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Gravina resiste: “Dimissioni? Valuterà il Consiglio”. Le ipotesi al vaglio

L’Italia saluta il Mondiale ai rigori per la terza volta consecutiva e Gabriele Gravina si ritrova nella tempesta più feroce della sua presidenza federale. Per il momento resiste, scaricando sul Consiglio federale la responsabilità di ogni valutazione: “Mi prendo le mie responsabilità, ma c‘è una sede deputata a farlo. Ho già chiesto di convocarlo per la prossima settimana: lì verranno fatte approfondite valutazioni che riguarderanno anche l’intero sistema calcistico italiano”.

Sul fronte tecnico, Gravina conferma Gattuso: “Gli ho chiesto di rimanere”. Sulle proprie dimissioni, invece, prende tempo ma non chiude. In Consiglio federale al momento gode della fiducia di tutti e un voltafaccia appare improbabile. Alle pressioni esterne risponde con fermezza: “Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni, a cui sono particolarmente abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano di diritto al Consiglio federale“. E punzecchia la politica: “Vorrei capire quali provvedimenti chiesti per migliorare il calcio italiano siano stati agevolati dal mondo politico”.

Sulle polemiche arbitrali non si sottrae: “Qualche decisione lascia perplessità, qualcosa va ridisegnato. Ma anche noi abbiamo avuto tre palloni per chiudere la partita sul 2 – 0 in dieci uomini. A volte sono gli episodi a determinare le partite”.



Gravina vuole restare anche per tutelare quanto costruito finora, con un occhio agli Europei del 2032 che l’Italia si appresta a ospitare. Sul fronte internazionale può contare su un alleato di peso: il presidente della Uefa Ceferin, con cui ha pranzato a Sarajevo proprio alla vigilia della partita. Un sostegno che in certi momenti vale oro.

Più defilata la politica italiana: una presa di posizione della premier Meloni avrebbe un peso specifico, ma finora non è mai entrata nel merito di questioni sportive. Il ministro Abodi, presente in Bosnia, si limita a invocare una profonda analisi del sistema. La settimana prossima il Consiglio federale dovrà dare risposte. E Gravina, almeno per ora, non ha nessuna intenzione di farsi da parte.

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10 thoughts on “Gravina resiste: “Dimissioni? Valuterà il Consiglio”. Le ipotesi al vaglio

  1. Gravina purtroppo non si dimetterà ed il Consiglio non lo sfiduciera ‘ perché lui ha i voti ed un grande potere %!!!!

  2. Il problema è che se si pensa di risolvere mettendo come Ct Baldini, Maldini o lo Spirito Santo non abbiamo capito niente. Ci vuole una dirigenza capace di sedersi ad un tavolo ad elencare i problemi del calcio italiano e a proporre delle soluzioni. Proposte risolutive ad esempio inerenti ai vivai, al numero massimo di stranieri in prima squadra, alle strutture e agli stadi, a vantaggi economici per chi utilizza in squadra under 23 possibilmente italiani. O ad esempio analizzare ciò che è stato fatto in Germania o Francia e prendere banalmente esempio. Qua ogni volta si cambia allenatore come se il problema fosse quello

    1. Infatti il problema non è certamente l’allenatore perché Spalletti era un top ma ha fallito lo stesso qui bisogna azzerare ogni cosa e ripartire con una vera rivoluzione!!! Bisogna vedere se c’è la volontà di farlo!!!

    2. Sono d’accordo con te.
      Il problema è radicale.
      Quanto meno uno come Baldini lancerebbe giovani e credo farebbe piazza pulita dei calciatori senza più alcuna fame.

  3. Stu signore ancora non ha rossore in faccia di tutte le disfate che ha combinato nel calcio e l’ora che se ne vada,

  4. Credo che la Federazione Italiana Giuoco Calcio debba dare un nuovo percorso alla nostra Nazionale che e’ purtroppo risultata fallimentare mancando ancora una volta dopo tanti anni i risultati sperati(QUALIFICAZIONE)i.L’Italia come immagine non puo’ essere “derisa” dalla critica mondiale.Conviene( e subito ) per evitare malumori e situazioni che possano non dare tranquillita’ a tutto il sistema calcio i vertici di comando, per nuovi ed immediati progetti.

  5. I problemi della nazionale non li risolvi con un colpo di bacchetta magica, servono anni e una rivoluzione capillare a cominciare dalle scuole calcio dove nascono i campioni del futuro e da dove sono usciti i vari Baggio, Totti e Del Piero per citarne alcuni. Abbiamo ragazzini che già a 10/12 anni hanno il procuratore o genitori danarosi che pagano perché i figli possano giocare e crescere al posto di altri più bravi ; quindi bisogna cominciare a scavare dal fondo del bidone. Detto questo, per me Gravina sarà dimesso o si dimetterà perché interverrà il Ministro Abodi e la scelta sarà dimissioni e non ripresentazione o commissariamento della FIGC. La politica non può ignorare l’effetto sportivo che coinvolge la più grande industria italiana se si prova ad immaginare le migliaia di addetti che coinvolge e le famiglie che dal calcio trovano reddito, pensiamo agli addetti ai lavori, giornalisti, opinionisti, aziende trasporti, ricevitorie, biglietterie per terminare con le bancarelle fuori lo stadio e chi più ne ha, più ne metta. Pensate ai milioni di Euro che tutto questo mercato muove ogni settimana e la nazionale è la sintesi del calcio e di tutto questo, è dove i tifosi delle varie squadre che fino al giorno prima si scontravano, davanti alla maglia azzurra, al tricolore si abbracciano, è dove prima di ogni partita si suona e canta l’inno nazionale che rappresenta l’unità d’Italia non è che si suona e canta la Comparsita. La politica entrerà a gamba tesa perché al di là del tifo e dell’appartenenza la massa di denaro che il calcio muove è enorme e con esso le tasse che lo Stato incassa. Ci sarà da rifondare ed io spero si riparta da uomini come Silvio Baldini al momento allenatore dell’Under 21 che sta facendo benissimo.

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