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Palermo – Catanzaro 2 – 0 LE PAGELLE / Pohja, Palumbo e Rui: ma il miracolo non si avvera

Il Palermo è fuori. Ci ha provato, lo ha fatto con grande generosità, ma non è bastato. Se avesse giocato la gara d’andata con la stessa intensità non sarebbe uscito anzitempo dalla corsa alla Serie A. Peccato, anche perché la partita si era messa bene come nelle migliori previsioni: nemmeno due minuti e subito il gol di Pohjanpalo che ha dato la carica e ha infiammato gli spalti. Ma tre gol da recuperare, anche psicologicamente, non erano un ostacolo semplice da superare. Il 2 a 0 è arrivato quando la squadra sembrava ormai pronta a gettare l’asciugamani sul terreno di gioco per stanchezza e il Catanzaro poter controllare.
Il Palermo non è stato nemmeno fortunato: quando è riuscito a penetrare nella ragnatela giallorossa – ben piazzata – ha trovato il palo o un super Pigliacelli a sbarrargli la strada. I giocatori hanno dato tutto quello che avevano, come promesso, ma non sono stati lucidi negli ultimi 15 metri, soprattutto quando hanno prodotto il massimo sforzo per riaprire la partita.
Una gara tatticamente anomala, con un Palermo ‘costretto’ a una partita offensiva e con uno schieramento offensivo, la difesa a 4, Johnsen in avanti (e nella ripresa anche Rui Modesto). Si è visto un giusto mix tra spregiudicatezza e intelligenza tattica. Se avesse segnato anche ad inizio di ripresa (palo di Palumbo) sarebbe stata un’altra gara. E invece il gol della speranza è arrivato troppo tardi. Ma con i se e con i ma non si va avanti. La Serie A sfuma ancora ma il Palermo l’ha persa all’andata, non oggi. E forse anche prima.

PALERMO: Joronen 6,5; Pierozzi 6, Peda s.v. (dal 16′ p.t. Magnani 6,5), Ceccaroni 6 (dal 30′ s.t. Gyasi s.v.), Augello 6; Segre 6,5 (dal 5′ s.t. Rui Modesto 7), Ranocchia 7; Le Douaron 6 (dal 1′ s.t. Vasic 6), Palumbo 7, Johnsen 6 (dal 30′ s.t. Corona s.v.); Pohjanpalo 6,5.
CATANZARO: Pigliacelli 7,5; Cassandro 6, Antonini 6,5, Brighenti 6,5; Favasuli 5,5 (dal 42′ s.t. Bashi s.v.), Petriccione 6 (dal 32′ s.t. Ripoli s.v.), Pontisso 6, Alesi 6 (dal 32′ s.t. Frosinini s.v.); Liberali 5,5 (dal 1′ s.t. Di Francesco 6,5), Iemmello 5,5 (dal 16′ s.t. Pompetti 6); Pittarello 5,5.

Joronen 6,5: Nell’avvio pirotecnico di partita è molto attento. Deve fare qualche parata ordinaria e qualcuna un po’ più complessa. Nella ripresa, su un tiro di Di Francesco indirizzato all’incrocio, compie un grande miracolo.
Pierozzi 6: Schierato terzino di una difesa a 4, con compiti sia difensivi che offensivi. Sembra in ripresa rispetto alle ultime prestazioni. Nella prima fase alterna la fase di copertura con qualche sgroppata in avanti (è comunque partecipe nell’azione del gol). Nella ripresa – specie dopo l’ingresso di Rui Modesto – sta molto attento a non scoprire la difesa perché il Catanzaro in contropiede sa essere pericoloso. L’espulsione nel finale (severa, per fallo su Pittarello) è frutto della frenesia.
Peda s.v.: Gara sfortunata. Inzaghi gli concede fiducia e lui parte con la stessa rabbia agonistica dei compagni. Però deve uscire dopo un quarto d’ora per una brutta botta alla caviglia
(dal 16′ p.t. Magnani) 6,5: Entrare così a freddo non era facile. Magnani dà segnali positivi: prende subito la posizione centrale, non è sicuro come ce lo ricordavamo però riesce a fare quello che deve, cioè difendere in un modo o nell’altro. Qualche fallo in più ci può stare. Provvidenziale nel finale nell’arginare un contropiede pericolosissimo. La sua migliore gare della stagione.
Ceccaroni 6: Gioca da centrale, ruolo che ha ricoperto tante volte in carriera ma poche volte nell’ultimo periodo rosanero. Dà garanzie, balla come tutti quando il Palermo è un po’ scoperto ma dà sempre l’impressione di essere piazzato bene e di avere la giusta reattività. Bravo anche nella ripresa a sorvegliare la zona, poi esce per l’assalto finale.
(dal 30′ s.t. Gyasi) s.v.: C’è bisogno di forze fresche, entra per questo. Ma non dà segnali di ripresa.
Augello 6: Partenza con qualche difficoltà. Ma cresce minuto dopo minuto, diventando autorevole sulla fascia sinistra e anche propositivo in termini di cross: un bel traversone per Pohjanpalo meritava miglior fortuna. Tira la carretta anche per metà ripresa ma poi perde smalto nel finale.



Segre 6,5: Va a duemila fin dal primo secondo. In un Palermo chiamato al rischio e alla rimonta lui deve garantire filtro a centrocampo e lo fa con una prestazione podisticamente mostruosa. È chiaro e inevitabile che la quantità va a discapito della qualità, soprattutto quando gli capita di provare azioni in verticale palla al piede. Becca un’ammonizione a fine primo tempo ma esce in apertura di ripresa (tra le lacrime) per un problema muscolare.
(dal 5′ s.t. Rui Modesto) 7: Entra qualche minuto prima del previsto per l’infortunio di Segre ed entra subito nella bolgia. Inzaghi lo piazza largo a destra in una squadra ormai già sbilanciata per esigenze di rimonta e con gli ultimi venti metri di campo affollati come un autobus. Pierozzi (bloccato dietro) gli consente di non pensare alla fase difensiva, ha qualche spunto interessante, è sempre in agguato e alla fine trova anche il 2 a 0 che riaccende la gara nel recupero con un tocco morbido di piede destro da pochi metri.
Ranocchia 7: Anche lui sembra condizionato dall’esigenza di non lasciare scoperta la propria metà campo e gioca con una prudenza tattica che sembra anche giustificabile. Nel primo tempo, dalla metà campo in qua è presente e utile, dalla metà campo in avanti è meno appariscente ma è sempre in partita. Nella ripresa abbandona la prudenza, partecipa all’arrembaggio, sfiora il gol con un tiro da dentro l’area su cui Pigliacelli compie un mezzo miracolo. Suo anche l’assist per il 2 a 0 di Rui Modesto.

Le Douaron 6: Tutto come da copione. Sportellate come se non ci fosse un domani, controlli palla sporchi ma tanta generosità in fase di pressing e con tanta corsa per dare una mano alla quadra. Pennella un bel cross dal fondo per Pohjanpalo che mette in crisi Pigliacelli. Esce nell’intervallo, probabilmente per i postumi dell’infortunio rimediato nella gara di andata.
(dal 1′ s.t. Vasic) 6: Entra in partita con il furore che non gli abbiamo visto mai. La squadra si appoggia molto a lui, che cerca anche giocate complicate in area di rigore, dove si dimostra bravo nel gioco aereo. A volte si lascia condizionare dall’irruenza giovanile e alla fine non riesce a essere determinante, ma è presente in molte azioni della squadra.
Palumbo 7: Una partita diversa dal solito per collocazione tattica. Lui è intelligente e sa bene quando dare una mano dietro, quando cercare il recupero difensivo e quando provare a pungere sfruttando la sua indiscutibile qualità tecnica. È sua la punizione dalla quale scaturisce il gol dell’1 a 0. Prende uno sfortunatissimo palo pieno in avvio di ripresa con una conclusione acrobatica da dentro l’area e distribuisce palloni preziosi. Finisce esausto.
Johnsen 6: Entra anche lui con la rabbia agonistica necessaria. Eccede in funambolismi ma gli riescono un paio di colpi di tacco utili allo sviluppo dell’azione. Corre tanto, prova la conclusione, talvolta fumoso ma meno di altre volte. Però quando si ‘inventa’ una palla gol con un grande dribbling in area non può fallire: e invece la sua conclusione viene respinta da Pigliacelli. Rimedia anche un’ammonizione per un fallo non cattivo.
(dal 30′ s.t. Corona) s.v.: Entra per l’assalto disperato, va a fare densità in area di rigore ma già la squadra sembra in fase di esaurimento.
Pohjanpalo 7: Segna subito il suo primo gol in carriera nei playoff di Serie B, alla sua maniera, su una palla sporca in area sulla quale è intervenuto di testa con tutta la forza fisica di cui dispone. Grazie al gol la partita è un po’ meno in salita ma il resto del match è una corrida, spazi ce ne sono pochi, palloni puliti di meno ma lui è molto più vivo delle ultime gare, va a fare battaglia ovunque offrendo anche un ottimo contributo in fase di pressing.

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