​​

Palermo da applausi, con l’anima di Inzaghi e i gol di Pohjanpalo. Le pagelle ironiche di A&F

Ultime quattro partite della stagione e penultimo match casalingo. Le dirette avversarie non fanno manco mezzo passo falso e così le probabilità di promozione diretta cominciano a essere simili a quelle che i vostri cronitifosi avrebbero di sedurre con successo Naomi Campbell, pur in età attempata. Ma noi siamo d’accordo con Pippo: testa bassa, vincerle tutte e tirare le somme solo alla fine, senza fare troppi calcoli.

In un Barbera stracolmo arriva un Cesena in crisi e aggrappato alla zona playoff solo per un pelo. In panchina non c’è più Mignani ma Ashley Cole e noi sentiamo comunque aria di Premier anche se passando dal villaggio gastronomico improvvisato c’è solo il consueto odore di fritto stantio, e ci manca tanto lo Scouse Pie.

La squadra non cambia rispetto alla trasferta in terra ciociara con Gomis ancora tra i pali e il nostro pupillo a metà Rui Modesto sulla fascia nel nuovo 3-5-2 di Pippo. In avanti Joel “segno magari bendato” Pojhanpalo. E non a caso, dopo pochi minuti di studio, a sbloccare il risultato è sempre lui, il vichingo biondo che ti fa girare in tondo. Entra in area, alza la testa e scarica un diagonale imprendibile che tocca il palo ed entra.



Ma non finisce qui perché il Palermo rischia di raddoppiare subito con una bella acrobazia di Le Douaron che costringe il portiere avversario a un mezzo miracolo. È un bel Palermo! E subito dopo arriva anche un grande intervento di Gomis. Che partita! Il Cesena si fa pericoloso in qualche occasione, il ritmo nel complesso cala un po’ e ci vuole il raddoppio della serenità che però, almeno fino al fischio del primo tempo, non arriva.

Si riprende e i rosa sembrano consapevoli della necessità di raddoppiare: tengono palla, spingono, ma in avanti restano poco concreti ed efficaci come la birra analcolica in un pub britannico. E proprio mentre ci chiediamo come minchia dobbiamo raddoppiare, arriva l’assist al bacio del nostro nuovo idolo Rui Modesto per la testa del finlandese dominatore della classifica cannonieri. Ed è raddoppio!

Arrivano i primi cambi, Palumbo e Le Douaron lasciano il posto a Giovane e Gyasi per un Palermo più “pitrunesco”. Poi arriva anche il turno di Vasic che entra al posto di Segre, accompagnato da Magnani che rileva Rui Modesto che esce tra gli applausi scroscianti del competente pubblico rosanero. E proprio Vasic è protagonista di una grande cavalcata con assist a Pohjanpalo che decide di non infierire e mette fuori di poco.

C’è ancora il tempo per una bellissima e clamorosa traversa dei romagnoli e per una meritatissima standing ovation per Pohjanpalo – applaudito anche dai genitori seduti proprio sotto di noi – sostituito da Corona. Non succede più nulla e il Palermo conquista matematicamente il quarto posto che vale la semifinale diretta dei playoff. Ci sono ancora tre partite ma francamente ci sembra difficile possa cambiare molto e già ci prepariamo a una lunghissima attesa per un finale al cardiopalmo di grande sofferenza. Forza Palermo!

Gomis 6,5 – Bene tra i pali, un po’ meno nelle uscite in cui da spesso l’idea che la minchiata è sempre possibile ma rimane imbattuto e noi vogliamo premiarlo. Clean Sheet.

Pierozzi 6,5 – La posizione più arretrata potrebbe sacrificarlo e invece, oltre a giocare una partita molto attenta in fase difensiva, riesce anche a proporsi di venire avanti con abilità. Interscambiabile.

Bani 7,5 – Arpiona tutto quello che arriva dalle sue parti, comanda con autorità la linea difensiva e non disdegna di rilanciare l’azione quando può. Cosa possiamo chiedergli di più? Leader.

Ceccaroni 6,5 – Visto che dal suo lato c’è già chi spinge a 1.000 all’ora (Augello) pensa soprattutto a giocare in copertura, riuscendoci senza grossi problemi. Contenitivo.

Rui Modesto 7,5 – È la causa di una frattura interna tra i vostri amati cronitifosi: uno lo denigra ininterrottamente sin dalla partita di Monza, l’altro lo esalta per il suo ritmo afro-brasiliano. Stavolta ha avuto ragione il secondo perché sfodera una prestazione praticamente perfetta. Duellanti (noi).

(dal 35′ s.t. Magnani) s.v.

Segre 6,5 – Gioca soprattutto a fare legna e mettere fieno in cascina, che non abbiamo mai capito che significa, ma ci piace usarlo ogni tanto. Luogo comune.

(dal 35′ s.t. Vasic) s.v.

Ranocchia 7 – Ordinato, attento, preciso: è ormai diventato uno dei simboli del Palermo di Pippo e lui lo ripaga con l’ennesima prestazione di qualità. Perno.

Augello 7 – Ormai ha una tale padronanza della sua fascia su cui dovrebbe pagare tutti insieme con la aliquota massima, Imu, Tares e Tosap. Tributarista.

Palumbo 6 – Meno brillante del solito, forse anche per qualche problema fisico come ci fa notare il nostro amico Lelio da buon bancario sempre attento ai dettagli, evidenziandone la fasciatura sulla gamba. Rotativo.

(dal 29′ s.t. Gyasi) s.v.

Le Douaron 7 – Il suo finale di campionato è tutto in crescendo per intensità, pericolosità sotto porta e, addirittura, per i miglioramenti evidenti nel suo punto debole del controllo palla. Che sia proprio lui l’arma in più in vista del traguardo? Fotofinish.

(dal 29′ s.t. Giovane) s.v.

Pohjanpalo 9 – Uno dei vostri cronitifosi aveva appena detto “ma da quanto è che non segna Pohjanpalo?”. Il nostro eroe biondo lo mette subito a tacere con una doppietta tanto bella quanto risolutiva. Cecchino con silenziatore.

(dal 43′ s.t. Corona) s.v.

Inzaghi 8 – Giocare sapendo che le tre davanti non si fermano davanti a nulla poteva essere una bella botta psicologica. Invece la squadra dimostra la ferocia che aveva il suo mister da giocatore e non molla nulla dimostrando di essere focalizzata sull’obiettivo finale. Bersaglio.

LEGGI ANCHE

GLI HIGHLIGHTS / VIDEO

LE PAGELLE DI GUIDO MONASTRA

LE DICHIARAZIONI DI INZAGHI

LA CRONACA DEL MATCH

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *