Nuovi protagonisti e bomber a sorpresa: ecco il primo Palermo di Inzaghi
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Nove gol segnati contro una rappresentativa locale raccontano poco dal punto di vista tecnico/tattico, ma offrono una prima, seppur embrionale, fotografia del Palermo che sta prendendo forma. Un risultato che, per quanto roboante, lascia il tempo che trova: i rosanero hanno appena iniziato a caricare le gambe e l’avversario – una selezione di calciatori tra Seconda Categoria ed Eccellenza – non poteva garantire un vero banco di prova.
Il test, però, è servito a Inzaghi per osservare da vicino, in partita e non solo in allenamento, quei giocatori su cui pende ancora una valutazione: chi per motivi di mercato, chi per ruolo o caratteristiche da inquadrare. Indicazioni da prendere con cautela, che dovranno essere approfondite già nella prossima uscita del 20 luglio contro il Paradiso, formazione della terza divisione svizzera.
Stesso sistema di gioco, nuova firma
Il Palermo è ripartito dal 3-4-2-1, sistema di gioco già adottato da Dionisi nella fase finale della scorsa stagione e utilizzato anche da Inzaghi a Pisa. Una scelta che conferma la volontà di partire da basi solide. Lo stesso tecnico, nella conferenza post-gara, ha chiarito che in questa fase serve continuità, ma non esclude il passaggio al 3-5-2 nel corso della stagione.
A conferma di questa linea, la prima formazione schierata da Inzaghi è stata quasi la stessa che ha chiuso lo scorso campionato, con i nuovi acquisti inizialmente lasciati in panchina. Il primo tempo è stato avaro di emozioni: gambe appesantite, poche occasioni e nessun gol, con lo 0 – 0 che un po’ a sorpresa ha resistito fino all’intervallo.
Nella ripresa, l’allenatore ha rivoluzionato l’undici titolare cambiando tutti i giocatori in campo. Da lì è iniziata la prevedibile goleada, anche perché la selezione valdostana ha cominciato ad accusare la stanchezza.
Le Douaron e Corona, che sorpresa
La notizia migliore della prima amichevole del Palermo arriva proprio dall’attacco, con due protagonisti inattesi: Le Douaron e Corona. Non Brunori né Pohjanpalo, ma il francese e il giovane palermitano hanno rubato la scena con prestazioni convincenti.
Le Douaron è stato schierato come trequartista sul centrodestra. Il ruolo lo ha avvicinato alla porta senza limitarne il raggio d’azione, permettendogli di esprimere al meglio le sue caratteristiche. Dopo un primo anno vissuto in ombra, tra ambientamento e apprendistato, il francese sembra ora pronto a giocarsi le sue carte. Potrà essere una risorsa preziosa, anche se la concorrenza sarà agguerrita: l’arrivo imminente di Palumbo lo costringerà a partire leggermente indietro nelle gerarchie.
Bene anche Corona, autore di un poker e apparso già in buone condizioni fisiche. Il giovane talento ha dimostrato personalità e fiuto del gol, anche se il suo futuro immediato sembra essere altrove: si prospetta un prestito in Serie B, dove potrà trovare spazio e continuità per proseguire il proprio percorso di crescita.
Augello e Gyasi già in palla
Tra gli aspetti più incoraggianti ci sono anche i movimenti degli esterni, pedine fondamentali nello scacchiere tattico di Inzaghi. Diverse azioni offensive si sono sviluppate con scambi ‘da quarto a quarto’, segno di un buon affiatamento già nelle prime uscite.
Molto positiva la prova dei nuovi arrivati. Augello ha confermato quanto di buono fatto intravedere in questi primi giorni di ritiro: il suo mancino appare fuori categoria per la Serie B. Dotato di qualità superiori alla media, sarà un’arma preziosa per servire assist. Brunori e Pohjanpalo non vedono l’ora di sfruttare i suoi cross.
Sull’altro lato del campo, Gyasi ha mostrato buona capacità negli inserimenti e nell’interpretazione del ruolo. Meno brillante sotto porta, ma con ampi margini di miglioramento. Per entrambi, segnali confortanti in vista dell’inizio della stagione.