Il caso Frosinone torna in appello: si apre uno spiraglio per il Palermo

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B

Il caso Frosinone torna in appello: si apre uno spiraglio per il Palermo

Il collegio di Garanzia del Coni ha deciso di respingere i ricorsi presentati da Frosinone e Palermo, ma anche (ed è questa la notizia) di annullare la sentenza d’appello sul caso Frosinone, chiedendo una nuova valutazione delle sanzioni a carico dei ciociari e di cambiare il collegio giudicante.

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Nella sentenza si legge che il collegio, “ritenendo non coerentemente sanzionata la condotta evidenziata dalla Corte sportiva d’appello rispetto alla gravità dei fatti per come descritti in decisione, annulla con rinvio la sentenza della stessa corte, incaricandola in diversa composizione rispetto al primo pronunciamento, ad uniformarsi, nella comminatoria della sanzione, al principio di diritto espresso in parte motiva”.

Per il Palermo si apre dunque uno spiraglio, questa decisione del Collegio di Garanzia del Coni non significa che il Palermo sarà automaticamente ammesso in Serie A, ma apre uno spiraglio. Pochi sono i casi in giurisprudenza di sentenze annullate e rinviate al grado precedente.

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Si tratta di una grande vittoria dello staff legale del Palermo, composto da Francesco Pantaleone, Francesca Trinchera e Gaetano Terracchio, che da settimane lavora giorno e notte sui ricorsi ai casi Frosinone e Parma. Questa decisione probabilmente porterà a un appesantimento delle sanzioni nei confronti del Frosinone che in appello è stato condannato a due turni a porte chiuse in campo neutro (uno dei quali scontato in Coppa Italia) e potrebbe in ultima analisi costare la promozione ai ciociari, spalancando le porte della Serie A al Palermo.

Il dispositivo integrale della sentenza:

Prima Sezione: riuniti i ricorsi di Palermo e Frosinone, annullata la sentenza CSA /FIGC del 27 giugno

La Prima Sezione del Collegio di Garanzia, presieduta dal prof. Mario Sanino, al termine della sessione di udienze tenutasi oggi, ha assunto le seguenti determinazioni:

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CON IL

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Conseguentemente, ritenendo non coerentemente sanzionata la condotta evidenziata dalla CSA FIGC rispetto alla gravità dei fatti per come descritti in decisione, HA ANNULLATO con rinvio la sentenza della CSA FIGC, di cui al C.U. n. 172/CSA, pubblicato in data 27 giugno 2018, e la sentenza della CSA FIGC, di cui al C.U. n. 002/CSA del 6 luglio 2018, onerando la CSA, in diversa composizione, ad uniformarsi, nella comminatoria della sanzione, al principio di diritto espresso in parte motiva.

HA RESPINTO per il resto le doglianze di entrambe le ricorrenti, con riferimento ai ricorsi n. 58/2018 e 62/2018.

HA DICHIARATO INAMMISSIBILE il ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 64/2018 e, per l’effetto, condanna la ricorrente alla rifusione delle spese determinate in € 3.000,00, oltre IVA, CAP e rimborso forfettario, per ciascuna parte resistente.

HA STABILITO che la CSA provvederà a regolamentare le spese di giudizio all’esito del giudizio di rinvio con riferimento ai ricorsi n. 58/2018 e 62/2018.

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