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Allenamento a porte aperte, lo sfogo della Nord: “Non è questo il modo di creare entusiasmo”

Ha fatto discutere la decisione della Curva Nord di lasciare anzitempo l’allenamento a porte aperte andato in scena ieri, 11 maggio, al “Renzo Barbera”.

Alla base della protesta ci sarebbero soprattutto le modalità organizzative dell’evento: molti tifosi sono rimasti fuori dall’impianto mentre la squadra era già entrata in campo, anche a causa delle lunghe code ai tornelli e dei controlli previsti per l’accesso. Alcuni sostenitori, inoltre, non risultavano registrati secondo le procedure indicate dal Palermo nel comunicato ufficiale pubblicato nei giorni precedenti.

 Le motivazioni della protesta sono state spiegate direttamente dagli ultras attraverso un lungo comunicato pubblicato sui social: “Non è questo il modo per creare entusiasmo. Tra registrazioni che hanno scoraggiato tante persone, doppi prefiltraggi e famiglie lasciate fuori sotto il sole, vedere gente andare via con i bambini ci fa male”.



La Curva Nord ha poi puntato il dito contro la gestione degli accessi: “Orario di apertura posticipato, solo tre tornelli aperti e code interminabili hanno fatto sì che alle 18, al momento dell’ingresso della squadra, ci fosse ancora tantissima gente fuori”.

Nel messaggio viene ribadita anche l’idea di un calcio più popolare e spontaneo: “Noi siamo passione, calore e semplicità. Chi esce dal lavoro o prende un permesso deve poter entrare senza fare quaranta minuti di fila inutilmente. Doveva essere solo un abbraccio della città alla squadra”.

Infine, la presa di posizione conclusiva: “Se alle 18:20 c’era ancora fila fuori e nessuno è stato capace di prendere una decisione pensando alla gente, allora era giusto far capire che questo non è il modo di rispettare una piazza che ha dimostrato attaccamento oltre ogni limite”.

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