Palermo, Inzaghi valuta il 4-2-3-1: opportunità e insidie del cambio modulo
Filippo Inzaghi vuole un Palermo più offensivo. L’allenatore rosanero ha chiuso la stagione lasciandosi scappare un’indicazione tattica non da poco per i prossimi mesi: nella conferenza stampa post Catanzaro il tecnico ha affermato di voler costruire una squadra basandosi sul 4-2-3-1.
Una dichiarazione da prendere con le pinze, arrivata a caldo in un momento concitato nel quale il modulo del prossimo anno non era certamente in cima ai pensieri del tecnico, ma che non è da escludere a prescindere, dato che Inzaghi ha lavorato su questo modulo nel finale di stagione. L’allenatore ha lamentato l’impossibilità di insistere su tale opzione per via dell’infortunio di Johnsen ma anche di altri fattori come la squalifica di Rui Modesto.
I due acquisti di gennaio erano considerati dal tecnico le alternative fondamentali per provare il nuovo modulo: per capire se il Palermo spingerà sul 4-2-3-1 basterà aspettare i primi giorni di mercato. Lì si vedrà se il direttore sportivo Carlo Osti punterà su degli esterni offensivi con caratteristiche chiare: saltare l’uomo, rientrare per andare al tiro, crossarla dentro per Pohjanpalo.
Pregi e difetti del 4-2-3-1
Passando a una difesa a 4 e avendo tre calciatori offensivi dietro una punta, il Palermo avrebbe un volto completamente diverso rispetto a quello mostrato in questa stagione. Inzaghi ha utilizzato questa soluzione solamente nei momenti in cui serviva fare gol per recuperare uno svantaggio e i risultati sono stati altalenanti. A livello tattico la squadra si espone a più pericoli in difesa, con i due difensori “marcatori” che perdono la copertura del perno centrale e i terzini che spingendo in avanti lasciano spazi in fascia.
Quando i meccanismi funzionano, a giovarne è la fase offensiva: il Palermo si ritroverebbe con tanta qualità a servizio di Pohjanpalo. È immaginabile una squadra con Johnsen largo a sinistra libero di puntare l’uomo, Palumbo libero di svariare in tutte le zone del campo e a destra un calciatore da cercare sul calciomercato. Potrebbe essere confermato Rui Modesto, ma non è da escludere che venga ricercato un altro profilo.
Non sarà una decisione da prendere a cuor leggero: il Palermo inizierà la stagione con tante certezze, nonostante la delusione della mancata promozione. Una di queste è proprio il 3-4-2-1 tanto caro a Inzaghi, il tecnico potrebbe decidere di seguire il sentiero della continuità, magari rinforzando la rosa con qualche tassello di categoria superiore.
Già in questa stagione appena conclusa, tra l’altro, si è vista una soluzione tanto sperimentale quanto interessante: in alcune partite il Palermo difendeva con il 3-4-2-1 e attaccava con il 4-2-3-1. In poche parole, quando la palla l’avevano gli avversari si componeva la difesa a tre e un esterno alto scendeva a centrocampo. Per percorrere questa strada servono però dei calciatori forti non solo tecnicamente ma anche dal pensiero raffinato.
L’ultima promozione con il 4-2-3-1
L’ultima promozione il Palermo l’ha raggiunta con questo modulo spregiudicato: Silvio Baldini, arrivato a Natale 2021, decise di rivoluzionare una squadra che Filippi faceva giocare proprio con il 3-4-2-1. Una formazione super offensiva che fece entusiasmare i tifosi con pressing alto e tanti gol segnati. Due frecce con caratteristiche diverse come Floriano e Valente, il primo più votato al gol, il secondo all’assist tramite cross, un trequartista imponente come Luperini e un rapace d’area come Brunori. A reggere il peso di 4 calciatori offensivi c’erano Dall’Oglio e Luperini, mentre i 4 difensori erano Buttaro, Lancini, Marconi e Giron.


È sicuramente il modulo migliore per scardinare le difese ad oltranza.