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Il Palermo galoppa e Vavassori è il “cavallo” giusto. Le pagelle ironiche di A&F

Si torna al Barbera per l’ultima partita prima di una lunghissima sosta che ci farà maledire la nazionale e tutte le competizioni internazionali che non siano la Mitropa Cup. A Palermo arriva il Padova, squadra abbordabile ma che ha avuto un avvio quasi folgorante e vuole continuare così. Piove a dirotto prima del match e i vostri cronitifosi, parzialmente umidi e con i primi dolori di artrosi si chiedono come minchia faccia il loro amico Antonio ad andare ancora in gradinata, alla sua veneranda età.

Poi si apre il dibattito sul campo pesante e se favorisce o meno la squadra più tecnica. Poi si passa pure al bollo auto ma fortunatamente arriva il fischio di inizio e il dibattito si spegne improvvisamente. Pippo non si inventa nulla e schiera una formazione di lotta e di governo con il rientro di Ceccaroni, la conferma del centrocampo e la coppia Vavassori – Johnsen dietro all’attaccante con il numero venti che fa gol in tutti i momenti.

Ci aspettiamo una partenza forte del Palermo e invece a correre e pressare sono i patavini (non potevamo perderci questa chicca) che, complici anche un poco di minchiate dei rosanero, impegnano subito Fortin, costretto a un paio di interventi quasi miracolosi. E dopo neanche 7 minuti arriva anche il gol del Padova su una azione che appare chiaramente in fuorigioco ma che il Var corregge a nostro sfavore. Partenza tutta in salita. Ma il gol non risveglia più di tanto i rosanero che continuano a soffrire le verticalizzazioni del Padova e non trovano spazio con la palla al piede. Sembrano tutti reduci da un pub crawling con finale in discoteca.



A parte un lampo di Vavassori su assist di Johnsen continua a esserci una sola squadra in campo e cominciamo a pensare che la nostra vecchi tesi sui gemellaggi sia giusta: portano un attasso bestiale. Ma nonostante tutto, immeritato come un diciotto all’ultima materia prima della tesi, arriva il pareggio del Palermo e lo segna Vavassori che spinge la palla a porta vuota su un assist del solito Johnsen. Il gol esalta il Palermo che si butta in avanti ma a sfiorare il gol è ancora il Padova che si trova davanti un immenso Fortin. E arriva il fischio della fine del primo tempo che ci consente di tornare al dibattito sul bollo auto.

Al rientro ci sono Cassandro e Magnani al posto dell’ammonito Pierozzi e di Bani, fasciato in testa tipo reduce della prima guerra mondiale. E la partita sembra cambiare verso, con i giocatori del Padova che finalmente smettono di correre come i Keniani degli altopiani e il Palermo che avanza. Ma resta tutto un po’ confuso e speriamo in un colpo di classe o un colpo di culo. Come noto, a noi vanno bene entrambi. Esce Ranocchia che aveva cominciato finalmente a giocare ed entra Estevez. E il Palermo spinge, in maniera non lineare, un poco sporca, a volte confusa ma almeno ci prova. Entra Gomes per Segre e ci giochiamo l’ultimo quarto d’ora con l’ingresso anche di un fresco Gabrielloni.

Neanche il tempo di capire come e perché e arriva il raddoppio di Vavassori con un movimento da attaccante consumato e ancora una volta con un grande assist di Johnsen. Siamo avanti! Al novantesimo arriva anche l’espulsione per un difensore del Padova costretto al fallo da un inarrestabile Vavassori. Arriva il fischio finale liberatorio! Il Palermo porta a casa una partita sofferta, giocata male nel primo tempo e rattoppata nel secondo con la forza di un organico di livello nettamente superiore. Adesso arriva la sosta e facciamo riposare le coronarie: ne abbiamo bisogno perché se continua così sarà un prosieguo solo per cuori forti!! Forza Palermo!

Fortin 8 – Di piedi, di mano, in mischia, da vicino o da lontano, prende tutto quello che può anche grazie ad una reattività notevole. Saracinesca.
Pierozzi 4,5 – Fuori posizione, poco incisivo, nervoso e spesso in ritardo. Involuto.
(dal 1′ s.t. Cassandro) 6 – Dà equilibrio sulla fascia dove il Padova aveva rischiato di passare più volte nella primo tempo non sbagliando nulla. Attento.

Bani 5,5 – Già era sembrato in gran difficoltà, dopo la gran botta in testa fa ancora peggio e per il danno subito gli diamo mezzo punto in più. Intontito.
(dal 1′ s.t. Magnani) 6 – Finalmente una prestazione che lo avvicina agli standard di un tempo. Continua così.
Ceccaroni 5,5 –
Troppi errori e disattenzioni, come tutto il resto della difesa, sia quando attaccato in velocità che sui numerosi corner sempre preda degli ospiti. Svagato.

Augello 6,5 – Come sempre uno dei migliori in campo, soprattutto perché dal suo piede nascono sempre iniziative pericolose. Peccato per il movimento in ritardo che causa il goal del Padova e che ne penalizza il voto finale. Rigorosi (noi).
Palumbo 6,5 – Pure quando il Palermo soffre é l’unico che cerca la giocata per cambiare il senso della gara e continua quando anche il resto della squadra si sveglia. Autorevole.
Ranocchia 6 – Nel primo tempo si vede poco o nulla, anche se innesca l’azione che porta al gol del pareggio. Nella ripresa viene spostato più avanti e comincia a giocare con autorità ma si “becca” il cartellino giallo che lo indirizza subito verso la panchina. Regola ferrea.
(dal 22′ s.t. Estevez) 6,5 –
Entra per dare peso – che non sappiamo bene cosa significhi ma ci piace scriverlo – e ci riesce. Peso.

Segre 5 – Tanta corsa, come sempre, ma poco costrutto e molta confusione. Stremato.
(dal 31′ s.t. Gomes) 6,5 – Finalmente 20 minuti che ci ricordano il giocatore dei bei tempi e non è un caso che il gol vittoria nasca da un suo recupero che innesca l’azione vincente. Bentornato.
Vavassori 9 – Il nostro amico Giorgio, da vecchio frequentatore dell’ippodromo, durante il riscaldamento gli guarda l’occhio e sentenzia “Vavassori oggi doppietta!”. E stacca bolletta di conseguenza. Lui lo ripaga, come si vede, con una prestazione stratosferica. Picchetto.

Pohjanpalo 5 – Visto che di palloni da calciare a rete ne arrivano pochi cerca di riciclarsi come un attaccante da pallanuoto smistando con poca fortuna. Boa.
(dal 37′ s.t. Gabrielloni) s.v.
Johnsen 7,5 –
È vero che sbaglia molto ma non è un caso che quando si accende gli avversari vanno in bambola. Ed il numero delle giocare decisive continua a crescere con i due assist che portano alla vittoria. Eagle (solo per golfisti).
Inzaghi 7 – Il Palermo non gioca una gran partita ma alla fine contano i numeri: settima partita consecutiva da imbattuto, 4 vittorie su 5 in campionato, testa momentanea della classifica e una squadra che sembra ogni giorno di più tenace e consapevole della propria forza. Condottiero.

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6 thoughts on “Il Palermo galoppa e Vavassori è il “cavallo” giusto. Le pagelle ironiche di A&F

  1. come sempre precise , carine e divertenti le pagelle ironiche di A & F specialmente per eagle termine per i golfisti.

  2. Bisognerà tenere il mobile bar chiuso per tutto il campionato……perché se la squadra farà questo tipo di non gioco, ma comunque vince…….sarà lei a mettere sotto pressione i nostri vecchi e logorati fegati.

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