finale ad Avellino, Mantova e Pescara cessino di tormentare le nostre notti.

2 thoughts on “Il Palermo e la “fiera dei sogni”: ne servono pochi ma buoni per davvero

  1. Siccome il nostro direttore da anni centellina gli editoriali, ci accontentiamo (si fa per dire) del superbo vitogol, che legge nelle menti perplesse di molti tifosi ed è “costretto” a riassumerne per l’ennesima volta i dubbi alla vigilia dell’ennesimo mercato di serie b. In questo periodo solitamente i nomi sciorinati servono solo a calibrare le attese e ad indicare il range di mercato. Se non fosse che da qualche tempo le limitazioni per età delle liste dividono il mercato praticamente in due fette, under e over. Le veline in giro per il web stanno indicando per adesso grande fermento per un sontuoso mercato under. Si parlando giovani nazionali e un paio della nazionale, vari profili top del calcio italiano. Non vedo invece giocatori stranieri ,colored, missili supersonici, alla Duncan o Dumbia o Shentienne di veneziana recente memoria, per esempio. Ricordiamoci sempre che partiamo da una buona base questa volta, una squadra che al quarto anno di serie b, ha fatto finalmente un salto verso la vetta, che ha mollato solo alla fine. I 3 /4 elementi da salto del fosso dovranno essere veramente da salto del fosso. I punti dolenti restano quelli dello scorso mercato secondo me. Erano ben visibili le carenze in mediana e nel supporto alla prima e unica punta. Questi restano i buchi da colmare anche oggi. Poi si potrà migliorare in ogni reparto. Ma sbagliare ancora questi due elementi sarebbe un sacrilegio.Ne aggiungo un terzo, posto che Gomes era per me uno dei perni e andra via. Non importa chi, ma cosa prendono.
    Un abbraccio a tutta la redazione ed agli sfogatori cronici che ritrovo con piacere di tanto in tanto in calce agli articoli.

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