Guardiola c.t. dell’Italia? Da sogno a possibile realtà: ecco perché può funzionare
Pep Guardiola commissario tecnico dell’Italia. Quello che fino a ieri sembrava un sogno proibito inizia a prendere forma. Secondo la Gazzetta dello Sport, una delle priorità del prossimo presidente della FIGC — la cui elezione è fissata al 22 giugno — sarà contattare l’ex centrocampista del Brescia per sondarne la disponibilità.
L’idea ha un fondamento concreto, e a sostenerla è anche Leonardo Bonucci, tecnico federale in carica: “Io ripartirei da Guardiola, è l’uomo giusto per l’Italia. So che non è semplice ma sognare non costa nulla”.
Il nodo economico
La vera sfida è quella degli stipendi. Il budget federale è lontano anni luce dai 24,8 milioni lordi percepiti al Manchester City. Eppure il precedente di Antonio Conte nel 2014 apre uno spiraglio: all’epoca uno sponsor tecnico coprì circa metà dello stipendio dell’attuale c.t. del Napoli. Curiosamente, quel brand è la Puma, lo stesso che sponsorizza Guardiola, di cui il tecnico catalano è anche ambasciatore. Con il supporto degli sponsor, i conti potrebbero tornare.
Prima il City
Per ora Guardiola è totalmente concentrato sul Manchester City, agganciato all’Arsenal in Premier League dopo un finale di stagione a dir poco infuocato. Il campionato inglese si chiude il 24 maggio, e da quel momento ogni finestra sarà utile per i primi contatti. Un’eventuale vittoria del titolo contro il suo ex allievo Arteta potrebbe paradossalmente spingere Pep a voltare pagina.
Quel che è certo è che, in caso di addio a un club, Guardiola vorrebbe ripartire da una nazionale. E l’Italia lo affascina: a Brescia, la città che lo ha accolto per primo, torna ogni volta che può. Più che un’offerta economica, sarebbe una sfida sentimentale.

una regola assurda che non ha alcun senso, la cambierei seduta stante. l’allenatore di una nazionale deve essere della stessa nazoionalità della squadra che allena, punto.