Il Palermo gioca alla “bella statuina” e va in tilt. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie C

Il Palermo gioca alla “bella statuina” e va in tilt. Le pagelle ironiche di A&F

FOTO PEPE / PUGLIA
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È vero che il derby ha sempre un sapore particolare ma noi, stavolta, abbiamo deciso di non dargli alcuna importanza. Vogliamo viverlo serenamente e concentrarci direttamente sulla sfida con la capolista di domenica prossima e lasciare perdere amarcord, revival, citazioni, partite del cuore, ricordi di trasferte con il terrore delle sassaiole all’arrivo a Gelso Bianco, dove, ormai traumatizzato, uno dei vostri cronitifosi non vuole più fermarsi neanche se se la sta facendo addosso perché la prostata non è più quella di una volta.

Insomma è una partita da vincere ma solo perché serve per la classifica che è l’unica cosa che ci interessa. Purtroppo sappiamo che non è così per il Catania che a questo campionato non ha più nulla da chiedere se non una vittoria contro il Palermo e di non fallire. Ed infatti gli etnei partono a mille e i rosa sbandano, noi cominciamo ad abbandonare il nostro teorico distacco e ci innervosiamo. Per fortuna i rosa sembrano riprendersi ma proprio quando la partita è in sostanziale equilibrio un rigore abbastanza generoso regala il vantaggio al Catania. E noi capiamo che è un pomeriggio da incazzatura!

Il Palermo accusa il colpo e noi temiamo finisca a “cafiata” ma i rossazzurri sono pure loro scarsi e non concretizzano. I rosanero, invece, non sono mai pervenuti nei primi 45 minuti in zona offensiva. Per fortuna arriva l’intervallo e noi ci andiamo giù pesanti di Alka Seltzer, perché ci sta andando tutto di traverso. I cambi in avvio di ripresa sembrano dare nuova linfa al Palermo, che finalmente imbastisce qualche azione degna di nota, pur senza creare grandi pericoli all’estremo catanese.

Al 60′ il primo vero sussulto rosa ci butta quasi giù dal divano ma la mezza girata di Soleri, su torre di Almici esce di pochissimo e ci rilancia nello sconforto. Improvvisamente, e quando non ci crediamo più ad una svolta della partita, vediamo un cartellino rosso sventolato in faccia a uno del Catania e capiamo che gli ultimi 25 minuti non si possono più vivere con la stessa atarassia. Ma dura poco perché con l’inerzia della gara a favore del Palermo, Almici decide di giocare ad acchiapparello con un raccattapalle, cadendo nella trappola della provocazione come l’ultimo dei gonzi. Finisce anche lui in anticipo sotto la doccia e di fatto finisce pure la partita del Palermo.

C’è tempo ancora per il raddoppio degli etnei, su una dormita generale della difesa rosa, e per l’espulsione di Luperini che conferma che il Palermo non sa reggere la pressione nervosa. Noi, come detto in avvio, cerchiamo di minimizzare e la consideriamo niente più che una brutta sconfitta che fa male soprattutto per la classifica e per gli evidenti limiti, caratteriali e non, che il Palermo continua a mostrare lontano dalla Favorita. Poi spegniamo la Tv per non vedere brutte scene di esultanza vietate ai minori e, atarassicamente, la prendiamo a calci per concludere degnamente la giornata.

Pelagotti 6,5 – È l’unico del Palermo a non affondare. Il risultato sarebbe potuto anche essere più largo se il portiere rosa non avesse compiuto almeno un miracolo e un paio di interventi decisivi. Sopravvissuto.

Buttaro 5,5 – Il migliore dei tre centrali rosa ed è quanto dire. Meno peggio.

(dal 9′ s.t. Almici) 2 – Entra per spingere e cercare l’assist del pareggio. Finisce con lo spingere e strattonare solo un raccattapalle catanese reo di perdere tempo. Una scena patetica che è il simbolo perfetto di questo derby infausto. Bulletto.

Marconi 4 – Partecipa attivamente all’azione del rigore approcciando maldestramente l’avversario. Il gol di Moro è bellissimo ma lui ne resta talmente incantato che gli fa fare quello che vuole. Il resto della partita è un fiorire di minchiate da competizione. Giufa’.

Crivello 4,5 – Avevamo salutato con entusiasmo il suo ingresso in campo dal primo minuto perché abbiamo pensato che avrebbe gettato il cuore oltre l’ostacolo. Invece ci ricorda Enrico Toti più per la forma fisica che per il coraggio e gli avversari all’inizio lo irridono in velocità. Poi prende le misure ma fa in tempo a guardare come uno spettatore il gran gol di Moro senza intervenire. Bella statuina.

Accardi 5 – Anche lui doveva fare il diavolo a quattro e invece non vediamo né la grinta che avremmo voluto né un contributo decente al gioco (inesistente) del Palermo. Mezzo servizio.

(dal 41′ s.t. Fella) s.v.

Odjer 4 – Fa solo confusione. E aiuta l’arbitro a regalare il rigore al Catania inciampando maldestramente sull’avversario inerme. Rumoroso.

(dal 1′ s.t. Silipo) 5,5 – Entra e sembra debba cambiare la partita. I compagni non lo aiutano e lui si spegne, incaponendosi in dribbling insensati. Tilt.

De Rose 4 – Non lo abbiamo mai considerato un regista ma almeno randellava e picchiava con grinta. Oggi viene a mancare anche questo nella partita in cui era più importante picchiare. Chi l’ha visto?

Dall’Oglio 4 – Di solito non riusciamo a capire se gioca bene o male. Ma questa volta ci ha fatto prendere posizione giocando inequivocabilmente male. Certezza.

(dal 9′ s.t. Luperini) 2 – Parte bene dando sostanza all’anemico centrocampo rosa. Poi si fa espellere impazzendo e scalciando senza sosta un avversario sotto gli occhi dell’arbitro. Raptus.

Valente 5,5 – Non ha la velocità dei giorni migliori e non riesce mai ad affondare come dovrebbe. Affondato.

(dal 25′ s.t. Floriano) – s.v.

Soleri 6 – In diversi momenti del match è davvero l’unico che ci prova, partendo addirittura dalla propria area pur di tentare qualcosa. L’unica bella occasione rosa è sua. Onesto.

Brunori 5 – Non becca una palla. E non se le va a cercare. Fuori campo.

Filippi 0 – Prepara male la partita e non riesce a trasmettere la giusta carica ai suoi. Sente aria di disfatta e prova a correre ai ripari schierando i palermitani e lasciando in panchina Fella. Ma la mossa è suicida. Harakiri.

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