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Palermo, che guaio se manca Bani. Ma serve una scossa, a cominciare dalla “panchina”

Una battuta d’arresto dopo 14 risultati utili consecutivi: prima o poi doveva arrivare ma la sconfitta del Palermo a Pescara è comunque un campanello d’allarme, soprattutto per le modalità con cui è maturata. Il momento decisivo della stagione, l’ultimo posto del Pescara e il fatto di essere passati in vantaggio in apertura di ripresa rendono la sconfitta ancora più dolorosa.

La serie A diretta è un po’ più lontana, nonostante Venezia e Frosinone non siano andati oltre il pareggio. Poche scusanti, tutta la squadra è andata sotto i suoi standard abituali come ha riconosciuto anche Inzaghi che dovrà capire in fretta cosa perché le cose sono andate storte. È mancata la capacità di reagire al pareggio e successivamente anche quella di “congelare” la partita sul pareggio che sarebbe stato ben diverso dal punto di vista psicologico. E invece raramente la squadra in passato ha concesso tanti tiri in porta agli avversari come è accaduto a Pescara.

Senza Bani sono guai

Un sospetto c’è e i numeri lo confermano: l’assenza di Bani pesa. Non basta questo per spiegare uno sbandamento del genere ma troppi indizi diventano una prova. Senza il capitano al centro della difesa, sono arrivate le sconfitte contro Catanzaro e Monza. Anche contro la Juve Stabia, pur partendo titolare, Bani non era al meglio, restò in campo solo 45 minuti e arrivò un’altra sconfitta.




Poi la svolta. Da Chiavari in avanti, con Bani stabilmente al suo posto (e qualche “chiarimento” nello spogliatoio), il Palermo ha ritrovato solidità e continuità: quattordici risultati utili consecutivi costruiti su un equilibrio consolidato gara dopo gara. E di quella striscia Bani ha saltato solo pochissimi minuti. Contro il Pescara, è rimasto ai box per una sindrome influenzale e sono riemerse fragilità evidenti.

Una difesa meno sicura

Senza il suo perno centrale, la difesa è apparsa meno sicura. Magnani, pur avendo caratteristiche adatte al ruolo, non è ancora del tutto a suo agio: deve ritrovare condizione e piena sintonia con i meccanismi difensivi. Anche Peda ha sofferto l’assenza della guida del capitano, mostrando qualche incertezza nelle letture e nelle chiusure e “pagando” con la sostituzione all’intervallo una banale ammonizione.

Ma l’importanza di Bani non si limita alla sola fase difensiva. È lui, di fatto, il primo regista del Palermo: spesso è il centrale a cercare Palumbo tra le linee e a dare sviluppo all’azione quando Ranocchia viene schermato dagli avversari. La sua capacità di impostare dal basso, trovare linee di passaggio pulite e dettare ritmo è centrale nel piano gara di Inzaghi. Senza di lui, il possesso diventa più prevedibile, meno fluido e la squadra tende ad allungarsi e perde compattezza. Contro il Pescara si è visto chiaramente: meno verticalizzazioni, meno coraggio nell’uscita palla al piede, più palloni sporchi e seconde palle da rincorrere.

Scelte offensive discutibili

Alle difficoltà citate si è aggiunta una gara opaca di alcuni singoli. Tra questi Johnsen, schierato dal primo minuto al posto di Le Douaron: il norvegese è apparso fuori dal gioco e spesso troppo lezioso, incidendo realmente solo nell’azione del momentaneo vantaggio di Pohjanpalo. Inzaghi lo aveva schierato dal primo minuto in ossequio al turn over ma la scelta non è stata felice. E Johnsen dovrà sintonizzarsi in fretta sul modello da seguire.

Le Douaron, 2 gol e un assist nelle ultime cinque gare, avrebbe forse garantito maggiore concretezza in una partita “sporca” e combattuta. La domanda è inevitabile: sarebbe stato più utile inserire il norvegese a partita in corso, sfruttandone dinamismo e imprevedibilità contro una difesa avversaria più stanca? Non esiste la controprova, ma resta la sensazione che il piano gara non abbia funzionato.

Panchina poco incisiva

Ma un altro rilevante problema è arrivato dalla panchina: impalpabile. A eccezione dello stesso Le Douaron, che ha toccato pochi palloni per colpe non solo sue, né Blin né Gomes sono riusciti a dare la scossa; anzi, in alcuni momenti il Palermo è sembrato persino perdere equilibrio. Bereszynski, partito con buona personalità, ha faticato a trovare le misure e si è poi fatto sorprendere da Meazzi sul gol del 2-1. Episodi che, messi insieme, raccontano una serata storta sotto diversi aspetti.

Con tante partite ravvicinate, il Palermo non può permettersi una panchina incapace di cambiare l’inerzia delle partite: è un limite che rischia di pesare. Con minutaggi ridotti e gerarchie ben definite, qualcuno può essersi sentito ai margini. Ma il calcio moderno si gioca in 16 ed è impensabile vincere un campionato se la carretta la tirano sempre gli stessi.

Ripartire subito, ritrovando adattabilità

Ora il prossimo impegno di mercoledì sera contro il Mantova diventa cruciale. Serve una risposta immediata, sia nel risultato che nell’atteggiamento e nella capacità di adattarsi alle difficoltà. Le stagioni si decidono anche quando vengono meno pedine fondamentali e diventa indispensabile sapersi adattare ai cambiamenti. Ritrovare equilibrio e compattezza è la priorità per Inzaghi e i suoi uomini, anche perché il margine di errore, a undici gare dalla fine, si è ridotto al minimo.

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15 thoughts on “Palermo, che guaio se manca Bani. Ma serve una scossa, a cominciare dalla “panchina”

  1. Il Palermo dei TITOLARISSIMI Bani-Ranocchia-Segre-Palumbo vince, convince e diverte. Mentre quello delle RISERVISSIME Magnani (sino a condizione fisica e psicologica ritrovata)-Bereszinsky-Blin-Gomes perde, delude e annoia.

    1. Caro Corrado per Bani e Palumbo posso essere d’accordo anche se quest’ultimo è discontinuo, ma su Segre e Ranocchia no. Questi duue ce li palliamo da 3 anni e guarda caso da 3 anni siamo sempre nel limbo. Segre è soltanto un mediano grintoso e abile negli inserimenti ma troppo poca tecnica e capacità di palleggio.
      Ranocchia ancora una volta si cerca di trasformarlo in un principe ma invano. E’ troppo lento troppo poco agile per costituzione (e di conseguenza pure spesso falloso) per riuscire ad essere un giorno un centrocampista davvero incisivo. Sulle riserve meglio stendere un velo pietos. Il calcio vincente è rapidità, la velocità è garanzia di efficacia

  2. Quello che serve è un centrocampo che soprattutto negli incontri topici funzioni e non che ogni qualvolta che serve affonda e se incontra un Lorenzo Insigne addirittura naufraga e come abbiamo visto i subentrati hanno giocato peggio di chi era in campo. Non si doveva perdere un’intera campagna acquisti appresso a un Tramoni che non è arrivato ma prendere il possibile Hernani che sta facendo, come centrocampista, le fortune del Monza. Il centrocampo è la spina nel fianco di questa squadra e lo è da ben tre anni.

    1. Bravissimo Falco. Sono d’accordo e lo ripeto da tempo. Il centrocampo deve essere il reparto dove Osti o chi per lui dovrà a giugno intervenire pesantemente. Il recupero parziale di Ranocchia e Segre , ininfluenti negli anni passati, non può mai bastare . Oggi giusto fare il possibile con quello che abbiamo e , sono convinto, nei playoff potremo giocarcela . Ma santa pazienza poi vogliamo prendere due, tre centrocampisti forti quanto Bani ? Le scosse le ha date Inzaghi ed è per questo che oggi siamo quarti . Almeno, io sono convinto di questo. Poi ognuno…

      1. Senza togliere nulla a bani che sa facendo bene, mi sembra che fosse presente ad Avellino, mantova, Genova ed in casa con empoli.

  3. Con Bani abbiamo preso 3 goals a g3nova e anche nel periodo nevativo giocava (male).
    Basta con scaricarla ad un calciatore o trovare Il calciatore indispensabile.
    Solo pohin e Johronen lo sono.
    Immagino con desplamches ed elHenry al posto loro in che posizione saremmo oggi… alteo che ottavi.
    Non parliamo con nikolau Nanyang appuah. Etc etc etc

  4. Nel caso della partita contro il Pescara, fino al gol del pareggio avevamo la partita sotto controllo. Il problema è che la squadra non è stata capace di reagire e non credo che la presenza di Bani avrebbe cambiato qualcosa.

  5. La partita di Pescara si perde , per me, per la grande cazzata di Joronen. Son qui assolutamente perfetto . Costretto dal gioco di Inzaghi a rilanciare 25 volte a partita questa volta ha toppato due volte: primo nel rinvio sbilenco e poi nel non dare il tempo ad Augello di risalire a centrocampo. Doppia minchiata . Pazienza, ci ha permesso di vincere altre partite, non è lui il problema.

  6. Una squadra che fuori casa ha un rendimento da metà classifica e che non riesce ad avere la meglio su team di bassa classifica non può competere per la promozione diretta, bisogna concentrarsi unicamente al raggiungimento della terza piazza poichè solo giocando il ritorno delle gare play off in casa c’è qualche chance di poter raggiungere l’agognata promozione.

  7. Basterebbe leggere le statistiche. Joronen ha effettuato 83 parate. Il Palermo è quintultimo in questa classifica.
    Quindo concede molto. Poi joronen ha fatto miracoli e gli avversari han sbagliato gol facili. Basta guardare i tiri nello specchio subiti con empoli ed entella (addirittura 8 con entella) per capire ….

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