Palermo – Juve Stabia 1 – 0 LE PAGELLE / Johnsen spinge i rosa, vittoria con affanno
Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Con tanti se e tanti ma, dovuti alla difficoltà di portare in porto una gara che sembrava meno complicata. Ma i risultati delle altre grandi del campionato (k.o. per Cremonese, Pisa e Verona) confermano che non c’è nulla di scontato. Bisogna sapersi accontentare, in attesa di progressi atletici e tattici che sono necessari.
Eppure la partita sembrava in discesa, con il gol di Johnsen (tra i migliori) dopo pochi minuti e la sensazione che potesse essere una domenica tranquilla. E invece no. Il Palermo è caduto in vecchi vizi, come quello di lasciare troppa iniziativa agli avversari dopo il gol del vantaggio, rischiando in un paio di occasioni e faticando a fare ripartire l’azione offensiva. L’ultima mezz’ora è stata in salita ripida, la Juve Stabia – ben disposta al gioco – ci ha provato fino alla fine e solo un palo clamoroso ha salvato il Palermo nel finale.
Parecchi giocatori non sono sembrati ancora in condizione ottimale e la serata caldissima non ha aiutato: con le assenza di Pierozzi e Palumbo – squalificati – Inzaghi ha dato spazio a Hernani e Cassandro. Bani è ancora lontano dai suoi standard, il centrocampo (spesso schierato con una sorta di 4-3-3) ha sofferto per almeno un’ora. I cambi dalla panchina, sopratutto quelli di Strefezza ed Estevez, non hanno dato gli esiti sperati. Insomma, c’è ancora tanta strada da fare ma poterci ragionare con i tre punti in tasca è molto meglio. In altre circostanze il Palermo non sarebbe arrivato al traguardo, stavolta sì ed è un bel segnale. Ma non basta.
PALERMO: Fortin 6,5; Cassandro 6 (dal 28′ s.t. Peda 6), Bani 5,5, Ceccaroni 6,5, Augello 7; Segre 6, Ranocchia 6 (dal 19′ s.t. Estevez 5,5); Vavassori 6 (dal 19′ s.t. Strefezza 5,5), Hernani 5,5, Johnsen 7 (dal 41′ s.t. Gyasi s.v.); Pohjanpalo 6,5 (dal 41′ s.t. Le Douaron s.v.).
JUVE STABIA: Boer 6,5; Ricciardi 5,5, Bettella 6, Bellich 6, Scuderi 6 (dal 22′ s.t. Douglas 5,5); Pierobon 6,5, Buglio 6 (dal 30′ s.t. Artioli s.v.), Battistella 6,5 (dal 22′ s.t. Karic 6,5); Patanè 7 (dal 40′ s.t. Sandrucci s.v.), Candellone 6,5, Piscopo 6,5 (dal 30′ s.t. Fernandes 6).
Fortin 6,5: È uno di quelli sotto esame ma non sembra avvertire la tensione di giocarsi un pezzo di futuro. La Juve Stabia lo impegna poco e in tutto il primo tempo deve solo parare un colpo di testa di Candellone, ravvicinato ma centrale. Più complicate le parate ad inizio di ripresa su due tiri di Battistella, sicuro in entrambi i casi. Salvato dal palo pieno nel finale su tiro di Patanè e poi bravo a bloccare su tiro di Karic: seconda partita da imbattuto e anche una buona dose di fortuna che non è mai un difetto.
Cassandro 6: Rileva Pierozzi, squalificato e deve faticare per fronteggiare l’esuberanza di Piscopo, che lo costringe tra l’altro a stare lontano dalla metà campo avversaria per tutto il primo tempo. Si innervosisce – e con lui anche il pubblico – perché l’arbitro gli fischia due falli che non sembravano tali, con conseguente cartellino giallo a fine primo tempo. Inzaghi lo lascia in campo anche per mancanza di alternative e Cassandro, pur con maggiore prudenza, continua a fare con diligenza il suo lavoro di difensore.
(dal 28′ s.t. Peda) 6: Il suo buon stato di forma suggerisce a Inzaghi di utilizzarlo da terzino destro (non il suo ruolo) al posto di Cassandro, che è a rischio espulsione. Rinforza gli argini difensivi di un Palermo in affanno.
Bani 5,5: Rientra al comando della difesa, dopo aver giocato a spizzichi e bocconi negli ultimi tre mesi, amichevoli comprese. Si vede che deve ancora ritrovare il ritmo partita, non sempre è lucido nelle scelte palla al piede e con il passare dei minuti le sue difficoltà aumentano.
Ceccaroni 6,5: Puntuale e reattivo quando, dopo il gol del vantaggio del Palermo, la Juve Stabia prova un’immediata reazione che ha tenuto per quasi mezz’ora il Palermo nella propria tre quarti di campo. Buon piazzamento e il giusto atteggiamento del terzino marcatore che per il momento deve abbandonare l’idea di sganciarsi in avanti come faceva spesso l’anno scorso.
Augello 7: Strapotere fisico impressionante, va a velocità diversa dagli altri 21. Subito utile quando c’è da fare una diagonale difensiva, sempre presente sulla fascia sinistra che è quella preferita dal Palermo per impostare gioco: dialoga con Johnsen, si sgancia in avanti con i tempi giusti e soprattutto con un piede mancino educato come pochi nel disegnare cross. Sull’unica sbavatura della gara si fa scappare Candellone e deve rimediare con un fallo che gli costa l’ammonizione.
Segre 6: Si alterna a sinistra e a destra, a seconda delle diverse situazioni tattiche della partita. Anche lui sta bene fisicamente ma è meno dirompente rispetto alla gara contro il Lecce. Dà una mano sia in fase di recupero palloni che nei tentativi di impostazione, che però non sono adeguatamente sostenuti dalla tecnica in fase di passaggio decisivo. Nel finale di gara è uno dei più lucidi e guida la ‘resistenza’.
Ranocchia 6: In ombra per tutta la prima mezz’ora, in cui non riesce a giocare palloni e deve soprattutto ‘ballare’ nei pressi della propria area per fronteggiare il pressing alto attuato dai giocatori campani subito dopo il gol dell’1 a 0. Si scuote intorno alla mezz’ora: cala il pressing avversario, sale lui e si vede qualche sprazzo di qualità, compreso un tiro in porta molto forte che si stampa sulla traversa. A inizio di ripresa, ad esempio, recupera un bel pallone in pressing e offre un bell’assist a Vavassori. Esce dal campo nell’ultima mezz’ora.
(dal 19′ s.t. Estevez) 5,5: Non convince il suo ingresso in campo. Dovrebbe dare sostanza al centrocampo ma il Palermo non riesce a ritrovare il bandolo del gioco.
Hernani 5,5: La sua condizione fisica è ancora molto approssimativa e si ripercuote inevitabilmente sulla qualità della sua prestazione. Abbastanza libero come posizione in campo: più centrocampista che trequartista, gli riesce poco perché è sempre in affanno e non ha ancora lo spunto che in passato lo ha fatto diventare uno dei giocatori più quotati della categoria.Gli va dato atto però di avere stretto i denti per tutti i 90 minuti e nel secondo tempo è sembrato un po’ più centrato.
Vavassori 6: Confermato sulla fascia destra – che non è la sua preferita – parte con esuberanza che però si affievolisce dopo l’1 a 0; da quel momento in poi tocca pochi palloni, ha poche possibilità di farsi vedere in avanti, la squadra rincula un po’ troppo e Cassandro non lo supporta adeguatamente sulla catena di destra. Conferma comunque di avere un buon fiuto del gol: va vicino a segnare con un tiro rasoterra salvato sulla linea da un difensore e più in generale non disdegna l’idea di bazzicare nell’area di rigore avversaria. Esce come da programma per lasciare mezz’ora a Strefezza.
(dal 19′ s.t. Strefezza) 5,5: Da come entra in campo si vede che ha grande personalità ma anche lui non è ancora al meglio della condizione e annaspa con un Palermo già in difficoltà.
Johnsen 7: Intanto il gol, dopo pochi minuti. Bravissimo a ‘dettare’ il passaggio sfruttando un varco nella difesa avversaria e pur dando l’impressione di avere perso il tempo giusto trova lo spiraglio giusto per insaccare all’angolino con un bel diagonale. È il gol che mette la partita in discesa e che lo esalta. È sempre nel vivo dell’azione, a volte cerca di strafare ma il suo bilancio di partita è sicuramente molto più concreto rispetto a quelli a cui ci aveva abituato lo scorso anno. Anche lui perde terreno nella ripresa e via via scompare dal campo.
(dal 41′ s.t. Gyasi) s.v.: Meno di un minuto e finisce sul taccuino degli ammoniti.
Pohjanpalo 6,5: Mezzo gol dell’1 a 0 è suo perché va a recuperare un pallone nella propria trequarti e senza pensarci un attimo verticalizza per Johnsen che va a segnare. Per poco non fa il bis a fine primo tempo con un’altra azione di qualità per Johnsen. Quando un cross di Augello arriva preciso in area è lui a svettare di testa e a sfiorare il gol. Meno positivo nel secondo tempo.
(dal 41′ s.t. Le Douaron) s.v.: Entra bene in partita, va subito vicino al gol con un’azione di forza e un tiro che finisce sopra la traversa.



una vittoria è sempre un utile risultato, ma almeno dalla prima, sembra “anno nuovo, vita vecchia” con gente da B tipo Pierobon che ne valgono almeno 3 dei nostri centrocampisti lumache e con un gioco sempre a subire.
Una partita è troppo poco, siamo ancora in rodaggio, prendiamoci i 3 punti preziosissimi e speriamo che il Palermo sia ben altro
Insomma… Non una grande partita per una squadra che dovrebbe ammazzare il
campionato.
Si comincia con i 3 punti e va benissimo così. E’ evidente, come osserva Monastra, che diversi giocatori non stiano ancora al meglio , e che i meccanismi del gioco offensivo non siano ancora ben rodati, ma allo stato non c’è da fare troppe sottigliezze.
Per una cinquantina di minuti la partita è stata gradevole e il Palermo ha ben figurato. L’ultima mezz’ora circa di gara è stata inguardabile: gioco spezzettato e ritmi inesistenti, compici troppi fischi e la combo caldo + umidità opprimente
E proprio nell’ultima mezz’ora, in particolare dalla seconda pausa idratazione in poi, che mi sarei aspettato di più dal Palermo, che invece si è abbassato troppo, in attacco è stato inconcludente e ha rischiato in ben due occasioni di farsi beffare…
Tutto sommato il pari sarebbe stato il risultato più giusto, ringraziamo la Dea bendata e arrivederci alla prossima.
Sui singoli: Hernani e soprattutto Strefezza sono in evidente ritardo di condizione… per me migliori in campo Augello-Johnsen-Segre, tutti da 7…il 6 a Segre mi pare MOLTO ingeneroso, come pure quello a Ranocchia (6,5 ci stava).
A me, comsiderando la fase stagionale, la partita non ha deluso. Continuano a darmi fastidio però i tentativi di “giocata” in momenti e settori del campo dove la giocata non si deve provare.