Palermo – Catanzaro 1 – 2 LE PAGELLE / Voti bassi anche per Corini e società

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Palermo – Catanzaro 1 – 2 LE PAGELLE / Voti bassi anche per Corini e società

Il Palermo è completamente allo sbando. Altra sconfitta interna, peraltro strameritata. Nessuna idea di gioco, la squadra sembra non reggersi in piedi ed è slegata come poche volte si è visto. Soltanto una sterile reazione dopo lo 0 a 2 che ha prodotto il gol dell’1 a 2 (una perla di Stulac) e una fragilissima speranza. Gli ultimi dieci minuti sono stati tanto generosi quanto fumosi. Il Catanzaro, brillante per come si sapeva, ha banchettato per oltre un’ora sui resti del Palermo e avrebbe potuto vincere con uno scarto ancora maggiore.

Stavolta, oltre ai voti rasoterra per quasi tutti i giocatori, ci sentiamo di dare un voto molto basso anche a Corini per come sta gestendo, anche mediaticamente, questa situazione di emergenza e alla società che avrebbe dovuto aiutare di più il proprio allenatore e non sembra che lo abbia fatto. Di sicuro, se lo ha fatto, non c’è riuscita.

Sul terreno di gioco per oltre 75 minuti non c’è niente che assomigli a una squadra, Corini ha smentito seccamente le voci di dissidi interni ma i fatti dicono che l’involuzione tecnica e atletica di tutti i giocatori è impressionante. E sembra non esserci neanche un comprensibile reciproco soccorso. Adesso l’ipotesi di un esonero è assolutamente plausibile, nonostante la goffa difesa d’ufficio di una società che ha programmi ambiziosi a medio termine ma che non riesce ad amministrare la quotidianità per come vorrebbe la piazza.

Sapremo nelle prossime ore se ci sarà la scossa invocata dal pubblico (a occhio e croce difficile) che però, per la verità, ha accolto la squadra, a inizio di partita, con grande calore incitandola fin dove è stato possibile. Poi a fine gara un diluvio di fischi: giustificatissimi. Che i rosanero (insieme a Corini) si sono presi per intero, stazionando sotto la curva, quasi a chiedere scusa. Di certo, al di là delle belle parole, la scossa non è arrivata: e si va avanti così da troppe gare con quattro sconfitte, due pareggi e una sola vittoria dopo la sosta di ottobre.

PALERMO: Pigliacelli 5,5; Mateju 3, Lucioni 5, Marconi 4 (dal 14′ s.t. Valente 6); Buttaro 5, Segre 5,5, Gomes 3 (dal 34′ s.t. Stulac s.v.), Lund 3 (dal 14′ s.t. Aurelio 4,5); Di Mariano 4,5 (1′ s.t. Henderson 5), Brunori 4,5, Mancuso 4 (dal 14′ s.t. Di Francesco s.v.).

CATANZARO: Fulignati 6; Katseris 7 (dal 23′ s.t. Miranda 6,5), Scognamillo 6,5, Brighenti 6,5, Veroli 6,5; Sounas 7, Ghion 6,5 (dal 31′ s.t. Pontisso s.v.), Pompetti 6,5, Vandeputte 7,5 (dal 23′ s.t. Olivieri 6); Iemmello 7 (dal 31′ s.t. Ambrosino s.v.), Biasci 7 (dal 31′ s.t. Stoppa s.v.).

Pigliacelli 5,5: Parata strepitosa che salva il Palermo dopo un quarto d’ora su tiro a botta sicura di Katseris da non più di quattro metri. Ma sulla conclusione di Iemmello da tre metri non può fare il secondo miracolo. Poi vanifica la sua buona pagella personale con l’indecisione sul gol dello 0 a 2: l’impressione è che sul lancio in profondità di Vandeputte avrebbe dovuto essere più pronto in uscita anziché sperare nel recupero dei compagni. Il palo lo salva dallo 0 a 3.

Mateju 3: Chiamiamola incompatibilità ambientale, lui è uno dei fedelissimi di Corini e soprattutto in questo momento non gli giova. Il pubblico lo fischia al primo accenno di errore, lui ci mette molto di suo perché gioca con evidente ansia da prestazione che non lo aiuta. Stare fuori dovrebbe essere un sollievo per lui, tenerlo sempre in campo non serve a nessuno.

Lucioni 5: Non fa errori gravi ma la sensazione costante è che non riesca più a governare il reparto, in più gli tocca impostare e lo fa con lanci lunghi che hanno scarsissima possibilità di riuscita. Nel secondo tempo gli avversari sono sempre in agguato su spazi larghissimi e deve fare gli straordinari per tamponare.

Marconi 4: Nella fiera degli orrori che produce il gol dello 0 a 1 lui è uno dei più colpevoli perché non riesce ad arginare Iemmello. Sempre in affanno nelle chiusure, e dire che il Catanzaro non fa sfracelli in attacco.

(dal 14′ s.t. Valente) 6: Il cross per il gol dell’1 a 2 è di alta qualità e in una giornata in cui non funziona niente è pur sempre qualcosa. Nel finale conquista anche una punizione interessante che lui stesso cerca di trasformare senza successo. Ingresso in campo redditizio.

Buttaro 5: Prima da titolare, un po’ a sorpresa, per fare lo stantuffo sul settore di destra. Non ci sentiamo di infierire perché quello che può fare – correre, soprattutto – lo fa. Ma ci vorrebbe qualche idea (che non c’è). E alla fine lo spazio per annotare le cose belle resta vuoto.

Gomes 3: Non riusciamo a capire quale dovrebbe essere il suo compito in campo, dovrebbe fare l’uomo d’ordine ma il passo è troppo lento; gli riesce meglio inseguire palloni e avversari nel tentativo di fare filtro. Ma sono due mesi che il suo rendimento diminuisce senza nemmeno un’impennata, eppure gioca sempre.

(dal 34′ s.t. Stulac) 6,5: Il suo ingresso in campo sembra inutile ma invece riaccende la partita con un bellissimo gol di testa su cross di Valente. Una rarità. Poi serve un assist per Segre che non sfrutta a dovere: c’è il rimpianto per non averlo visto prima in campo.

Segre 5,5: È il più vivace del centrocampo, nel senso che corre più di tutti e recupera tanti palloni. “Ripulisce” i palloni per i compagni ma quando è lui a giocare una palla “pulita” non eccede in precisione. Nemmeno quando gli capita l’occasione del 2 a 2 è pulito nella conclusione ma è quello che suda la maglia più di tutti.

Lund 3: Si fa superare da una elementare triangolazione che porta Katseris al tiro: errore da matita blu che Pigliacelli riesce a correggere. Ma è lontano parente del giocatore che aveva conquistato il pubblico di Palermo con la sua concretezza difensiva unita a una spinta poderosa in avanti. La rappresentazione plastica della sua partita arriva subito dopo lo 0 a 2, quando liscia clamorosamente un buona palla in area avversaria che poteva riaprire la partita. Ineccepibile il cambio.

(dal 14′ s.t. Aurelio) 4,5: Anche lui verso il nulla ma sarebbe stato troppo chiedergli qualcosa. Ha un’occasione di pareggiare nel concitato finale e la spreca.

Di Mariano 4,5: Comincia con i nervi a fior di pelle e dopo aver reclamato (giustamente) per un fallo che non gli viene fischiato decide di consumare la sua personale vendetta con un fallaccio che gli costa l’ammonizione dopo pochi minuti e che è giustificabile solo con il nervosismo che si respira a tutti i livelli. Poi riprende serenità e non è certo tra i peggiori ma quell’ammonizione gli costa la sostituzione all’intervallo.

(dal 1′ s.t. Henderson) 5: Va vicino al gol con un tiro che stava per sorprendere Fulignati. Nemmeno lui però riesce a dare un senso al gioco di una squadra che già al 50esimo non vede l’ora di tornare nello spogliatoio.

Brunori 4,5: Non ha alcuna possibilità di rendersi pericoloso perché la squadra non produce proprio niente. E stavolta nemmeno prova ad inventare qualcosa andando a cercarsi la palla. Impalpabile, seppure con attenuanti.

Mancuso 4: In tutto il primo tempo gli capita solo una palla buona, su passaggio di Di Mariano, ma lui “mastica” un po’ il tiro e non fa paura al portiere avversario. Prima e dopo quasi niente. Si è perso anche lui.

(dal 14′ s.t. Di Francesco) s.v.: Rientra dopo l’infortunio, la partita è virtualmente finita, lui non fa nulla come il resto della squadra. Ma non avendo partecipato al disastro iniziale lo lasciamo senza voto.

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