Palermo bum bum, gol a raffica con tante firme di prestigio: e la gente si diverte
Le prime quattro uscite ufficiali hanno lasciato un messaggio piuttosto chiaro: il Palermo sa fare gol, e soprattutto sembra divertirsi a farne tanti. Dopo il 5-2 rifilato al Mantova in Coppa Italia, il bottino dei rosanero è salito a 11 reti in quattro partite: due al Lecce, una alla Juve Stabia, tre all’Arezzo e ben cinque alla formazione lombarda. Numeri che raccontano una squadra con una spiccata vocazione offensiva e che, almeno in questo primo scorcio di stagione, ha scelto di non rinunciare alla propria identità.
Gran parte del merito va anche al sistema di gioco. Il Palermo è stato schierato prevalentemente con il 4-3-3 più che con il 4-2-3-1, un modulo che esalta le caratteristiche degli uomini offensivi ma che, inevitabilmente, può esporre maggiormente la squadra quando perde equilibrio. La coperta, in questo senso, è corta: più uomini portati in avanti significano anche maggiori spazi da concedere agli avversari. Lo dimostrano le quattro reti incassate nelle ultime due gare, due contro l’Arezzo e altrettante contro il Mantova, arrivate soprattutto a causa di disattenzioni individuali. È il compromesso che, almeno per il momento, sembra funzionare. Il Palermo segna più di quanto concede e, soprattutto, regala spettacolo ai propri tifosi. Inzaghi dovrà lavorare per limitare le amnesie difensive, ma se l’alternativa è una squadra capace di produrre così tanto davanti, difficilmente a Palermo qualcuno si annoierà.
A trascinare il reparto offensivo c’è soprattutto la coppia nordica formata da Johnsen e Pohjanpalo. Anche contro il Mantova, i due hanno dimostrato nella ripresa di poter cambiare volto alla partita in pochissimi minuti. Sui primi 11 gol stagionali del Palermo c’è lo zampino di almeno uno dei due in sette occasioni. Pohjanpalo, ancora a secco in campionato, ha già trovato tre volte la via del gol in Coppa Italia ed è al momento il capocannoniere della competizione. Johnsen, invece, sta vivendo un avvio di stagione da protagonista assoluto: tre gol e tre assist, numeri che testimoniano una condizione e una fiducia molto diverse da quelle di pochi mesi fa.
Proprio la fiducia, però, può diventare anche un’arma a doppio taglio per il norvegese. In alcuni momenti Johnsen sembra sentirsi talmente sicuro di sè da cercare giocate più complicate del necessario. E contro il Mantova, le due reti subite dal Palermo sono nate proprio da sue leggerezze. Un aspetto sul quale Inzaghi, che gli ha cucito attorno il nuovo sistema di gioco, dovrà intervenire, senza però spegnere quella spensieratezza che sta rendendo il suo attaccante così pericoloso.
Perché il Palermo non vive soltanto sulle spalle della coppia nordica. Strefezza si è finalmente sbloccato con il primo gol in maglia rosanero, dopo aver già colpito una traversa ad Arezzo, mentre Vavassori aveva inaugurato la stagione realizzando la prima rete del Palermo contro il Lecce e contro il Mantova è stato tra i migliori propiziando il secondo (rigore) e il quinto gol. Sono già diversi, dunque, i giocatori ad aver lasciato il segno. Adesso toccherà a Inzaghi trovare il giusto equilibrio per fare in modo che questa vocazione offensiva possa diventare una delle armi principali nella lunga corsa verso l’obiettivo stagionale.
Complimenti per l’eccellente disamina. Johnsen appare finalmente il giocatore ammirato nelle precedenti stagioni a Cremona e Venezia, anche se dovrebbe imparare ad essere meno lezioso in alcune circostanze evitando di provocare nefasti rovesciamenti di fronte. Sui troppi gol presi, la giustificazione “coperta corta” si applica ad alcuni e non a tutti. Sembrerà un paradosso, ma il reparto considerato il più completo e affidabile ha sofferto di alcuni svarioni individuali che hanno portato attaccanti modesti, come Cianci e Gliozzi (gol annullato per un’inezia), a colpire indisturbati con il volto verso la nostra porta. Magnani sembra aver perso l’autorevolezza con cui si era presentato a Palermo, Ceccaroni non è nuovo a certe amnesie e anche Barba è sembrato talora titubante. Di contro Peda, a mio parere l’unico giocatore di proprietà del Palermo con prospettive di incremento di valore nel medio-lungo periodo, appare sempre più affidabile come centrale da aggiungere all’inamovibile Bani; purtroppo, mi preoccupa la ricorrenza di infortuni alla caviglia (sempre la stessa). Molto incoraggianti la conferma delle doti di Vavassori e dello spirito indomito con cui Jacopo Segre (contratto da rinnovare seduta stante) affronta ogni impegno. Forza Palermo sempre.
L’ho scritto anche su altre pagine sportive…questo Palermo, con questa rosa fara’ sognare e divertire tutto il mondo rosanero e credo anche che a manchester ci seguiranno e ci guarderanno con passione e ammirazione. Palermo a parte, vedo un abisso dietro per la lotta al secondo posto, ma il Palermo fara’ corsa da sola per il primato in campionato.
ce lo auguriamo , ma non è il caso di fare queste affermazioni, aspettiamo un altro po’ , Verona Cremonese e soprattutto Modena sono toste
Le continue rimonte delle avversarie, seppure momentanee, non divertono affatto.
esatto
Ottime considerazioni su Johnsen. Credo dovremo abituarci alle sue giocate a volte poco comprensibili. Sul resto occorre aspettare un po’. Io penso che , in termini di compattezza difensiva, molto dipenderà dalla crescita dei singoli giocatori difensori, i quali spesso ho l’impressione che si troveranno da soli a difendersi dalle folate avversarie. Ma è ancora presto per dirlo . Inzaghi potrebbe anche pensare a diverse sistemazioni tattiche magari in alcuni frangenti della gara . Vedremo.
caro Solo Rosanero, la crescita può essere solamente (speriamo e finalmente) di Magnani. Barba non mi convince e Ceccaroni è incostante( difetto congenito). Peda è una certezza e arriverà ad alti livelli, speriamo nel Palermo
I giocatori di fantasia sono così, prendere o lasciare.