Palermo, i cambi fanno perdere equilibrio: Inzaghi riflette sulle alternative
La corsa del Palermo verso posizioni più alte della classifica si è complicata dopo il pari con la Juve Stabia e la contestuale vittoria del Frosinone. Il Palermo accusa la fatica di una lunga rincorsa che è stata frenata dal k.o. contro il Monza e dal pareggio di martedì ed è sempre più evidente il divario di rendimento tra titolari e seconde linee. Un problema che rischia di condizionare il finale di stagione.
Quando i cambi spezzano l’equilibrio
La trasferta di Monza ha offerto un’immagine piuttosto chiara. Finché in campo sono rimasti i titolari, il Palermo ha mostrato ritmo, ordine e qualità, dando l’impressione di tenere bene il campo nonostante lo svantaggio. Poi, nella ripresa, qualcosa si è incrinato. Le sostituzioni – su tutte quella di Pierozzi – hanno finito per alterare gli equilibri, abbassando il livello complessivo e consegnando il controllo agli avversari.
Uno scenario simile si è riproposto contro la Juve Stabia. Le scelte iniziali, dettate anche dal turn over – Blin per lo squalificato Ranocchia, Bereszynski al posto di Peda e Johnsen per Le Douaron – non hanno prodotto gli effetti sperati. Il Palermo è andato subito in difficoltà, anche per effetto del rigore che ha indirizzato la gara, mostrando poca fluidità e apparendo a tratti in balìa degli avversari.
Il vero nodo: le seconde linee
Il tema centrale resta quello delle alternative. Negli ultimi tempi Inzaghi non ha ottenuto l’apporto sperato da coloro che entrano a gara in corsa o che comunque hanno giocato meno degli altri. E non è un fattore marginale, considerato che il tecnico fa quasi sempre i cinque cambi consentiti dal regolamento, che è solito sostituire i giocatori ammoniti (con pochissime eccezioni) e che magari nella fase finale della gara si attende un maggiore aiuto da chi entra con forze fresche.
Blin, dopo l’errore contro il Mantova, ha avuto un’altra opportunità ma è apparso ancora incerto e poco coinvolto nella manovra, costringendo Palumbo a un lavoro extra in fase di costruzione. Gomes e Gyasi sono progressivamente usciti dai radar, con minutaggi ridotti all’osso nell’ultimo mese e un impatto marginale. Vasic è tornato a vedere il campo nelle ultime due gare, senza però lasciare segnali concreti. Ne emerge il quadro di una panchina non corta nei numeri, ma nel rendimento.
Inzaghi è consapevole della situazione. Non a caso ha già ipotizzato, ma solo in alcune circostanze, il passaggio alla difesa a quattro, soluzione già vista a gara in corso più per necessità che per scelta strutturale. Difficile però immaginare una rivoluzione già nella prossima sfida contro il Padova che però – essendo la terza partita in una settimana – aprirà le porte ad altri cambiamenti nell’undici iniziale. Certi discorsi tattici, semmai, possono essere approfonditi più in là, approfittando della sosta per lavorare su nuove soluzioni, con l’obiettivo di arrivare al rush finale con più soluzioni a disposizione.
Cercasi novità e freschezza
In questo contesto si inserisce anche – forse soprattutto – la valutazione dei nuovi arrivati, che finora hanno offerto segnali altalenanti. Johnsen e Rui Modesto hanno fatto intravedere cose interessanti ma anche limiti evidenti, mentre Magnani è ancora alla ricerca della migliore condizione psicofisica. Ancora non sono stati un valore aggiunto.
Contro la Juve Stabia, Johnsen ha deluso nel primo tempo, senza riuscire a creare superiorità né a entrare realmente nel gioco. Nella ripresa, però, il norvegese è cresciuto, risultando decisivo nella giocata che ha portato al rigore procurato da Bani. Rui Modesto, invece, ha dato vivacità alla fase offensiva, ma ha evidenziato fragilità in quella difensiva, come nell’azione del 2-2 campano, quando si è fatto superare con troppa facilità da Cacciamani. Magnani ha avuto meno spazio nell’ultima gara, entrando solo nel finale, ma da febbraio sta trovando maggiore continuità e sta progressivamente entrando nei meccanismi della squadra.
Tutti e tre, però, hanno meno minuti nelle gambe rispetto ai ‘titolarissimi’ ed è quindi fondamentale integrarli il più rapidamente possibile in vista del finale di stagione. La loro freschezza può rappresentare una risorsa preziosa per una squadra che ha speso molto nel corso dell’anno, ampliando le soluzioni a disposizione di Inzaghi e rendendo il Palermo meno prevedibile e più profondo.
Padova, terza gara in una settimana
La gara contro il Padova, proprio perché la terza della settimana – rappresenta un crocevia importante: terzo impegno in una settimana. Vedremo le scelte del tecnico e sarà un test utile non soltanto per il risultato ma per valutare la reale tenuta dell’intera rosa.
Il Palermo si gioca tutto nelle prossime settimane, ma non può permettersi di dipendere esclusivamente dai titolari. La stanchezza, inevitabile, è dietro l’angolo. Servono risposte e soluzioni, anche perché una squadra che vuole arrivare fino in fondo ha bisogno di tutti gli effettivi.

Bisognava prendere Tramoni subito prima che si sbloccasse in serie A. Lui era un giocatore pronto ed in forma per fare la differenza.
Serviva anche un centrocampista da alternare a Ranocchia e Segre. C’era Hernani che ha un ottimo rapporto con Inzaghi, ma lo ha preso il Monza.
Infine serviva un quinto decente. Rui Modesto non ha mai giocato all’udinenese e sembra molto modesto soprattutto difensivamente.
La ciliegina sarebba stata una punta per far rifiatare il vichingo.
Cosi si lottava per le prime due posizioni.
Su Tramoni non sono d’accordo. Non è un giocatore che vale i soldi richiesti dal Pisa, come dimostra il suo attuale rendimento. Johnsen è un giocatore che segna poco, ma non diamo su di lui giudizi affrettati, come per Rui Modesto che, a mio avviso, può essere molto utile sulla fascia destra in questo finale di stagione. Bisogna recuperare Gomez, dandogli la fiducia che merita
Se si vuole essere sinceri, che questa squadra non aveva sostituti dei titolari si diceva da inizio campionato. Speravamo in un crollo delle prime tre squadre, quando era inevitabile che questo crollo l’avremmo avuto noi, visto che alcuni calciatori giocano continuamente da inizio campionato. Anzi mi meraviglio come un Augello ancora riesce a correre. A fine campionato si tireranno le somme e poi capiremo come si muoverà la società in caso di promozione o rimanenza in serie B.
Ho visto tutte le partite di magnani alla reggiana e il suo rendimento è stato strepitoso. Dominante, un po’ come il bani del palermo pur nella differenza che esiste tra le due squadre.
Non ho capito perché han fatto di tutto per farlo tornare per poi gestirlo in modo, a mio modesto avviso, disastroso.
Messo in campo subito come braccetto di sinistra (che è il ruolo che meno gli si addice) poi utilizzato col contagocce e come riserva di peda e bere. Non puoi gestire uno dei più forti difensori della b in questo modo. Se lo richiami da reggio è per dargli responsabilità e ruolo. Altrimenti punti su peda e bere. Tre braccetti più pierozzi che può farlo in emergenza sono troppi. Magnani ha bisogno di fiducia e di sentirsi importante. Dal primo giorno è stato poco considerato da inzaghi che a parole dice e nei fatti si contraddice. Ora credo non sia facile recuperarlo. Non credo si senta importante in questa squadra. Troppo lasciato in disparte. Per acquisire forma deve giocare. Deve essere un punto fermo. Se era devastante a reggio…
Sono d’accordo, Lorenzo. E in generale se dovessi muovere una critica ad Inzaghi mi soffermerei proprio sul suo modo di gestire la rosa a sua disposizione. Magnani, Beresinski, Veroli, Gomes, Modesto , Johnsen, Vasic, Giasy, lo stesso Corona rappresentano a mio parere valide alternative. Sono state a mio avviso gestite male . Spesso a lungo abbandonate , vedi Vasic e Veroli ad esempio, o messi inspiegabilmente da perte a lungo come Gomes e Giasy . Sono d’accordo con lei anche su Magnani, giocatore di lusso per la B che martedì andava subito inserito al posto del boccheggiante Ceccaroni. Spremuto fino all’osso. Non cito volutamente Blin e Le Duaron, per me due pacchi colossali e costosi frutto dell’attività, eufemismo, di De Sanctis. Conosco l’obiezione: Le Duaron si impegna e ogni tanto segna . Andatevi a guardare i gol mangiati , il casino in campo e gli stop ad inseguire e vi ricredete. Gestione non adeguata quindi per me e del resto Inzaghi, ottimo motivatore e dal grande carisma in B , resta comunque il miglior allenatore portato sin qui a Palermo dalla società. Che dire, speriamo possa crescere anche lui in questo finale e recuperare tutti alla causa . Indovinare scelte e tattiche , continua a non piacermi questo 3421 con i terzini a centrocampo, per giocarcela fino alla fine.
ottima riflessione
Mi dispiace dirlo ma anche quest’anno il salto in serie A è sfumato.
Si sapeva sin dall’inizio che questa squadra non era una corazzata perché per esserlo devi avere seconde linee che entrando possono migliorare la squadra non peggiorarla. Forse analizzando singolarmente i giocatori lo si poteva pensare ma come si è visto, sarà per un motivo o per altro, ci ritroviamo con giocatori che non danno il contributo che ci si aspettava vedi Gomes, Blin ect. Inzaghi nella prima parte del campionato aveva l’attenuante che non conosceva bene i giocatori a disposizione ma a Gennaio avrebbe dovuto sapere cosa serviva per puntare direttamente alla A. Siamo tutti consapevoli della storia Tramoni che rispetto a Johnsen sulla carta è più forte ma a ben riflettere non avrebbe cambiato molto perché come avviene da tre anni il punto dolente è il motore di questa squadra che è il centrocampo. Si poteva rinforzarlo prendendo facilmente Hernani ma lo abbiamo fatto prendere ad una diretta concorrente come il Monza, intestardendoci su Tramoni e tralasciando altri aspetti forse più importanti come avere un forte sostituto di Ranocchia che non è continuo o un centravanti che come sostituto ha il giovane Corona, ragazzo di prospettiva ma sempre un ragazzo che ancora deve fare esperienza e ci va ancora bene perché il vichingo sembra essere di robusta costituzione fisica. Il Frosinone ci sta dimostrando, come ha fatto ieri contro il Bari, che le partite si possono ribaltare se segni un gol in più dell’avversario. Il potenziale questo Palermo ce lo ha e si chiamano Pohjanpalo, Palumbo, Johnsen e Le Duaron ma bisogna fare in modo che possano giocare insieme e questo è un compito di Inzaghi che può essere conseguito con l’aiuto della sosta, si inventi un cambio di modulo, qualsiasi cosa, ma adesso l’unica speranza sono i Play-Off e ci dobbiamo partecipare per vincerli.
“Si sapeva sin dall’inizio”?
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Dario… Dario… Dario…. proprio non riesce a non sputare veleno. Ma come non le abbutta scrivere sul sito che secondo lei non è all’altezza? Perchè non scrive su altri siti che possono valorizzare il suo talento? Perché chiamarsi Dario, Ermete, Luca, Francobis? (gm)
Censore!
le ho già risposto, caro Alex. La domanda è un’altra: perché, secondo lei, dovrei fare passare tutto? Anche le offese personali? Se rispettare le leggi sulla diffamazione le sembra una censura confermo di essere un censore. E non me ne pento. Credo che se io dicessi “levategli er vino” o “coglione” a un suo familiare lei si arrabbierebbe. Giustamente, aggiungo. Continuo a credere che si possano esprimere concetti, critiche e suggerimenti senza avere la necessità di travalicare il buon gusto. (gm)
Quando leggevo di corazzata caro Falco mi fottevo dal ridere . Corazzate in B , e buona parte della A, non è ho mai viste. Ma il calcio in generale offre raramente situazioni di squadre quasi imbattibili
E dovrebbe esserlo il Palermo? Non scherziamo . Quelle sono battute di qualche giornalista super ottimista o del solito tifoso iper entusiasta senza un perché. Mai sentito parlare Monastra di corazzate o amenità simili. Pensi che a Frosinone o a Pisa l’anno scorso abbiano parlato di corazzate? Il calcio, lo seguo da decenni, è sport legato a mille casualità, centinaia di situazioni imprevedibili e pronostici impossibili. A meno che non si tratti del calcio moggiano, quello determinato a monte con relativi intrallazzi. Ma non vedo oggi nulla di tutto ciò a Palermo. Andiamo quindi a competere nei prossimi playoff con fiducia e con motivazioni vere come da te sottolineato . Poi si vedrà. Un saluto rosanero.
Da gennaio scrivo che “il Palermo dei TITOLARISSIMI vince, convince e diverte mentre quello delle RISERVISSIME perde-pareggia, suscita perplessità e rattrista”. Bene ha fatto, dunque, Inzaghi a puntare, dopo il repulisti di Entella, sugli 11-12 uomini che hanno permesso alla squadra di ottenere un filotto di risultati positivi e il record di vittorie in casa. Era scontato, tuttavia, che, a un certo punto della stagione, i TITOLARISSIMi avrebbero dovuto tirare il fiato nell’ambito di un turn-over attentamente pianificato. Ma la verità è che Pippo non s’è premurato di individuare, nell’ambito di una rosa infarcita di giocatori inadeguati a campionati di vertice come Gomes e Blin, quei quattro-cinque soggetti in grado di avvicendare i TITOLARISSIMI affaticati mantenendo inalterato il livello
di rendimento della squadra. L’allenatore non ha selezionato, difatto, nessuno in particolare e, tantomeno, ci ha lavorato su in modo che l’inserimento, a tempo debito, dei vari Magnani, Johsen, Rui Modesto, Vasic, Giovane e Corona si rivelasse utile alla causa della promozione diretta o attraverso i playoff. Ora non voglio sostenere che Inzaghi, come altri suoi colleghi, stia pagando dazio alla dolce vita di Mondello e dintorni e abbia mitigato, di conseguenza, l’intensità degli allenamenti. Non si può negare, però, che Pippo si sia dimostrato restio alla programmazione degli innesti. Lo si intuisce non solo dal calo nella prestazione complessiva che il Palermo accusa non appena vengono sostituiti i TITOLARISSIMI ma pure dalla circostanza che l’allenatore continui a insistere sul copione del 3-4-2-1 sebbene sia costretto a fare di necessità virtù ricorrendo a interpreti differenti. E questo nonostante le remuntade fallite (Monza) o tentate (Sampdoria e Juve Stabia) con la squadra schierata, alla disperata, con il 4-2-3-1 di baldiniana memoria o con il
4-3-3 rendano legittimo il dubbio che elementi come Magnani, Johsen e Vasic non si trovino affatto a loro agio nel modulo-base.
Corrado, magnani a tre ha giocato da centrale e braccetto almeno cinque campionati in A. A sassuolo giocava anche a 4. Non credo faccia fatica a giocare a tre. Certo, come braccetto è meno “performante” come si dice ora…rispetto al centrale puro. A quattro lui e Bani penso possano cavarsela bene.
Sono d’accordo con te. La coppia di centrali Bani-Magnani offrirebbe ampie garanzie.