Nestorovski a Repubblica: “A Frosinone fummo vittime di un’ingiustizia”
“Quella contro i ciociari fu una partita che, purtroppo, non dimenticherò mai. Sono ancora terribilmente dispiaciuto per com’è andata, perché in quel torneo eravamo i più forti di tutti e ci hanno negato anche un rigore clamoroso. E così abbiamo perso l’opportunità di ritornare in A”. Lo ha detto Ilija Nestorovski, ottavo realizzatore di tutti i tempi della storia rosanero, intervistato in esclusiva da Repubblica.
“Questo Palermo può arrivare senza problemi alla promozione, è un grande gruppo guidato da un allenatore di spessore e lo stadio è sempre pieno, una bolgia — prosegue l’attaccante macedone —. Ci sono tutti gli elementi, ma anche i pericoli: la B è una competizione tosta dove tutti possono perdere o vincere. Si lotta sempre fino alla fine. Inzaghi? Ha ottenuto promozioni con Pisa e Benevento, sa come si vince un campionato e a noi tifosi interessa questo. Su Pohjanpalo, dico che è un giocatore di caratura altissima, un ‘animale’ anche sulle prime e sulle seconde palle. Sono contento che sia stato trovato un centravanti tanto forte da decidere i match da solo”.
Poi, il legame viscerale con la città e il ricordo della sua fascia da capitano. “Io sono un tifoso del Palermo nell’anima. Palermo mi ha dato tutto e non posso dimenticarlo. Ho deciso di restare in Sicilia da capitano anche se avevo tante offerte, era un orgoglio rappresentare quel popolo. Purtroppo, quel fallimento fu un’ingiustizia bella e buona, ma ora bisogna essere positivi per la nuova avventura. Ho già detto alla mia famiglia che non voglio tornare a Palermo soltanto per due o tre giorni: desidero stare almeno un mese per spiegare ai miei figli dove sono cresciuti. Quando terminerò la mia carriera andrò subito in vacanza lì. Quindi, forza Palermo”.
