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Palermo, luci e ombre dalle seconde linee: Johnsen incide, Gyasi bocciato

La formazione per la semifinale d’andata dei playoff Inzaghi l’ha già decisa da settimane. Può schierare Peda braccetto di destra con Pierozzi a tutta fascia, oppure quest’ultimo da braccetto e Rui Modesto a destra. La posizione di Palumbo – più avanzata o arretrata – può far variare il solito 3-4-2-1 in un 3-5-2, come a Frosinone. Ma i titolari sono quelli, il gruppo che da Chiavari in avanti ha tirato la carretta.

Le seconde linee alla prova: chi è pronto, chi no

La partita col Catanzaro è servita per valutare lo stato di forma delle cosiddette ‘seconde linee’, quei giocatori che, per un motivo o per un altro, hanno trovato meno spazio. Sarà così anche per l’ultimo match di regular season a Venezia, un’amichevole di fatto: il Palermo farà da spettatore alla festa promozione della squadra di Stroppa, che però avrà la motivazione di giocarsi il primo posto e la vittoria del campionato, mentre i rosanero hanno solo la remota speranza di acciuffare il Monza, cosa che consentirebbe piccoli vantaggi in caso di finale playoff.

Non che in queste due partite si possano stravolgere idee che Inzaghi si è fatto in mesi e mesi di allenamenti e partite – anche per la natura soft degli impegni – ma sono test utili per misurare lo stato di forma mentale e fisico più che tecnico. Le seconde linee sono pronte a fare la loro parte, più o meno rilevante, ai playoff? Il mancato impiego con continuità ne ha minato la condizione atletica? Sono le domande a cui le gare contro Catanzaro e Venezia hanno aiutato e aiuteranno a rispondere.



La rimonta col Catanzaro certifica intanto che il Palermo non ha staccato la spina, che la squadra ha carattere e una mentalità vincente che Inzaghi ha cercato di costruire fin dal primo giorno. L’allenatore ha rivoluzionato l’undici titolare e da alcune seconde linee sono arrivate risposte confortanti. Da altre, invece, la conferma di sensazioni non proprio positive.

Finalmente Johnsen

Johnsen è sembrato il più ‘vivo’ di tutti. Definire il norvegese una ‘seconda linea’ appare fuori luogo guardando il suo curriculum e soprattutto l’investimento importante fatto dal Palermo a gennaio, eppure i quattro mesi in rosanero sono stati deludenti in termini di numeri e apporto alla causa. Col Catanzaro è arrivato il primo gol, il secondo è praticamente suo, poi tanta vivacità e quegli uno contro uno che erano sempre mancati.

L’impressione è che su Johnsen si possa fare affidamento come primo cambio ai playoff. Sulla trequarti, dopo Palumbo e Le Douaron, c’è lui. Sta tornando in forma dopo l’infortunio e dal punto di vista mentale sembra ben orientato. Potrebbe rivelarsi un’arma decisiva negli spareggi, anche perché si tratta di un giocatore che arriva bene nei finali di stagione: nelle undici partite di playoff di Serie B disputate, ha segnato tre gol e firmato un assist.

Giovane, il primo cambio a centrocampo

Bene anche Giovane, che nelle ultime settimane ha scalato le gerarchie diventando il primo cambio a centrocampo, dietro Segre e Ranocchia. L’ex Carrarese ha giocato con buona personalità, dimostrando di abbinarsi bene a Ranocchia. Il suo percorso è la dimostrazione che perseveranza e lavoro alla fine ripagano: si sta meritando la fiducia di Inzaghi, che lo sta preferendo a due che in teoria partivano molto più avanti nei piani, Blin e Gomes, ormai ai margini per motivi diversi.

Dietro le quinte della difesa

Rui Modesto è entrato stabilmente nelle rotazioni e forse non si può più considerare una ‘seconda linea’, bensì un vero e proprio titolare. Se giocherà dal primo minuto nella semifinale d’andata si vedrà; intanto la gara di venerdì col Catanzaro ha dimostrato che a sinistra si trova meno a suo agio rispetto alla fascia destra, e che nella metà campo avversaria può essere una risorsa preziosa, meno in fase difensiva. Dettagli ormai noti.

Bereszynski ha confermato ancora una volta di essere un onesto rincalzo, sia nei tre dietro che a tutta fascia nel caso servisse un esterno di contenimento e non di spinta. Veroli ha fatto rifiatare Ceccaroni dimostrandosi comunque sul pezzo, con caratteristiche ovviamente diverse rispetto al 32 rosanero.

Due bocciati eccellenti

Due le note dolenti. Magnani non è il giocatore ammirato nella scorsa stagione, a prescindere dal grave errore che ha spalancato le porte a Pittarello per il primo gol del Catanzaro. Il ragazzo attraversa un momento difficile, lo ha detto anche Inzaghi; ha la stima del gruppo e della società, ma al momento non è un valore aggiunto. In quella posizione, Peda e Bereszynski – e anche Pierozzi – sono nettamente più avanti.

Bocciato Gyasi: dopo l’infortunio di inizio stagione non è più riuscito a trovare continuità di minutaggio e rendimento. Da trequartista gioca troppo spalle alla porta e non riesce a essere utile alla manovra come lo è Le Douaron, che avrebbe i medesimi compiti all’interno dello spartito tattico. Vasic è in corsia di sorpasso e sembra destinato a superarlo nelle gerarchie.

Il primo cambio sulla trequarti resta Johnsen, ma nel caso servisse un’ulteriore alternativa è Vasic ad apparire più fresco e pronto a dare un contributo, anche come opzione offensiva sulla fascia destra, come già successo con la Reggiana. Gyasi, che era partito come un titolarissimo, è ormai scivolato nelle gerarchie.

Un’ultima chance prima dei playoff

Inzaghi pensa ad ulteriori novità per la gara col Venezia e si continuerà su questo percorso di avvicinamento ai playoff. Un’altra occasione per le seconde linee, che vogliono mandare un messaggio chiaro all’allenatore: noi ci siamo.

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