Il Palermo e i 22 ‘titolari’: quando l’arma in più è la panchina
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Serie B
Una vittoria sofferta e arrivata dopo una prestazione non brillantissima è quello che ci voleva per attestare che il Palermo è sulla giusta strada per diventare una ‘grande’. I campionati si vincono anche così: con l’ennesimo gol di un subentrato – in questo caso Mancuso, che fino ad Ascoli aveva trovato pochissimo spazio – che certifica la profondità di una rosa rivoluzionata dal calciomercato.
Palermo autoritario ma poco concreto
È chiaro che il gol da tre punti di Mancuso cambia la percezione della partita di Ascoli ma in generale il Palermo non ha fatto una prestazione memorabile. La squadra di Corini ha dimostrato di essere più forte ma solo a sprazzi e non è riuscita a concretizzare la mole di gioco prodotta. L’anno scorso una gara di questo tipo si sarebbe pareggiata o persa, anche per questo la vittoria assume un peso maggiore.
Nel primo tempo la manovra è stata più fluida, con la catena di sinistra che ha lavorato bene. Aurelio ha spinto con costanza, Segre è stato prezioso soprattutto in fase di non possesso e Di Francesco è apparso ‘in palla’, anche senza strafare. Nella ripresa, invece, il Palermo si è ‘adeguato’ ai ritmi bassi imposti dall’Ascoli e non è più riuscito a essere incisivo. Corini, così, ha fatto affidamento alla panchina per provare a cambiare l’inerzia del match.
“Quando parlo di 22 titolari non lo dico a caso”
Una squadra che vuole vincere il campionato si distingue dalle altre perché ha un organico con 22 ‘titolari’. La dirigenza ha lavorato in questo senso sul calciomercato, consegnando a Corini una rosa di primissimo livello. Lo stesso allenatore, nel post-partita di Ascoli, è tornato sull’argomento: “Abbiamo cambi importanti, con giocatori di qualità. Quando parlo di 22 titolari non lo dico a caso, ci permette di tenere il livello alto. La responsabilità dei calciatori è prepararsi al meglio durante la settimana e quando entrano dimostrare che possono fare bene”.
Il gol di Mancuso è il quarto segnato da un subentrato nei cinque match ufficiali giocati dal Palermo in questa stagione. Il primo – e chi se non lui – è stato Soleri, in Coppa Italia contro il Cagliari. Poi il 27 rosanero si è ripetuto a Reggio Emilia, con la rete dell’uno a tre. Contro la FeralpiSalò è toccato a Di Francesco, che è entrato al minuto 79 e ha segnato all’85’.
La rete di Mancuso ad Ascoli è un’altra dimostrazione di un Palermo dalle mille risorse, che vince anche quando non è brillante grazie alle giocate dei singoli, sia che partano dal primo minuto o subentrino. La strada sembra quella giusta ma i margini di miglioramento sono ancora tanti, soprattutto perché il capitale umano è di qualità e va gestito al meglio nel corso della stagione.
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