Palermo fragile e imbarazzante, tifosi esausti ed esasperati. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B

Palermo fragile e imbarazzante, tifosi esausti ed esasperati. Le pagelle ironiche di A&F

Ci appropinquiamo allo sprint finale del campionato esausti ed esasperati. Non ne possiamo sinceramente più delle min**iate in serie, messe in opera tra campo e panchina dal Palermo condite, prima e dopo, dalle farneticazioni di chi dovrebbe guidare la squadra petto in fuori e lancia in resta e che, invece, ci ricorda sempre di più le belliche adunate all’insegna del “armiamoci e partite” di cui è piena la storia del nostro Paese.

L’unica cosa che ci conforta sono le dichiarazioni del MegaDirettore (momento Pubblicità) che, forte della sua quasi centenaria esperienza calcistica, è l’unico giornalista che dice, chiaro e tondo, quello che i vostri amati cronitifosi ripetono da mesi: siamo nelle mani di uno che non è capace di guidare la squadra e che ha deciso di rovinarci la salute. La conferma arriva dal tanto invocato turn over in cui viene schierata una formazione che ci appare senza capo né coda che non vogliamo neanche commentare. Speriamo solo in una botta di culo perché tutto il resto è noia!

La partita inizia con gli stessi ritmi di un sabato sera d’agosto in balera sulle colline cesenati. Il Palermo sembra più tonico e tra l’11’ ed il 14’ confeziona due buone occasioni, non concretizzate perché la difesa romagnola riesce a metterci in qualche modo una pezza. Il Cesena si affida solo a lanci lunghi per scavalcare il centrocampo molto fosforo e pochi muscoli in maglia rosa.

Al 21’ il Palermo segna con un bell’inserimento di Le Douaron su calcio piazzato di Ranocchia ma guardalinee, arbitro e Var concordemente rilevano l’offside e noi rimaniamo con l’urlo strozzato in gola. Un minuto dopo Lund si smarca confermando che la difesa bianconera appare abbastanza distratta . Purtroppo conferma anche che i suoi piedi sono quello che sono e decide di non tirare ma il suo passaggio per Pohja in area è ancora peggio e l’azione sfuma.

Arriva il time out e noi tremiamo all’idea di cosa stia dicendo Dionisi ai giocatori durante il break, visti i noti risultati post-intervallo. Al 33’ si vede una vecchia conoscenza come Saric che calcia forte da fuori come non ha mai fatto in maglia rosanero ma Audero risponde presente. Poco dopo su calcio d’angolo ennesima dormita stagionale della difesa rosanero e il Cesena, con spizzata e tap-in da due passi, sigla l’1-0. Non abbiamo neanche più la forza di arrabbiarci tanto siamo schifiati.

Quando siamo già rassegnati ad andare al riposo in svantaggio ed attaccarci alla bottiglia, una di quelle pesanti, nel recupero succede di tutto. Prima le Duaron colpisce il palo, poi viene fischiato un calcio di rigore per fallo di mano ma Pohjanphalo se lo fa parare dal portiere di casa con un mezzo miracolo e, nell’ultima occasione, Pierozzi trova il pareggio con un colpo di testa da distanza ravvicinata. Si va a riposo sull’1-1 e per come si era messa è grasso (e sappiamo di che si parla sull’argomento) che cola.

Si ricomincia e non abbiamo neanche il tempo di dire che siamo preoccupati per la nota idiosincrasia del Palermo a scendere in campo nella ripresa che il Cesena segna. Ci pensa l’ex Saric che in 40 partite con i rosanero forse non aveva neanche inquadrato la porta con le sue conclusioni. Tutto nella norma, come si affretta a comunicarci il nostro amico Lelio. Sembra uno scherzo aggiungiamo noi.

Al 55’ arrivano i primi cambi e quasi cadiamo dal divano perché non entra Vasic. Con Brunori e Di Francesco il Palermo cerca di aumentare la propria potenzialità offensiva e con Segre l’aggressività a centrocampo. Il Palermo gioca in maniera talmente arrembante per riagguantare la partita che noi ci assopiamo sul divano. Ci risvegliamo un attimo solo quando sentiamo in dormiveglia il telecronista che pronuncia addirittura il nome di Insigne. Serenamente continuiamo a dormire nella certezza che ben poco cambierà. E infatti nulla cambia.

Il Palermo continua a perdere, scivola sempre più giù in classifica, giocando male, combinando poco o nulla e dimostrando una assoluta fragilità tattica e mentale e una confusione imbarazzante nella guida tecnica. Come scritto in apertura, non ne possiamo più e non vediamo l’ora che finisca questa agonia, sperando di non rivedere mai più in maglia rosa la maggior parte dei protagonisti di questa scadente stagione.

Audero 6 – Incolpevole sui gol. Limita il passivo facendosi trovare sempre pronto tra i pali. Ha la faccia di uno che non ha ancora capito cosa sia venuto a fare in questo sfacelo. Avvilito.

Diakité 3 – Ci eravamo dimenticati come giocava ed era stato un bene. Approssimativo, sciarriato con il pallone e sempre poco lucido. Certezza.

(dal 32’ s.t. Di Mariano) 5 – Corre a vuoto e sbatte sugli avversari. Ammuina.

Magnani 5 – In marcatura gioca anche bene e non lo passano praticamente mai. Poi però devia la palla decisiva spiazzando Audero e non possiamo certo perdonarlo. Amareggiati (noi).

Nikolaou 4 – Non fa errori particolari in difesa ma è sempre incerto con la palla al piede e trasmette più ansia di una passeggiata notturna in periferia a Milano. Agonia.

Pierozzi 6 – Gioca bene in avanti, con un bel piglio, ed è uno dei pochi a metterci un minimo di grinta. Segna il gol del pareggio e questo nobilita la sua prestazione. Bomber per caso.

Gomes 5 – L’unica attenuante che possiamo dargli è che resta abbandonato a se stesso in un centrocampo dove i compagni passeggiano come in via Libertà. Solitario.

Ranocchia 3 – Si perde l’uomo sul primo gol del Palermo. Poi vaga per il campo come uno spirito dannato che spera di trovare pace avvelenando le nostre domeniche. Zombie.

(dal 30’ s.t. Insigne) 4 – Volevamo dargli “senza voto” ma poi ha tentato la rovesciata. Fuga per la panchina.

Lund 5 – Sulla fascia si propone con regolarità e resta sempre abbastanza propositivo ma si vede un cross ogni tanto. Però è sempre allegro e saluta sempre. Ragazzo della porta accanto.

(dal 12′ s.t. Di Francesco) 5 – Prova a dribblare gli avversari come una fuoriserie ma sembra una di quelle utilitarie sgangherate che fanno solo rumore con la marmitta, senza neanche raggiungere i 50 km/h. Pomata.

Le Douaron 5,5 – Ha diverse occasioni ma, un po’ la sfortuna, un po’ anche una evidente astenia che lo porta a tirare in porta con la stessa forza di un bambino dell’asilo, non riesce a segnare. Vorrei ma non posso.

(dal 12′ s.t. Brunori) 5 – Ci mette impegno. Ma non basta. Impotente.

Verre 5,5 – In un solo piede ha più tecnica e più classe di almeno 10/11 della squadra avversaria. Ma evidentemente tiene solo per sé queste doti perché non incide per tutta la partita. Part-time.

(dal 12′ s.t. Segre) 5 – Gira a vuoto per il campo e non riesce a dare un senso ai suoi movimenti. Strummula.

Pohjanpalo 4 – Sembrava infallibile ma anche lui sbaglia i rigori. E’ sopratutto gioca la prima partita veramente incolore della sua stagione rosanero. Back to earth.

Dionisi 0 – Il turnover esagerato non ci aveva convinto molto ma d’altronde ormai non sappiamo neanche più cosa ci stia a fare di preciso. Parla e i giocatori non lo stanno neanche ad ascoltare. Il suo mancato esonero resta uno dei più grandi misteri della storia del calcio moderno. Inutile chiedergli un sussulto di dignità e le conseguenti dimissioni. Tengo famiglia.

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