L’addio a Manninger, quegli scontri fatali con il destino
Campionato di Serie A 2006/07: la nazionale italiana di calcio si è appena laureata Campione del Mondo e il Palermo, che a quella squadra ha fornito alcuni giocatori, affronta la stagione con alcune certezze e qualche incognita. Dopo aver ceduto al Torino Simone Barone e all’Inter l’eroe Fabio Grosso, autore dei gol decisivi nel secondo tempo supplementare della semifinale contro i padroni di casa sotto il mitico “muro giallo” del Westfalenstadion di Dortmund e nella finale contro la Francia, il Palermo decide di puntare su Amauri del Chievo per sostituire il deludente Makinwa preso nella stagione precedente insieme all’Airone Caracciolo per non far rimpiangere l’altro Campione del Mondo, Luca Toni, ceduto, tra mille polemiche e fischi assordanti, alla Fiorentina.
Il Palermo inizia alla grande quel campionato restando per tutto il girone d’andata tra la prima e la terza posizione in classifica. L’incanto si spezza il 23 dicembre 2006 sul campo di Siena, quando il bomber Amauri, autore di ben 8 gol nelle 17 partite precedenti, si scontra con il portiere avversario Alex Manninger riportando una grave lesione a un legamento del ginocchio che chiude anzitempo la sua stagione. Quello scontro fatale ebbe conseguenze disastrose sulla stagione del Palermo, anche per la scelta scriteriata di sostituirlo con il carneade polacco Matusiak, non essendovi certezze sul contributo effettivo di un giovanissimo Cavani giunto con lui durante il mercato di gennaio.
Nelle settimane successive, dopo un altro scontro fatale tra una belva e il povero ispettore Filippo Raciti nel piazzale antistante il Cibali in occasione del derby del 2 febbraio 2007, il Palermo ingranò la marcia indietro rischiando persino, dopo aver accarezzato a lungo il sogno della qualificazione alla Champions League, di perdere quella alla Coppa Uefa e concludendo il campionato al quinto posto. So bene che nel calcio, come nella vita, con i ‘se’ e con i ‘ma’ non si va da nessuna parte; tuttavia in molti, primo tra tutti lo stesso Amauri, pensiamo che senza quello scontro fatale il campionato e il futuro stesso del Palermo avrebbero preso una piega ben diversa.
Ieri mattina, Alex Manninger è morto all’età di 48 anni in un incidente stradale dovuto a uno scontro fatale dell’autovettura su cui viaggiava con un treno in corsa in prossimità di un passaggio a livello incustodito: non è ancora chiaro se ci sia stato un guasto al segnale di stop o se si sia trattato di un mero errore di distrazione. Una fatalità, una coincidenza, il ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, l’aver preso un tragitto piuttosto che un altro su un campo di calcio, sul piazzale di uno stadio o su una strada ed ecco che il destino ti presenta il conto e decide come disporre di te, della tua vita e di quella dei tuoi familiari.
Ricordiamocene tutti quando ci adiriamo seduti dentro la nostra scatola di lamiera davanti a un semaforo, sugli spalti di uno stadio o su un divano davanti alla TV. Ricordiamoci di Amauri e di Manninger, di Filippo Raciti e della sua giovane vedova, al loro dolore e alle loro vite spezzate e diamo il giusto peso ai nostri veri o presunti affanni e ai nostri sogni di gloria infranti.
