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Palermo, un 29 maggio senza adrenalina: nostalgia di una festa attesa e mai iniziata

Era apparso a tutti i tifosi del Palermo come un segno del destino. In molti si erano già preparati mentalmente a una giornata da trascorrere in “modalità pre partita”: chi in trasferta verso Monza, chi in città, già organizzato con amici e parenti per guardare la partita insieme con quel pizzico di ottimismo in più perché quel 29 maggio è una data fortemente simbolica.
In fondo il calcio vive anche di queste suggestioni: corsi e ricorsi storici, coincidenze, date che sembrano scritte apposta per chi vuole credere in qualcosa di più che della cruda realtà. E il Palermo, per qualche giorno, aveva dato l’impressione di potersi riappropriare della propria storia.

E invece Inzaghi&Co guarderanno da spettatori disinteressati la finale di ritorno dei playoff di Serie B tra Monza e Catanzaro, con i brianzoli già con un piede e mezzo in Serie A dopo la vittoria per 2 a 0 nella gara d’andata a Catanzaro. Per i rosanero è stata decisiva una giornata storta nel capoluogo calabrese, un 3-0 maturato in 45′ che ha rovinato di fatto un’intera stagione vissuta a grande intensità. Un risultato tanto pesante da non poter alimentare grandi aspettative per la gara di ritorno che, seppur vinta per 2 a 0, ha decretato la fine anticipata della stagione.
Quanti tifosi del Palermo si piazzeranno stasera davanti alla Tv a vedere una finale che non gli appartiene? Quanti sopporteranno di vedere esultare un’altra tifoseria? Saranno pochi, e di malavoglia, senza nemmeno una piccola scarica di adrenalina, con il morale sotto i tacchi e la nostalgia a palla. Magari pensando a cosa sarebbe stato un esodo di massa a Monza (come avvenne ad esempio nel 1988 per la finale di coppa Italia di serie C poi vinta dal Monza) per una gara dal risultato ancora in equilibrio. Magari rimpiangendo di non aver potuto trascorrere un’altra settimana carica di sogni e aspettative, fatta di caccia al biglietto e di chiacchiere al bar.

Il sole di questo 29 maggio sorge senza scaldare, è una giornata come tante altre con un retrogusto che sa di delusione più o meno cocente con qualche “spiffero” di speranza per il futuro. Il Palermo e i suoi tifosi dovranno pazientare ancora un po’ ma non troppo: perché le aspettative crescono, i 72 punti conquistati – ottimo bottino – non possono consolare. L’attesa per la costruzione di una squadra che possa andare in serie A senza se e e senza ma è sempre più frenetica. Se può consolare, ricordiamo che la fine della scorsa stagione era stata molto peggiore, la squadra era senza un’anima e senza una guida tecnica in grado di gestire una situazione complessa. Ora almeno una buona base per ripartire c’è, ma c’è anche tanto da fare.



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3 thoughts on “Palermo, un 29 maggio senza adrenalina: nostalgia di una festa attesa e mai iniziata

  1. Inutile girarci intorno, è stato comunque un fallimento. Un fallimento con diversi errori, dagli equivoci legati a Brunori, a una campagna acquisti invernale persa a inseguire Tramoni mentre gli altri si rinforzavano, alla mancanza di ricambi adeguati e di giovani forti e di prospettiva.
    Speriamo si faccia tesoro degli errori e si riparta proprio da una forte auto-critica (dato che pare che “gli uomini al comando” resteranno gli stessi). Io partirei anche da un forte rafforzamento dell’area sportiva, oggettivamente la più trascurata dal management del City Group (dall’addio a Castagnetti, alle soluzioni arrangiate estemporanee di Rinaudo e De Sanctis, alla “pezza” Osti).
    Infine occorre notare il fallimento sportivo di tutto il calcio siciliano. Le mancate promozioni programmate di Palermo e Catania, le retrocessioni senza appello di Trapani e Siracusa, la “sparizione” del Messina sono tutti segnali inquietanti di un calcio ricco di passione e seguito di tifosi, ma povero di serietà e investimenti concreti.

    1. Hai ragiome. Il 2026 è stato un annus horribilis per il calcio siciliano. Solo l’Athetic Palermo di Perinetti ha soddisfatto. Ma, ovviamente, il mal comune non riserva mezzo gaudio perché fa incazzare ancora di più per quella trasferta maledetta a Catanzaro.

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