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La Bracierina Palermo



Il Palermo e il sogno rimonta: i numeri al “Barbera” tengono viva la speranza

Se esiste un luogo in cui il Palermo può trasformare una missione quasi impossibile in impresa, quel luogo è il “Renzo Barbera”. È lì che i rosanero, nel corso della stagione, hanno costruito le proprie certezze, facendo del fattore campo una delle armi principali del loro campionato. Ed è proprio il Barbera che, dopo il pesantissimo 3-0 incassato al “Ceravolo”, farà da teatro alle ultime speranze di una rimonta che avrebbe il sapore della storia.
I numeri casalinghi del Palermo alimentano almeno una parte delle speranze dei tifosi. In regular season la squadra di Inzaghi ha raccolto 14 vittorie, 4 pareggi e appena una sconfitta in 19 gare interne, trasformando il Barbera in un autentico fortino. Un rendimento quasi perfetto che permette ai rosanero di aggrapparsi ancora all’idea dell’impresa.
Esiste un solo precedente contro il Catanzaro con uno scarto che oggi consentirebbe di ribaltare la semifinale. Bisogna però tornare addirittura alla stagione 1936/37, quando il Palermo travolse i calabresi con un netto 5-0: un risultato che oggi varrebbe la qualificazione diretta alla finale playoff. Un incrocio lontanissimo nel tempo, ma che resta una suggestiva coincidenza storica.

Se contro il Catanzaro manca una vera tradizione favorevole, il Palermo ha però già dimostrato più volte durante questa stagione di saper vincere al Barbera con scarti larghi. Il primo segnale arrivò nella festa per i 125 anni del club, con il travolgente 5-0 rifilato al Pescara. Una serata perfetta, impreziosita dalla doppietta di Pierozzi e dai gol di Segre, Brunori e Diakitè.
Qualche settimana dopo arrivò un altro 5-0, questa volta contro la Carrarese, trascinato dalla tripletta di Pohjanpalo e dalle reti di Segre e Palumbo. Anche nelle ultime settimane i rosanero hanno saputo imporsi con tre gol di scarto al Barbera. Prima il 3-0 alla Virtus Entella firmato da Pohjanpalo, Ranocchia e Pierozzi, poi un altro 3-0 contro il Südtirol grazie ai gol di Pohjanpalo, Le Douaron e Ceccaroni.
A rendere meno impossibile la rimonta ci sono anche alcuni dati legati al rendimento esterno del Catanzaro. Lontano dal “Ceravolo”, infatti, la squadra di Aquilani ha mostrato diverse fragilità durante la stagione. Nelle 19 trasferte di campionato i giallorossi hanno perso sette volte, più di quante abbiano vinto o pareggiato. Inoltre, in quattro occasioni hanno subito almeno tre reti in una singola partita, contro Venezia, Carrarese, Cesena e lo stesso Palermo.
C’è però un dato che racconta quanto l’impresa resti comunque complicatissima: il Catanzaro non ha mai perso con uno scarto di tre gol o più durante tutto il campionato. Un dettaglio che conferma come serva una notte perfetta, probabilmente irripetibile, per ribaltare il destino della semifinale.

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5 thoughts on “Il Palermo e il sogno rimonta: i numeri al “Barbera” tengono viva la speranza

  1. mah, vedo in giro molto ottimismo. dove leggo leggo è tutto un “ce la possiamo fare”, mi sembra di essere tornato ai tempi del covid. chi legge abitualmente qui fra i commenti sa che sono un inguaribile ottimista e che sono fra i pochi ad avere creduto fino alla fine alla possibilità di acciuffare il secondo posto. spendo sempre una buona parola anche quando fioccano le critiche. questo perchè ho visto sempre la squadra lottare fino alla fine anche quando ce le hanno date di santa ragione. ma dopo quello che ho visto domenica mi dispiace ma nel miracolo non ci credo. affinché si verifichi un miracolo ci vogliono comunque le condizioni. ho visto una squadra derelitta, stanca e mentalmente assente, incapace di reagire. in tre giorni non è qualcosa che si può recuperare. su, siamo seri, dobbiamo fare 3 gol ad una Catanzaro che arriverà col morale a mille che ci ha fatto 5 gol in due partite. datemi del menagramo, toccatevi dove non batte il sole, ne avete diritto. sarò felice di essere smentito ma io non ci credo

    1. Francesco, alla fine ti renderai conto che tutto ciò fa parte del calcio. Quello genuino , più o meno pulito che ci piace . Ciascuno di noi si pone di fronte a questa partita anche in base al proprio modo di essere , di pensare , di porsi di fronte alla vita quotidiana. Giusto così. Tralasciando gli ottimisti di facciata o i pessimisti ad oltranza, categorie nelle quali nessuno di noi credo si riveda , esistono i realisti, quelli che preferiscono guardare in faccia la realtà, magari analizzarla . Ecco, credo di ritrovarmi tra questi . E per questo motivo , sperando sempre in un possibile ma complicato miracolo sportivo, preferisco guardare avanti e velocemente chiudere questo capitolo. Già mi interrogo sull’allenatore ad esempio. Giusto tenere Inzaghi? E Osti. È in grado di migliorarsi sul mercato portando a Palermo, finalmente, qualche giovane forte ? Come quelli della Juve Stabia ad ad esempio? O del Catanzaro? Senza milioni di ingaggio che ingolfano , appanzano i giocatori e li addormentano negli scontri decisivi? Lo stadio . Si farà? Elemento importante probabilmente, forse decisivo. Insomma, calcio come vedi . Poi stasera
      vediamo. Ma senza stress ed esagerazioni fuori luogo. Forza Palermo.

  2. Vorrei essere ottimista e sognare ma purtroppo, pur non essendo pessimista ma ottimista con esperienza, non ci riesco. Ero a ROma per Palermo-bologna, ero a Napoli per Palermo-juventus, ero alla Favorita quando sfioravamo le promozioni… Magari mi smentissero…

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