Palermo, “ricominciamo”: si riparte dalle lacrime, serviranno rinforzi adeguati
“Ricominciamo”, la canzone di Adriano Pappalardo dei primi anni ‘80 divenuta celebre per essere stata molti anni dopo sigla tormentone del programma dei Gialappa’s “Mai dire gol”, si addice all’attuale situazione del Palermo. Dopo la cocente e inevitabile delusione dell’uscita di scena dagli odiosi play off ad opera non della terza in classifica, come sarebbe stato logico, ma della quinta (il Catanzaro) distante 13 punti in campionato, non resta altro che ripartire con un bagaglio diverso e più sostanzioso da quello dell’anno precedente e non soltanto per la diversa posizione acquisita ma per una serie di ragioni.
Innanzitutto, la presenza di Filippo Inzaghi, che ha dichiarato sull’onda dell’emozione di voler rimanere a Palermo anche in caso di richieste del Real Madrid, è fondamentale. Gli si potranno imputare alcune scelte tecniche discutibili in alcune gare ma nel complesso il giudizio è positivo, principalmente per avere creato all’interno della squadra un gruppo unito e coeso, presupposto ineluttabile per ottenere successo nel mondo del calcio. Poi ha “guarito” i tifosi che avevano concluso la stagione precedente con fischi e insulti alla vecchia gestione, somministrando la medicina dell’entusiasmo, dell’amore, del cuore e della magia al punto da farli apparire al resto d’Italia, e anche fuori, come i migliori che una compagine sportiva possa avere.
Le lacrime sincere di Inzaghi e di alcuni giocatori al termine della partita con il Catanzaro, che purtroppo non è bastata, rimarranno scolpite nella storia sportiva di questa città intrisa più da delusioni che da gioie. Si ricomincia da queste lacrime e dall’applauso dei tifosi che, tranne qualche voce isolata, hanno incassato l’ennesima amarezza con rassegnazione ma anche con la convinzione che è mancato poco al raggiungimento della felicità.
Sarà ora compito della società rafforzare la squadra con l’acquisto di tre o quattro giocatori di elevate qualità tecniche che possano permettere “l’allungamento” della panchina nelle giornate di assenza giustificata dei titolari.
Ricominciano dunque con l’impegno di tutte le parti, società, squadra, allenatore e pubblico e che sia la volta buona per questa città che aspetta l’ammodernamento dello stadio che dovrebbe iniziare al più presto e che aspetta da nove anni di ritornare nella massima serie per vivere con orgoglio nuove grandi emozioni.


Sarà che seguo il Palermo da tempo immemorabile, sarà che l’ho visto sparire e ricomparire più volte, sarà che la serie A è sempre stato un traguardo tremendamente difficile da perseguire, sarà che raramente ho potuto ammirare una proprietà facoltosa e in grado di poter far fronte agli impegni economici con puntualità e serietà, sarà che il contesto cittadino , tra un attentato e un’altro non favorisce voli pindarici , insomma saranno tutti questi motivi messi insieme ma io, come detto più volte, mi tengo stretto questo Palermo targato city e mi accingo alla prossima stagione con ben altre aspettative. Primo obiettivo il mantenimento della categoria, Bari e Spezia docet , poi a seguire l’inserimento in zona alta per competere con le più forti magari con un gioco gradevole da vedere allo stadio , infine l’eventuale salto senza ansie . Mio parere naturalmente. Un saluto rosanero.
I rinforzi. Il magazzino del Palermo CFG è pieno di rinforzi, svigoriti. Ho visto l’elenco su queste pagine, pochi giorni fa. Una lunga lista, spicca ‘l’uomo in più’ Brunori, rinforzo per la Sampdoria, mestamente tornato alla base. Uccidete il vitello grasso e arrostitelo, “Brunori andrà in Serie A, ma con il Palermo!” Chi l’aveva detto?
Ma non avevi detto che ti autoescludevi? Ma queste stilettate inutili…ancora…. ritorna nell’oblio…