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IL PAGELLONE DEL PALERMO / 2: Ranocchia ripaga la fiducia, a centrocampo troppi flop

Il centrocampo del Palermo tra grandi miglioramenti e assordanti flop. Mai come nelle scorse stagioni si è verificata una netta spaccatura tra i titolari e le riserve di un reparto: è la storia della mediana rosanero targata Filippo Inzaghi, composta da 2 o 3 elementi imprescindibili e da alternative che hanno lasciato a desiderare. Qualche responsabilità l’ha anche il tecnico, che è stato fondamentale nel far performare al meglio alcuni, ma anche ‘responsabile’ per non aver tenuto in riga le alternative.
Brilla finalmente Ranocchia: il numero 10 è senza dubbio il miglior centrocampista della stagione per il Palermo. Si è confermato su buoni livelli anche Jacopo Segre, che dei due mediani è quello più di interdizione e che dà meno nell’occhio, ma sempre utilissimo nelle due fasi.

La delusione più grande è rappresentata invece da Gomes che, relegato a un ruolo da comprimario dopo i miglioramenti della passata stagione, non è mai riuscito a convincere Inzaghi. Blin è un flop, Vasic migliora ma è ancora lontano dai livelli che ci si aspetterebbe per un titolare del Palermo.
Agrodolce la situazione riguardante i nuovi acquisti in questo reparto: è sicuramente buona la stagione di Palumbo, che partendo lentamente si è poi preso la squadra fino all’exploit di fine stagione. Difficile valutare Giovane, impiegato con un minutaggio totale bassissimo. Negativa la stagione di Gyasi.

Ranocchia 7: la terza stagione è quella giusta, o forse il terzo allenatore è quello giusto? Inzaghi gli ha subito consegnato le chiavi del gioco del Palermo, cucendogli un ruolo da mediano vecchio stile. Lui ha ripagato la fiducia giocando una stagione di alto livello, con pochi bassi e tante giocate pesanti. Segna 6 gol e 3 assist, numeri da migliorare se si vuole puntare alla Serie A diretta (vedi Calò del Frosinone).
Segre 6,5: in una stagione in cui statisticamente non si è visto più di tanto, si è legato ancora di più alla piazza che lo considera un capitano al pari di Bani. Tanta corsa e sacrificio per il centrocampista, che ha confermato i suoi punti di forza rispetto alle scorse stagioni, sacrificando la sua predisposizione offensiva per dare più copertura alla squadra.
Gomes 4,5: rappresenta il più grande punto interrogativo della stagione del Palermo. Ha chiuso la scorsa stagione come uno dei pochi con una valutazione positiva ma in quest’annata non è riuscito a digerire il fatto che Inzaghi preferisse a lui almeno due centrocampisti. Quando è stato chiamato in campo dalla panchina raramente è riuscito a dare valore aggiunto e nel finale di stagione ha faticato perfino a trovare spazio. Probabilmente il suo tempo a Palermo è finito.



Blin 4,5: guardando il calciatore che in questa stagione ha commesso alcuni errori da matita blu, è difficile ricordarsi che appena due anni fa era il capitano di una squadra (il Lecce) che raggiungeva la salvezza in Serie A. Forse le responsabilità non sono del tutto sue, ma è pur vero che una stagione così sottotono non può essere giustificata da scarse motivazioni.
Palumbo 7: il voto sarebbe anche più alto, ma la stagione va considerata nella sua totalità. E il Palermo lo ha aspettato un po’ troppo e ne ha anche pagato le conseguenze. Una volta entrato in forma (e quindi da gennaio in poi) diventa insostituibile, è l’unico con la giocata in grado di spaccare la partita, mette spesso in porta i compagni e batte divinamente i calci piazzati. Pochi gol, appena 3, dovrà migliorare sotto questo aspetto.
Gyasi 4,5: ci si aspettava molto di più, considerato anche il suo curriculum. Inzaghi lo utilizza per tutta la prima parte di stagione come jolly, a volte come trequartista (non è il suo ruolo e infatti gioca le sue partite peggiori), altre come esterno a tutta fascia. Resta ai margini per un paio di mesi causa infortunio ma la scintilla con la piazza non scatta mai. Stagione da 0 gol e 0 assist.

Giovane 6: così come per altri suoi colleghi, è difficile valutare la sua stagione. In carriera ha giocato in diversi ruoli ma a Palermo Inzaghi lo considera esclusivamente come mediano del centrocampo a due e per questo motivo nella prima parte di stagione fa fatica a trovare spazio. Nelle ultime 10 partite scala le gerarchie e diventa spesso il primo cambio, il tecnico lo premia facendogli giocare una partita da titolare alla penultima di campionato. Rimane un calciatore da “rivedere” anche se potrebbe avere buone potenzialità.
Vasic 5,5: Dopo le prime stagioni in altalena, con il marchio di talento non ancora espresso, la stagione parte con buoni auspici, a giudicare da quanto visto già in ritiro. La verità è che non riesce a trovare lo spazio che Inzaghi aveva lasciato immaginare: per gran parte del campionato è sempre tra i primi cambi, ma non riesce a incidere sull’esito delle partite. A un certo punto della stagione è anche scomparso dai radar. È decisamente migliorato, anche nella considerazione della gente, ma doveva fare di più.

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