Cambia il paracadute per chi retrocede dalla Serie A: ecco le novità
Novità di rilievo per i club destinati alla retrocessione dalla Serie A. Nel corso dell’assemblea di Lega a Milano, il presidente Ezio Simonelli ha annunciato la modifica dello statuto che disciplina il cosiddetto “paracadute”, il contributo economico previsto per le società che scendono in Serie B.
La principale innovazione riguarda la possibilità di utilizzare le somme già in estate, ai fini del rispetto dell’indice di liquidità, parametro indispensabile per l’iscrizione al campionato cadetto. Finora, per ragioni tecniche, quei fondi non potevano essere conteggiati in questa fase, creando un evidente squilibrio.
Stop al cortocircuito normativo
In base al precedente articolo 18 dello statuto, il paracadute poteva essere erogato solo dopo l’effettiva iscrizione in Serie B. Tuttavia, le NOIF impongono proprio l’indice di liquidità come requisito per iscriversi: un cortocircuito che impediva ai club retrocessi di inserire a bilancio le somme prima dell’iscrizione e quindi di utilizzarle per soddisfare il parametro richiesto.
Con la modifica approvata dalla Lega, l’incongruenza è stata superata: le società potranno ora considerare il contributo già nella fase preliminare, facilitando la transizione economica verso la Serie B.
Come funziona la ripartizione
Lo stanziamento complessivo resta fissato a 60 milioni di euro, da dividere tra le tre retrocesse secondo criteri legati alla permanenza in Serie A. Dieci milioni spettano alle neopromosse che tornano subito in B; 15 milioni ai club con due stagioni in A negli ultimi tre anni; 25 milioni a chi ha disputato tre stagioni negli ultimi quattro anni.
Se il totale supera i 60 milioni, le quote vengono ridotte proporzionalmente. Se invece non si raggiunge il tetto, le somme residue alimentano il fondo per la stagione successiva, fino a un massimo di 75 milioni, oppure vengono destinate ad altro uso con voto assembleare.
