Palermo, molti cambi ma cambia poco: solo un pari. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B

Palermo, molti cambi ma cambia poco: solo un pari. Le pagelle ironiche di A&F

Bisogna vincere. Inutile girarci intorno. Si cambia allenatore per fare punti e cambiare la situazione. Vincere subito era difficile. Farlo dopo una settimana soltanto resta complicato. Ma se dobbiamo cambiare passo e sperare di vincere i playoff bisogna tornare a vincere, anche perché il Catanzaro ha vinto a Modena e il quinto posto è a 5 punti di distanza.

Di Mariano e Lucioni sono squalificati e Mignani riesuma Buttaro dal fondo di panchina per la fascia destra e Nedelcearu va al centro della difesa. A centrocampo torna Gomes e arriva una sorpresa: Henderson al posto di Segre. Davanti coppia fissa Brunori e Mancuso già anche più affiatati della coppia d’assi Amenta e Ferrara. La partita è più bloccata di un sedicenne impacciato al primo appuntamento e il Palermo tiene palla, alla ricerca di mezzo spazio disponibile per andare in porta. La prima vera occasione però è del Cosenza, che timbra il palo su una punizione dal limite. Speriamo che lo scantazzo svegli anche i rosa! E in effetti così accade, la partita sembra animarsi un po’ e il Palermo prende addirittura una traversa con Mancuso che tira da dentro l’area con un bell’inserimento.

I rosanero prendono un po’ di campo e chiudono il Cosenza nella propria metà campo. Proprio mentre ci chiediamo perché Lund non si riposi un poco, il terzino sinistro riceve palla da Di Francesco, allunga sull’avversario e la mette dentro per l’arrivo in corsa di Buttaro che sblocca il risultato! Bravo Lund e zitti noi! Arriva il fischio del primo tempo e andiamo verso il mobile bar chiedendoci se, come al solito, riusciremo a non farci recuperare.

Al rientro il Palermo mostra segnali positivi perché continua a fare la partita lasciando poco spazio al Cosenza. Proprio quando cominciamo a pensare di poter trascorrere una giornata più serena, Ceccaroni fa la più classica delle minchiate e atterra senza alcuna valida giustificazione Tutino in area, che va sul dischetto. Si vede che si è allenato a tirarli da quando giocava con noi e non sbaglia e pareggia.

Entra Coulibaly e anche Soleri per provare a portare a casa questi tre punti che ormai ci sembrano una maledizione. Entrano anche Segre e Lund ed esce magari Brunori. Quelli bravi vi diranno perché e come cambia il modulo. Noi ci limitiamo a tifare sperando che sia la mossa del secolo! Il Cosenza si chiude a riccio e Mignani ricorre addirittura a Insigne per provare a scardinare il catenaccio calabrese. La classica mossa della disperazione. Passano invano i minuti. Trascorre anche il recupero. Ma non cambia nulla e portiamo a casa solo un punto. Il Palermo non sa più vincere e se è vero che a Mignani serve tempo, è altrettanto vero che a noi resta solo la bottiglia ormai abbondantemente e tristemente già vuota! Forza Palermo!

Pigliacelli 6: praticamente rischia solo su tiri da fermo, uno su punizione si stampa sul palo, l’altro sul rigore lo tocca ma non riesce ad evitare il gol. Meno preciso del solito con i piedi, forse perché li deve usare meno secondo le nuove direttive. Amputato.

Diakité 6,5: dal suo lato non si passa e, probabilmente, è da tenere in considerazione maggiore come terzo di difesa, magari dando qualche turno di riposo ad altri ‘presunti’ titolari. Riciclabile.

Nedelcearu 6,5: Si vuole tenere il posto in vista del rientro di Lucioni, si spera a titolo definitivo, e sfodera una prestazione attenta e precisa, non disdegnando qualche puntata offensiva su calcio piazzato. Ufficio di collocamento.

Ceccaroni 3: Commettere un fallo così inutile, stupido e, per di più, dentro l’area di rigore non è accettabile, soprattutto quando la tua squadra è in vantaggio ed è in pieno controllo della partita. Un po’ di sano riposo non sarebbe male per farlo meditare. Esodato.

Buttaro 7,5: è il coniglio estratto dal cilindro del nuovo mister rosanero e lui ripaga con una grandissima prestazione condita da un gol bello per il tempo dell’inserimento e che avrebbe meritato di regalare la vittoria ai rosa, se non fosse intervenuta la solita cappellata difensiva. Il messaggio che manda è forte chiaro, per il finale di stagione c’è anche lui. Manifestante.

Henderson 5,5: quando lo vediamo in campo al posto di Segre, che come dice il nostro amico Antonio dovrebbe giocare sempre, speriamo che noi non abbiamo capito nulla, come spesso ci accade, abbia ragione il mister. Purtroppo però lo scozzese ci illude un po’ nel primo tempo ma poi conclude con l’ennesima prestazione opaca. Fumo di Londra.

Dal 18′ s.t. Coulibaly 4: gioca solo mezz’ora ma per le lentezza e il ritmo con cui corre e si muove sembra che giochi ininterrottamente da due giorni. Onanista.

Gomes 6,5: corre senza sosta su tutta la linea mediana recuperando palloni su palloni e cercando di verticalizzare, poco accompagnato dai compagni di reparto. Trottola.

Di Francesco 7: sicuramente il migliore tra gli attaccanti perché cerca sempre la profondità e dalle sue giocate nascono le azioni più pericolose dei rosanero. Sfortunato su una mezza girata che avrebbe potuto avere miglior sorte e che sarebbe stato un gran gol. Penetrante.

Dal 40′ s.t. Insigne s.v.

Lund 6: fino al bellissimo assist che confeziona il vantaggio c’era sembrato uno dei peggiori in campo. La bella giocata gli infonde fiducia e speriamo la mantenga. Svoltato.

Dal 32′ s.t. Aurelio s.v.

Mancuso 6: lo schema a due punte mette maggiore pressione sulle difese avversarie che, d’altra parte, si chiudono maggiormente e lasciano meno spazi per i suoi inserimenti. Quando riesce a liberarsi è comunque pericoloso ma la traversa gli nega il goal. Sfigato.

Dal 18′ s.t. Soleri 5,5: Tanta corsa ma di palloni giocati bene non ne ricordiamo. Almeno volontariamente perché l’unico tiro degno di nota si verifica sul rimpallo con il difensore, purtroppo finisce fuori. Carambola.

Brunori 5,5: tanto movimento su tutto il fronte offensivo ma di conclusioni a rete non c’è traccia. Scarico.

Dal 32′ s.t. Segre s.v.

Mignani 6: due pareggi in due partite, per di più con squadre che ti stanno dietro in classifica, non sono quello che ci aspetta dopo un cambio di allenatore invocato a furor di popolo. Noi che siamo più realisti pensiamo semplicemente che non possa fare miracoli e che il materiale a sua disposizione questo è ed il campo lo conferma. Catapultato.

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