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Palermo operaio, Palermo vincente: la ‘coerenza’ è l’unica strada possibile

Nel calcio non esiste una strada univoca per arrivare al risultato. Per semplificare in macro categorie, c’è chi preferisce il predominio in fase di possesso, a costo di rischiare qualcosa, e chi predilige equilibrio e solidità difensiva, a costo di lasciare il pallone agli avversari. Pro e contro in entrambi i sistemi: nel dibattito attuale, giornalisticamente contrapposti i ‘giochisti’ e i ‘risultatisti’ (definizioni vuote, ma efficaci). ‘Operai’ o ‘esteti’: il Palermo la sua strada l’ha scelta dal primo giorno di ritiro e ora, in questo rush finale, non ha la minima intenzione di cambiarla.

Il Palermo ‘operaio’ che funziona

Il Palermo ‘operaio’ è quello che funziona. In barba ai puristi del bel gioco (cosa vuol dire, poi?), Inzaghi ha costruito la sua squadra su fisicità, equilibrio, pressing, ripartenze e pericolosità sui calci piazzati. Poco spazio allo spettacolo, lo scriviamo ormai da mesi. Ma i risultati sono arrivati: i rosanero sono in piena lotta per la promozione diretta in un campionato stranissimo, con quattro squadre di alto livello che stanno dando vita a una corsa incertissima. Solo il Venezia sembra avere quel passo in più per tentare la fuga; le altre tre si giocheranno l’altro posto per la Serie A diretta e poi la vittoria dei playoff.

Anche contro l’Avellino, in una gara delicata anche perché il risultato del Frosinone – prossimo avversario – era già noto, lo spartito è rimasto invariato. Si è rivisto il Palermo capace di vincere di misura con Padova e Sampdoria al “Barbera”. Questa volta, però, i rosanero hanno disputato metà gara in superiorità numerica.



L’accortezza e la voglia di non scoprire il fianco hanno prevalso, così il gol della tranquillità è arrivato solo all’82’. I quasi 28mila accorsi allo stadio non hanno assistito a una bella prestazione sotto il profilo dello spettacolo, ma estremamente concreta e volitiva. E a questo punto della stagione è l’unica cosa che conta: vincere le partite, a qualsiasi costo.

Identità di squadra

Quando il Palermo si snatura, invece, va in difficoltà. Lo ha dimostrato il match di Monza, con i rosanero ‘costretti’ dalla squadra di Bianco a fare la partita. Si sono viste buone trame di gioco, anche una certa fluidità in fase di possesso per almeno 60-70 minuti, ma il risultato finale è stato netto, a favore dei padroni di casa. Il Monza ha vinto con le armi del Palermo. Lo abbiamo pensato un po’ tutti.

Il Palermo è questo: forte, equilibrato, fisico. E tale dovrà essere anche a Frosinone. Difficile che si riproponga lo stesso spartito visto a Monza: la squadra di Alvini ha idee molto chiare, propositive, offensive e verticali, e finora ha sempre fatto lo stesso tipo di partita. Il Monza, al contrario, sa variare in base all’avversario o al momento di forma e ha punito il Palermo proprio nel momento in cui voleva “fare la partita”. I rosanero dovranno essere operai, caschetto e martello. Non è il momento dello spettacolo.

La strada è tracciata

Inzaghi, giocoforza, ha messo un po’ da parte l’esperimento con Johnsen e Rui Modesto insieme: il primo era indisponibile contro l’Avellino, il secondo era squalificato dopo l’espulsione con il Padova. Una mossa, quella provata a Padova, che sembrava un timido tentativo di dare più respiro alla manovra rosanero e per fare rifiatare i ‘titolarissimi’, ma che non ha convinto in pieno anche a causa della frettolosa espulsione subita dall’esterno di proprietà dell’Udinese.

La strada è tracciata e il Palermo, percorrendola con costanza, potrà provare a togliersi altre soddisfazioni, a partire già dalla gara di venerdì a Frosinone. La coerenza è stata il tratto distintivo della gestione Inzaghi. E sarà la qualità più importante in questo rush finale.

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