Il Palermo a “due facce” gioca sulle montagne russe. Le pagelle ironiche di A&F
Che big match! Il Palermo capolista va a Pisa, a trovare la più in forma e più convincente delle retrocesse dalla serie A. In panchina c’è pure quel Paolo Bianco simpatico come una visita approfondita dal proctologo seguita subito dopo da una dall’urologo, e se ci aggiungete il clima caldo del già “Romeo Anconetani” contro il “traditore” Pippo Inzaghi, capite bene che ci sono tutti gli ingredienti per tenere il defibrillatore vicino già dal riscaldamento prepartita.
Lo sappiamo: ci può bastare anche un punto. Tiene invariato il distacco, rispetta la media inglese, ci lascia imbattuti. Ma che volete, noi quest’anno abbiamo perso la testa e così andiamo a Pisa per vincere, costi quel che costi! Contrariamente ai vostri cronitifosi, Pippo con la scusa del turn over per stanchezza pare aver sposato la filosofia della prudenza e si pitrunia tirando fuori dal cilindro addirittura Gyasi. Torna Bani insieme a Peda e rientra Pierozzi. Esordisce Mazzitelli con Estevez e i titolari consueti restano davvero pochi!
Vorrà fare sfogare l’avversario per inchiummarlo nel secondo tempo? Vorrà fare credere ai pisani che abbiamo paura? Ha davvero paura come un bancario pensionando di fronte alla professoressa Fornero? Che ne sappiamo noi? Speriamo solo non abbia ragione l’immortale Sora Lella quando, in “Acqua e sapone”, chiedeva a Carlo Verdone: “ma nun staremo a fa na cazzata?” Si vede che le forze fresche ci sono perché i rosanero iniziano con un pressing importante che costringe il Pisa a evitare il palleggio e a lanciare sempre lungo. Il ritmo è blando e lento come una giornata senza calcio e infatti la prima mezza occasione della partita arriva addirittura su colpo di testa di Gyasi. Palla lontana dalla porta di tre metri ma resta una notizia.
Il Palermo non rischia praticamente nulla ma al primo errore viene punito: difesa in linea lenta a uscire e assist per Pittarello che non può sbagliare. Il check al Var è praticamente infinito ma dà ragione ai toscani. Uno a zero per loro. Subito dopo si fa male anche Bani e siamo al primo cambio forzato con Magnani che entra in campo. Momento difficilissimo. Poi, su una rimessa di Gyasi, Ranocchia si mangia un gol fatto sparando sul portiere!
Il Palermo si accende per qualche minuto dando la sensazione di poterla raddrizzare come sempre. Ma è una sensazione che dura poco perché il Pisa approfitta di un calcio d’angolo per raddoppiare con il solito Pittarello. Abbiamo rinunciato a imporci e siamo andati a giocare per il pareggio e così andiamo al riposo depressi e, causa dieta, impossibilitati a ricorrere all’alcol per consolarci. Inzaghi avrà visto anche lui il video della Sora Lella nell’intervallo e corre subito ai ripari facendo entrare Vavassori ed Hernani per Gyasi e Ranocchia. Noi speriamo solo non sia troppo tardi.
Ci sembra davvero tutto inutile e non capiamo come dobbiamo rimetterla in piedi, ma all’improvviso l’incoscienza! Augello trova Johnsen che caracolla, tiene botta, dà una scarpata, vince un rimpallo e la mette dentro! Siamo di nuovo vivi! Neanche il tempo di esultare ed arriva il pareggio! Su una palla buttata dentro da Hernani senza alcun senso c’è un batti e ribatti su cui Peda fa un tiro da attaccante di razza e la mette sotto l’incrocio. Rischiamo l’infarto!! Si infortuna anche Pierozzi e non ci pare davvero serata. Entra Cassandro ma perdiamo un altro giocatore importante e non sappiamo per quanto tempo. Il Pisa prova a riorganizzarsi ma il Palermo ha di nuovo in campo i migliori e fa tris con un movimento e tiro di Vavassori che al nostro anziano amico Nino ricorda Gerd Müller. Noi siamo esterrefatti ed accasciati!!
Sembra un miracolo e il Palermo tiene botta rischiando anche di farne un altro. Ma siamo davvero sulle gambe e così arriva il pari del Pisa a dieci minuti dalla fine, gettandoci nello sconforto di un finale da cardiopalma nel quale Pippo si chiude ancora di più rinunciando a un esausto Pohanpalo per Ceccaroni. Le squadre non si accontentano e a ogni azione sembra che l’equilibrio debba spezzarsi. I minuti scorrono lenti e il recupero è infinito ma arriva il fischio finale e per noi va bene così.
Ve lo abbiamo detto che non avremmo firmato per il pari ma siamo stati sulle montagne russe e siamo davvero contenti così. Era chiaro che davvero non avevamo più benzina e forse la formazione iniziale, certamente sbagliata, è anche frutto di una situazione complessiva davvero complicata. Ma siamo davvero troppo forti, ne siamo usciti vivi e in testa – e non di poco – ci siamo sempre noi! Forza Palermo!
Perin 5 – Saremo antichi ma sulla palla battuta dal calcio d’angolo in area piccola il portiere deve spazzare travolgendo tutto e tutti, perché quella palla è sua. Per il resto non compie nessuna parata decisiva e nulla può sul primo e sul terzo goal. Fermo.
Pierozzi 6 – Non aveva giocato granché, ma dopo il bruttissimo infortunio subito, con tanto di lacrime e impossibilità di muoversi non possiamo non dargliela la sufficienza. Guarigione.
(dal 17′ s.t. Cassandro) 6,5 – Entra in partita con grande autorità, anche perché quasi tutti gli altri in campo sono stremati e lui può imporre la sua prestanza fisica. Opportunista.
Bani 6 – Va a finire anche lui nella lunga lista degli infortunati, speriamo per poco , dopo una mezz’ora giocata discretamente. Lazzaretto.
(dal 32′ p.t. Magnani) 6 – Mentre è mezzo appisolato in panchina viene lanciato improvvisamente nella mischia e subito risponde presente, anche se si addormenta pure lui con mezza squadra sul goal del due a zero per il Pisa. Però conferma i progressi già visti qualche giorno fa e, soprattutto, di poter essere una valida alternativa al ripetutamente claudicante capitano. Riservista.
Peda 7,5 – Dopo una partita così sarà difficile tenerlo fuori, non solo per gli infortuni che stanno falcidiando la difesa rosanero, ma soprattutto se riesce pure a tirare fuori dal cilindro dei colpi da grande attaccante. Manny Tuttofare.
Augello 6,5 – L’autorevolezza con cui domina la sua zona di campo, soprattutto nella ripresa, ci inorgoglisce. Il passaggio filtrante per Johnsen che riapre la partita ci ricorda i bei tempi del tasto triangolo sul joypad della PlayStation. Calibrato.
Mazzitelli 6 – Coniuga l’intelligenza tattica con una condizione fisica ancora non eccellente, ma con esperienza riesce comunque a tenere botta per tutti i 100 minuti di gioco. Saggio.
Estevez 6,5 – Avevamo detto più volte che l’avremmo voluto vedere in campo da titolare e siamo stati accontentati. E lui ci ripaga con una prestazione importante per quantità e qualità. Soddisfatti e non rimborsati.
Ranocchia 5 – La sua presenza in campo sin dall’inizio ci stupisce perché già domenica c’era sembrato tra i più stanchi tra i giocatori in campo. Purtroppo conferma la nostra impressione con una prestazione sottotono in cui spicca, in negativo, una palla goal clamorosamente fallita con un tiro sbilenco. Ossigeno.
(dal 1′ s.t. Hernani) 7 – Il suo ingresso in campo cambia l’inerzia della gara in favore del Palermo perché è sempre pronto a mettere sotto pressione la difesa avversaria “ nascondendo “ il pallone e cercando la giocata decisiva. Impattante.
Gyasi 5 – Non vogliamo essere ripetitivi né infierire, purtroppo è evidente che non è, allo stato, un giocatore all’altezza della complessiva rosa del Palermo. Fuori posto.
(dal 1′ s.t. Vavassori) 7 – Non sappiamo più cosa scrivere di questo ragazzo che ha nel suo repertorio doti e numeri da fuoriclasse. Il goal del momentaneo ribaltone è di una bellezza disarmante per quanto sembra semplice ed è invece difficile. Inamovibile.
Pohjanpalo 6 – Non riesce ad essere prolifico come nelle scorse stagioni, anche perché si batte e si sbatte come un dannato spesso lontanissimo dall’area di rigore. Poi non è neanche fortunato perché la palla del possibile quattro a due esce a 5 cm dal palo. Noi abbiamo un suggerimento. Acchianata.
(dal 36′ s.t.) Ceccaroni s.v.
Johnsen 7 – È l’unico che ci prova praticamente per tutta la partita, correndo come un matto su ogni palla e, spesso, cercando giocate che sembrano impossibili, ma che in un modo o nell’altro vanno a buon fine, come quella che riapre la gara e rilancia i rosanero. Determinante.
Inzaghi 6 – Quattro per il primo tempo regalato agli avversari con scelte scellerate ed un approccio sbagliato alla partita. Otto per la capacità di scuotere la squadra, rivoltarla come un calzino e trasmettere una voglia ed una intensità encomiabili. Media inglese.