E’ morto Beppe Savoldi: nel ’74 il suo rigore tolse la Coppa Italia al Palermo
Il calcio italiano piange la scomparsa di Giuseppe Savoldi. L’ex attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli aveva 79 anni ed era malato da tempo. La notizia è stata data dal figlio Gianluca tramite i propri canali social.
Esordì in serie A con la maglia dell’Atalanta nel 1965: col club bergamasco, nel quale chiuderà chiuderà la carriera diciotto anni più tardi, giocò per 83 volte mettendo a segno 22 reti. Successivamente venne acquistato dal Bologna, dove con 130 reti in 299 presenze è il quarto miglior marcatore di sempre della storia del club rossoblu.
La finale contro il Palermo
Nel capoluogo emiliano vincerà 2 delle 3 coppe Italia che ha in bacheca, una delle quali nella contestatissima finale del 1974 contro il Palermo. Savoldi fu il protagonista assoluto di quella finale: l’azione da cui poi scaturisce l’inesistente calcio di rigore assegnato dall’arbitro Gonella per il fallo di Arcoleo su Bulgarelli nasce da una rimessa laterale da lui guadagnata (anch’essa inventata). Dal dischetto si presentò lui, che segnò.
Anni dopo lo stesso Savoldi, riguardo quella partita, dichiarò: “Ricordo quella partita minuto per minuto, e posso tranquillamente dire che se c’era una squadra che doveva vincere, quella era il Palermo. Costruirono una valanga di palle gol, per noi fu un pomeriggio d’inferno. Il rigore? Non lo so se c’era: di sicuro non c’era il fallo laterale dal quale nacque l’azione, perché fui io a buttare fuori il pallone. Mancava pochissimo, andai a recuperare la sfera sulla pista di atletica e la rimisi in gioco confidando nella confusione dei secondi finali. Andò bene, ma il Palermo non meritava questa delusione. Del resto, la furbizia fa parte del gioco, e non potevo certo sbagliare apposta il rigore…”.
Mister due miliardi
Dopo l’esperienza bolognese, si trasferì al Napoli dove venne soprannominato “Mister due miliardi”. Il suo acquisto fu parecchio contestato dalla tifoseria partenopea, che vedeva quella spesa fin troppo onerosa. In maglia Napoli sigla 77 gol complessivi, che gli valsero un’altra coppa Italia e una coppa Italo Inglese. Sulla sua carriera resta la macchia dello scandalo “Totonero“, a causa del quale venne inizialmente squalificato per 3 anni e mezzo alla fine del 1979, salvo poi essere graziato dalla federazione dopo la vittoria del mondiale di Spagna ’82. Ha anche tentato la carriera da allenatore in campionati minori, ma senza successo.
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