Rui Modesto, dalla panchina alla fascia destra: l’arma in più di Inzaghi
Contro il Cesena ci dovrebbe essere ancora Rui Modesto sulla fascia destra. Un’opzione su cui Inzaghi sta insistendo per gli sviluppi diversi che l’esterno può dare alla manovra del Palermo. Potrebbe essere l’arma in più in questo finale di stagione: quel ‘dodicesimo’ alternativo ai ‘titolarissimi’ che l’allenatore insegue da tempo.
La titolarità contro il Frosinone non è una sorpresa per chi ha seguito con attenzione le parole di Inzaghi. Nelle settimane precedenti, l’allenatore piacentino lo aveva sempre indicato tra i più in forma dopo il rientro dall’infortunio, e lo ha dimostrato con i fatti: mezz’ora contro Monza e Juve Stabia, titolare col Padova. Buone cose, alternate a errori gravi — come a Monza e col Padova — con l’idea che possa ancora dare il meglio di sé al Palermo.
Pregi e difetti
Stiamo ancora imparando a conoscere Rui Modesto, che anche all’Udinese – nella prima metà di stagione – aveva giocato pochissimo. Profilo più offensivo che difensivo: bravo nell’uno contro uno e nel tagliare palla al piede dentro al campo con discreta qualità. Meno convincente nella propria metà campo, quando c’è da difendere. Proprio per questo Inzaghi aveva pensato al 4-2-3-1, per sfruttarlo insieme a Johnsen e dare qualità e imprevedibilità alla manovra.
Contro il Frosinone, invece, l’allenatore ha scelto il 3-5-2, forse anche per ‘proteggere’ l’angolano. Rui Modesto aveva dalla sua parte non solo il braccetto di destra Pierozzi, ma anche la mezzala Palumbo, che limitavano le occasioni di uno contro uno con Kvernadze, uno dei più pericolosi in questo fondamentale. Non è un caso: Rui Modesto si era già dimostrato fragile in queste situazioni, come contro Azzi del Monza e Cacciamani della Juve Stabia.
Rui Modesto sale. E Pierozzi?
La mossa di Inzaghi mirava quindi ad aiutarlo in fase difensiva per poi sfruttarlo al massimo nella metà campo avversaria. La sostituzione al 45′, però, ha riaperto un tema che sembrava andato in soffitta dopo l’inizio di stagione: quando Pierozzi sta bene, è quasi indispensabile a tutta fascia. Inzaghi lo aveva già capito, tanto da ‘promuovere’ prima Bereszynski e poi Peda come braccetto di destra, proprio per spostare Pierozzi sulla corsia.
Con Rui Modesto in rampa di lancio, il tema torna d’attualità. A Frosinone, Inzaghi aveva spiegato la sostituzione proprio in questi termini: Pierozzi stava bene e l’intenzione era spostarlo a tutta fascia. Poi il problema alla testa accusato dal numero 27 rosanero aveva costretto a un cambio non programmato, ma l’idea di fondo restava quella. E col Cesena?
Sul gong, ma in pole
I dubbi dell’allenatore sono diversi, ma la candidatura di Rui Modesto dal primo minuto sembra solida. Sarebbe la seconda partita consecutiva da titolare: un atto di fiducia importante, e un cambio di rotta da parte di Inzaghi, che sta cercando forze fresche e variabili tattiche per questo sprint finale. L’ultimo acquisto del mercato invernale, arrivato sul gong, potrebbe rivelarsi il più utile. Anche perché Johnsen — infortunato, atteso dopo la Reggiana — non ha fin qui convinto, e Magnani sta faticando.

Rui Modesto: tre spezzoni di partita da subentrante con due ammonizioni e prestazioni mediocri e una espulsione diretta sciagurata. L’ultima da titolare bocciato nettamente da Inzaghi che lo ha lasciato negli spogliatoi alla fine del primo tempo. Al momento, più che un’arma in più è una mina vagante.
Magnani non sta faticando. Semplicemente non viene messo in campo.
“arma” in senso letterale…