Palermo – Brescia 1 – 0 LE PAGELLE / Coulibaly e Mateju, che sorprese

La vittoria di misura scaccia l’incubo della crisi nera, porta il Palermo al terzo posto e regala un sospiro di sollievo. Nel “derby della crisi” è il Brescia ad avere la peggio: quarta sconfitta di fila e panchina di Gastaldello in bilico. Alle ‘Rondinelle’ non sono bastati i primi buoni venti minuti, mentre i rosa, che sono partiti male, hanno legittimato il vantaggio con una discreta gestione della palla ma hanno dovuto soffrire fino all’ultimo. Il classico ‘braccino’ di chi è ancora in convalescenza.

Il coraggio di Corini – dettato anche dall’emergenza infortuni – ha pagato. I cambi portano frutti: Coulibaly è stato il migliore, Valente ha dato un buon contributo e sulla fascia destra il Palermo ha dominato grazie anche all’ottima giornata di Mateju. Non è un caso che da destra è arrivato il gol e che a destra i rosa hanno fatto le cose migliori. In più si sono rivisti Di Mariano e Marconi in condizioni accettabili, che costituiscono due buone alternative per il turn over.

Se la partita è stata modesta sul piano dello spettacolo, con le presenze allo stadio quasi dimezzate, è adesso auspicabile vedere già domenica col Cittadella un Palermo più sereno e più in fiducia. Potenza dei tre punti…

PALERMO: Pigliacelli 6; Mateju 7, Lucioni 6, Ceccaroni s.v. (dal 23′ p.t. Marconi 6,5), Lund 6; Coulibaly 7,5 (dal 24′ s.t. Henderson 6), Stulac 6, Gomes 6; Valente 7 (dal 24′ s.t. Buttaro 6), Brunori 6 (dal 18′ s.t. Soleri 6), Mancuso 6 (dal 18′ s.t. Di Mariano 6).

BRESCIA: Lezzerini 6; Cistana 6, Papetti 5,5 (dal 34′ s.t. Holzer 6), Mangraviti 5; Dickmann 5, Fogliata 5,5 (dal 23′ s.t. Besagio 5,5), Van de Looi 5,5, Bertagnoli 5 (dal 23′ s.t. Bjarnason 6), Huard 5,5 (dal 23′ s.t. Fares 6); Borrelli 5,5 (dal 7′ s.t. Bianchi 5,5), Moncini 6.

Pigliacelli 6: I brividi più grossi li ha quando la palla viaggia alta in area perché i difensori hanno ritrovato antiche difficoltà. Di parate nel primo tempo gliene toccano un paio non difficili su tiri da lontano. Quando Cistana tira a botta sicura lo salva sulla linea Mateju. Nella ripresa i potenziali rischi arrivano solo nel forcing finale del Brescia.

Mateju 7: Superlavoro difensivo. Gioca il doppio dei palloni rispetto al solito e quindi ci sta che possa anche sbagliare di più. Ma è più concentrato e reattivo rispetto alle ultime gare e ha anche il fiuto di trovarsi al posto giusto (e con i riflessi giusti) sulla botta di Cistana. L’ammonizione a inizio ripresa lo condiziona un po’ ma resta uno dei più propositivi e pimpanti della squadra. E nel finale si inventa un’azione imperiosa sulla destra che è la migliore testimonianza della sua buona giornata.

Lucioni 6: L’attacco del Brescia non è esattamente in palla e i problemi sono abbordabili. Che sia affaticato dopo tre mesi a tirare la carretta non c’è dubbio, che siano aumentati i problemi sulle palle alte nemmeno: lui comunque ritorna tranquillamente sulla sufficienza con il consueto senso della posizione.

Ceccaroni s.v.: I suoi 23 minuti coincidono con la buona partenza del Brescia e le maggiori difficoltà del Palermo; la sua partita dura poco per un infortunio muscolare alla coscia che non promette niente di buono.

(dal 23′ p.t. Marconi) 6,5: Entra senza preavviso e gli tocca uno spezzone sostanzioso. Gioca bene in anticipo sull’avversario e non soffre quasi mai. Non ha ruggine da smaltire. Bentornato anche a lui.

Lund 6: Punta sull’esuberanza fisica che gli consente un paio di recuperi importanti in difesa e una buona continuità dalla metà campo in su. Sui cross dal fondo è un po’ meno preciso rispetto a come ci aveva abituato nelle prime partite. Finisce però con i crampi quando il Palermo ha già fatto i cinque cambi e pure zoppo è stato utile a respingere un tiro pericoloso e ravvicinato di Holzer.

Coulibaly 7,5: Rientrare in squadra e segnare il gol che sblocca la gara: cosa volere di più? Piace il suo approccio alla partita, concreto e senza fronzoli. Se poi ha questo tempismo negli inserimenti, come in occasione del gol, può legittimamente ambire a un minutaggio molto maggiore. Giocate di qualità anche nella ripresa che strappano gli applausi del pubblico. Quando esce, dopo oltre un’ora, può essere soddisfatto della sua partita.

(dal 24′ s.t. Henderson 6): Si piazza sul centro destra e ha un buon impatto sulla partita.

Stulac 6: Gioca da play e gioca un’infinità di palloni; quando prova a verticalizzare la percentuale di errore aumenta ma il tentativo è apprezzabile. Ad inizio gara prova anche la conclusione da fuori che gli riesce debole e lo stesso fa nella ripresa, ma anche in questo caso è apprezzabile l’idea.

Gomes 6: Non risparmia energie, piazzandosi a sinistra di Stulac e di fatto mettendosi al servizio del compagno. Eccede in passaggi orizzontali ma sembra in ripresa atletica. E nel finale di gara ha ancora energie per inseguire gli avversari.

Valente 7: Per venticinque minuti riesce a creare scompiglio nella difesa del Brescia, cercando sempre la profondità. Nasce così il gol di Coulibaly: palla profonda di Brunori per lo scatto di Valente, controllo e cross preciso. I cross che sono mancati nelle ultime gare… Poi gioca a intermittenza (ci sta che debba gestire le energie) ma sembra a proprio agio soprattutto nell’intesa con Brunori.

(dal 24′ s.t. Buttaro) 6: È l’unico della panchina che può dare il cambio allo stremato Valente; gioca da esterno destro alto.

Brunori 6: Innesca il gol del vantaggio con una palla al bacio per Valente. Come nei giorni migliori, è difficile che sprechi palloni, nella peggiore delle ipotesi porta a casa una punizione o un fallo laterale. In fase di conclusione fa fatica perché ha sempre tre avversari addosso ma è lui il riferimento offensivo su cui la squadra si appoggia con sicurezza.

(dal 18′ s.t. Soleri) 6: Mezz’ora piena, questa volta. Le sue caratteristiche sono ben diverse da quelle di Brunori ma il suo grande movimento è sempre produttivo. Va vicinissimo al gol nel recupero (bravo il difensore a deviare) ma potrebbe fare di più su una palla ‘sporca’ che non riesce a deviare con la testa.

Mancuso 6: Agisce sulla fascia sinistra, con caratteristiche più da seconda punta che da esterno puro. Non ha molte occasioni per mettersi in mostra ma non resta mai a guardare ed è un pericolo costante. La buona volontà gli vale una sufficienza un po’ stiracchiata.

(dal 18′ s.t. Di Mariano) 6: Bentornato, dopo una lunga assenza. Sapeva già alla vigilia che Corini lo avrebbe fatto giocare ed entra concentrato e motivato, confezionando subito un bell’assist per Soleri. Deve ritrovare continuità ma sarà certamente una importante alternativa, specialmente visto il rendimento recente degli esterni ‘titolari’.

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