​​
f  X  ◎

Mantova – Palermo 0 – 2 LE PAGELLE / Cassandro e Segre top. Perin, buon rientro

Il Mantova commette un errore, uno solo, dopo un’ora di gioco. E il Palermo affonda il coltello con il cinismo e la forza di chi sa di essere più forte. E così una gara incanalata verso uno 0 a 0 tutto sommato giusto, si trasforma in una trionfale vittoria dei rosanero. Successo meritato anche per il modo in cui la squadra di Inzaghi ha gestito il vantaggio, senza mai rischiare. Poi il 2 a 0 di Hernani rappresenta l’apoteosi che condanna il Mantova oltre i suoi demeriti.

Guardate la classifica per capire cosa sta facendo il Palermo: sei vittorie su sette (e un pareggio), cinque punti di vantaggio almeno sul terzo posto (si attende il Südtirol), un attacco stratosferico che aggiunge altre due firme, quelle di Segre ed Hernani. Pubblico in delirio e autostima a mille. Dopo appena sette partite non si poteva fare meglio.

Inzaghi non cambia nulla rispetto a Empoli (tranne il portiere) e ha avuto ragione. La squadra gioca a memoria e non soffre mai la buona predisposizione al pressing del Mantova, che ha giocato la partita della vita. Il Palermo ha corso solo un rischio, nel primo tempo (Ruocco a porta vuota tira fuori) e poi ha gestito la gara aspettando solo il momento per dare il morso letale. E il momento è arrivato dopo un’ora di gioco, quando ancora Inzaghi non aveva pescato dalla panchina.



A proposito di panchina: ancora una volta i subentrati – soprattutto Hernani e Estevez – hanno dato un grande contributo. Niente di più bello per un allenatore che ogni settimana deve fare salti mortali per spiegare agli esclusi che dovranno andare in panchina. E adesso l’orizzonte è più sereno. Inzaghi continuerà a gettare acqua sul fuoco dell’entusiasmo ma sarà… dura per lui.

MANTOVA: Bardi 6; Tomasevic 6, Cella 6,5, Castellini 6; Del Lungo 5,5 (dal 39′ s.t. Longonda s.v.), Trimboli 5,5, Kouda 6,5 (dal 29′ s.t. Cajazzo 5,5), Benaissa 6; Bragantini 6,5, Ilie 5,5 (dal 10′ s.t. Ignacchiti 6); Ruocco 6 (dal 29′ s.t. Gliozzi s.v.).
PALERMO: Perin 6,5; Cassandro 7, Bani 6,5, Ceccaroni 6, Augello 6,5; Segre 7 (dal 39′ s.t. Peda s.v.), Ranocchia 6 (dal 21′ s.t. Estevez 6,5); Vavassori 6, Palumbo 6 (dal 39′ s.t. Mazzitelli s.v.), Johnsen 6 (dal 32′ s.t. Hernani 6,5); Pohjanpalo 6,5 (dal 32′ s.t. Gabrielloni s.v.).

Perin 6,5: Rientra dall’infortunio e ci sta che possa essere un po’ in tensione. Salva il risultato a metà primo tempo sulla conclusione a giro di Kouda, viene graziato da Ruocco che si divora il gol calciando fuori a porta vuota da quattro metri. Non ha grande lavoro ma sembra concentrato e sicuro.

Cassandro 7: Conferma l’impressione delle precedenti partite. È giocatore di garanzia, gli dai un compito e lui esegue con una buona dose di concentrazione. È evidente che prima della partita gli viene chiesta prudenza e lui resta ancorato alla propria metà campo garantendo solidità. La prima sgroppata la prova nella ripresa e arriva al tiro mancando il bersaglio. Tecnicamente è suo anche l’assist per il 2 a 0 di Hernani.
Bani 6,5: Deve fare ricorso alle riserve di esperienza e saggezza per contenere i pericoli, soprattutto nel primo tempo. La mobilità di Ruocco gli crea problemi: deve spesso ricorrere al fallo e rischia anche l’espulsione quando lo sgambetta mentre sta entrando in area. Ma nella ripresa cresce in personalità ed efficacia e gestisce bene il peso dell’ammonizione.

Ceccaroni 6: Nemmeno lui dà l’impressione di avere la sicurezza delle giornate migliori. A fine primo tempo gli scappa Bragantini, in altre circostanze non sembra ispirato nella ricerca della posizione migliore ma anche lui fa valere l’esperienza.
Augello 6,5: Come Cassandro deve soprattutto guardarsi le spalle e lo fa con naturalezza, sfruttando anche una condizione atletica che lo sorregge. Buona una sua chiusura in diagonale nel primo tempo. Tiene il ritmo partita dall’inizio alla fine.

Segre 7: È la partita adatta a lui. Molta corsa, pochi spazi, tante battaglie a centrocampo, poche avventure in avanti (in una, prova il rito al volo ma manda alto). Senza dover strafare, assicura sostanza al centrocampo affollato. La differenza con le altre partite è che stavolta pesca il jolly: il tiro di Palumbo in contropiede, deviato da Bardi, finisce sui suoi piedi a un metro dalla porta vuota, segnare è un gioco da ragazzi ma il suo grande merito è stato quello di farsi una galoppata di quaranta metri per supportare l’azione. Premio meritato, è il primo gol stagionale.
(dal 39′ s.t. Peda) s.v.
Ranocchia 6: Ha cercato le verticalizzazioni che potessero sorprendere il Mantova, cioè ha provato le giocate più difficili e con scarse possibilità di riuscita. Apprezzabile il tentativo ma non era la partita adatta, anche perché il Mantova non gli ha dato spazio nemmeno per respirare. Esce dopo il vantaggio per esigenze tattiche.
(dal 21′ s.t. Estevez) 6,5: Entra benissimo in partita e subito prova a sviluppare un’azione sulla destra che frutta un calcio d’angolo. In generale, dimostra di essere a proprio agio all’interno della squadra.

Vavassori 6: Ormai parlare di esterno destro è solo uno slogan vuoto, punta sempre alla porta avversaria e oggi le palle giocabili per lui non sono state tante. È comunque in fiducia e lo dimostra nel modo in cui ci prova sempre, anche sulle palle impossibili.
Palumbo 6: Come chiedere a qualcuno di palleggiare il pallone sull’autobus 101 nelle ore di punta: è inevitabile che l’aggressività del Mantova e l’esiguità degli spazi liberi condizioni il gioco di quelli che come lui hanno talento. La controprova è quella del gol: appena il Mantova si distrae e gli lascia spazio, lui imbastisce da maestro il contropiede che porta al gol.
(dal 39′ s.t. Mazzitelli) s.v.: Ancora un gettone di presenza a partita quasi conclusa.

Johnsen 6: Anche lui ingabbiato, non riesce quasi mai a prendere velocità ma qualcosa di buono la combina grazie alle sue doti di palleggio. Nel primo tempo è bravo a costruirsi una buona palla gol che però non è riuscito a concretizzare calciando fuori. Alla fine, la cosa più efficace è il lancio lungo per Palumbo che avvia l’azione dello 0 a 1. Esce a un quarto d’ora dalla fine con la coscienza pulita.
(dal 32′ s.t. Hernani) 6,5: Quasi non tocca palla, giustificato perché parte dalla fascia sinistra che non è la sua preferita. Ma appena ha un quarto di occasione, per un errore difensivo del Mantova, si fionda sul pallone trasformandolo nello 0 a 2 che chiude la gara. Anche per lui è primo gol stagionale.

Pohjanpalo 6,5: Capisce dai primi minuti che questa partita sarebbe stata una battaglia per carrarmati. E allora, anziché aspettare il pallone, lo va a cercare qualche metro più indietro. Collabora con Johnsen e Vavassori, ai quali crea spazi. L’azione del gol di Segre viene avviata da lui a ridosso della propria area da rigore. Alla fine è più che positivo pur senza tirare in porta. Inzaghi, come spesso accade, gli risparmia l’ultimo quarto d’ora.
(dal 32′ s.t. Gabrielloni) s.v.: La palla non la vede mai ma non è colpa sua. Ingiudicabile.

LEGGI ANCHE

LA CRONACA DEL MATCH

COMMENTA / VAI AI COMMENTI

8 commenti

  1. il Mantova ha dimostrato che si trova in quella posizione di classifica non per caso. ma noi siamo il palermo e quest’anno un cinn’è pi nnuddu!!

  2. fino al gol di Segre ero molto preoccupato. In realtà un errore grossolano il Mantova lo ha fatto anche nel primo tempo ma non abbiamo saputo approfittarne. Abbiamo vinto ancora e non giocando come ad Empoli e quello che vorrei dire non lo dico per scaramanzia ma penso lo stiamo pensando in tanti 😀

  3. Grossomodo d’accordo con le pagelle, e x quanto riguarda la squadra c’è poco da dire, dato che finora la stagione è stata praticamente PERFETTA.

    La Società ha messo in mano ad Inzaghi una fuoriserie, ma Inzaghi la sta guidando in modo praticamente impeccabile. Questi risultati non sono affatto scontati.

    Oltretutto, dopo la sosta alcune fragilità che si erano intraviste nelle prime gare sembrano essersi fortemente ridimensionate

    Quattro punti di vantaggio dalla seconda in classifica dopo 7 giornate non legittimano trionfalismi, ma questa squadra da una impressione di solidità tecnica e mentale che, daa quando siamo tornati in B, non si era mai vista;

    Questo è il portato di un calciomercato FINALMENTE soddisfacente, ma anche della continuità tecnica garantita dalla conferma di Inzaghi (peraltro doverosa dopo l’ultima stagione, checché ne dicessero alcuni analfabeti in materia di calcio).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *