Palermo – Carrarese 2 – 1 LE PAGELLE / Augello mostruoso, Hernani dipinge assist
Se vinci anche queste partite vuol dire davvero che è l’anno giusto e che la squadra è forte di tecnica e di carattere. Diciamolo subito, se la Carrarese avesse portato via un punto non ci sarebbe stato nulla da dire, e dopo il pareggio raggiunto con merito qualcuno ha temuto il peggio visto che la squadra era in grave difficoltà atletica. E invece è arrivata la quarta vittoria consecutiva, perché Hernani ce l’ha il Palermo e anche Johnsen e Vavassori, i tre costruttori delle azioni decisive.
Il Palermo ha faticato già all’inizio della partita. Stanchezza mentale e fisica, non certo deconcentrazione. Nel primo quarto d’ora i rosanero sembrano una ‘provinciale’ al cospetto dell’Inter. Poi basta mezz’ora alla grande per mettere la partita in discesa. Ma nella ripresa la squadra si è nuovamente afflosciata, la Carrarese l’ha capito e ha cominciato a costruire gioco arrivando al pareggio. Poi, altri cinque minuti intensi del Palermo sono bastati per ritrovare il vantaggio e confermare la fuga in classifica.
A pericolo scampato, Inzaghi deve adesso riflettere su cosa cambiare in vista della complicata trasferta di Pisa di mercoledì. Si pensava che qualche novità potesse avvenire già oggi – e forse sarebbe stato utile alla prova dei fatti – mentre invece gli unici cambi (annunciati) sono stati quelli di Magnani per Bani ed Hernani per Palumbo. Sono entrati tutti i rinforzi (Mazzitelli, Estevez, Peda, Gabrielloni e perfino Bani nel convulso finale) ma la squadra ha bisogno di energie fresche. Pensarci con altri tre punti in tasca sarà più facile.
PALERMO: Perin 7; Cassandro 6, Magnani 6,5 (dal 20′ s.t. Peda 6), Ceccaroni 6, Augello 8; Segre 6 (dal 16′ s.t. Mazzitelli 6), Ranocchia 6 (dal 16′ s.t. Estevez 6); Vavassori 7 (dal 37′ s.t. Gabrielloni s.v.), Hernani 7,5, Johnsen 7; Pohjanpalo 6 (dal 37′ s.t. Bani s.v.).
CARRARESE: Pizzignacco 6,5; Ruggeri 6,5 (dal 44′ s.t. Finotto s.v.), Oliana 6,5, Reale 6; Martini 6 (dal 22′ s.t. Rubino 7), Parlanti 6 (dal 22′ s.t. Guercio 6), Braunoder 6,5 (dal 44′ s.t. Cissè s.v.), Schiavi 7, Rouhi 6; Topalovic 6 (dal 1′ s.t. Marconi 6,5), Abiuso 6.
Perin 7: Reattivo, concentrato, bravo e fortunato nel primo quarto d’ora della partita, quello dominato dalla Carrarese, che ha tenuto il Palermo nella propria area di rigore. Un palo esterno, una traversa su deviazione decisiva di Ceccaroni ma anche due grandi parate su conclusioni ravvicinate. Attento anche nelle uscite alte. Graziato due volte nella ripresa da Marconi. Ma sul gol non può proprio nulla, Rubino trova la porta da pochi metri.
Cassandro 6: Parte come difensore puro perché le situazioni della gara lo richiedono. Con il passare dei minuti cresce il Palermo e cresce anche lui. O viceversa. Nel senso che lui comincia le sue scorribande sulla fascia, superando tante volte il centrocampo e supportando bene l’azione d’attacco. Cala nella ripresa e diventa troppo confusionario, perdendo qualche palla di troppo e lasciando a Marconi la possibilità di costruire il gol del pareggio.
Magnani 6,5: Ottima performance. E non era scontato, considerato che gioca a spizzichi e bocconi. Deve rimpiazzare Bani e non fa ripiangere il capitano né per chiusure difensive, né per carisma di reparto. Si concede anche qualche azione in avanti e in una di queste costringe un avversario a un fallo d’ammonizione. Esce con il Palermo ancora avanti.
(dal 20′ s.t. Peda) 6: Sufficienza generosa perché sul gol di Rubino si fa sorprendere. Ma poi, quando c’è da difendere il vantaggio, aiuta la baracca a restare in piedi.
Ceccaroni 6: È da qualche partita che dà segnali di stanchezza. Non gioca male, non commette errori da matita blu ma non sembra neanche il giocatore esuberante e sicuro di sé che abbiamo visto tante volte.
Augello 8: Mostruoso per potenza, continuità e intelligenza tattica, cosa abbastanza rara in quel ruolo, a meno che non ti chiami Maldini. Il suo campionario di giocate è completo. Copertura difensiva? Fatto. Diagonali decisive? Fatto. Spinta continua sulla fascia? Fatto. Partecipazione attiva all’azione del gol? Fatto.
Segre 6: Il primo quarto d’ora è durissimo. I toscani sbucano da tutte le parti, lui gira a vuoto cercando di tamponare e riuscendoci solo saltuariamente. Poi la partita gira e lui offre un contributo notevole in fase di spinta e spesso si trova nella condizione di concludere. Il gol annullato sullo 0 a 0 non fa testo, tanto è netto il fuorigioco, ma poco dopo potrebbe segnare con un tiro dalla distanza e più in generale tende sempre a puntare l’area quando il gioco si sviluppa sulle fasce. Nella ripresa cala d’intensità e Inzaghi gli risparmia mezz’ora, mercoledì c’è il Pisa.
(dal 16′ s.t. Mazzitelli) 6: Il suo ingresso diventa necessario perché il centrocampo boccheggia, ci prova con lo spirito giusto ma il Palermo non esce dal guscio e subisce il pareggio. Ma anche lui è utile, prima nel forcing finale e poi nella difesa del risultato.
Ranocchia 6: Non ha lo smalto delle giornate migliori e se per caso questo fosse dettato dalla stanchezza avrebbe anche ragione, sta tirando la carretta da tanto tempo. La sufficienza piena la guadagna a inizio ripresa quando un suo intervento da difensore in area diventa decisivo per bloccare un’azione pericolosa della Carrarese. In ogni caso non si tira mai indietro e anche questo gli va riconosciuto. Esce perché non ne ha più.
(dal 16′ s.t. Estevez) 6: Per la prima volta entra in partita in modo impalpabile. Non era facile perché tutta la squadra dava segni di stanchezza e sfilacciamento. Partecipa però all’assalto finale e alla fine la sua freschezza risulta importante.
Vavassori 7: Diventa decisivo nel finale, quando il Palermo, raggiunto sul pari e in palese difficoltà, prova l’assalto finale. È rapidissimo a spingere in rete dopo una respinta della difesa su tiro di Pohjanpalo. È la cosa migliore della sua giornata, ed è la cosa più decisiva. Oggi, al contrario delle altre volte, gioca spesso con i piedi sulla fascia destra ma non brilla come potrebbe. Partecipa poco alle azioni più determinanti, offre una buona palla a Pohjanpalo ma cicca anche un facile colpo di testa all’altezza del dischetto sulla migliore giocata di Ranocchia. Maltratta anche un bel passaggio di Augello, nella ripresa, con uno stop impreciso. L’ultima mezz’ora la gioca quasi da attaccante centrale e alla prova dei fatti è giusto così.
(dal 37′ s.t. Gabrielloni) s.v.
Hernani 7,5: Torna da titolare e impiega una ventina di minuti per trovare la posizione migliore e l’intesa con la squadra: il suo – come quello che di solito interpreta Palumbo – è un ruolo complicato e soprattutto atipico. Gioca molto come centrocampista ma è decisivo anche quando va in avanti. Il gol dell’1 a 0 è figlio di un suo gioiello prezioso: punta l’avversario in area, lo ubriaca con una decina di finte, arriva sul fondo e dipinge l’assist per Johnsen. Decisivo anche sul secondo gol, lo costruisce lui con una palla al bacio per Pohjanpalo. Due reti che portano anche la sua firma con giocate di grande classe.
Johnsen 7: Quinto gol stagionale. E già questo è un numero che colpisce, specie se associato al numero degli assist, cinque anche quelli. La rete la deve dedicare a Hernani ma lui è bravo a scegliere il tempo per puntare la porta e farsi trovare pronto alla deviazione con un tocco elegante e non banale. Incredibilmente – ma fino a un certo punto – la standing ovation il pubblico del “Barbera” gliela dedica quando Johnsen recupera una palla in difesa dopo una rincorsa all’indietro di 50 metri. Un grande regalo anche per Inzaghi, che dall’inizio dell’anno sta lavorando sulla ‘testa’ del norvegese.
Pohjanpalo 6: Altra partita di fatica e sofferenza. Sull’unica palla pulita che può giocare (passaggio di Vavassori, all’altezza del dischetto) sbaglia il controllo e anziché tirare subito si fa rimontare dall’avversario. Come gli accade da un po’ cerca di essere utile anche fuori dall’area ma fa fatica anche lì. Siccome è un giocatore di razza, diventa decisivo per il 2 a 1, è suo il tiro che viene deviato dalla difesa e Vavassori ribadisce in rete.
(dal 37′ s.t. Bani) s.v.: Entra perché c’è da difendere il 2 a 1 raggiunto miracolosamente. E Inzaghi si affida al 5-3-2.
Commento di Guido che faccio mio completamente.
Non capisco perché, ormai da parecchio campionati, mettono benzina solo per 3/4 partite al massimo. La brillantezza dura solo per poche partite poi si fa fatica anche con l ultima in classifica. Ma è frutto degli algoritmi ? In epoca di metteva benzina in preparazione estiva e doveva servire per tutto il campionato. Molto perplesso.