Palermo imballato e senza smalto, il pareggio è un… premio. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Venghino siori, venghino! La giostra rosanero di SuperPippo Inzaghi è pronta per un altro giro e la gente si affolla impazzita, riempiendo il Barbera anche oltre i limiti di ciò che è consentito dalle leggi della fisica! Arriva il Modena capolista in una partita che sappiamo bene non essere decisiva ma che può davvero indirizzare il campionato rosanero verso le stelle.
Una vittoria e si diventa capolista e si può davvero perdere la testa. Ma noi, lo sapete, siamo ormai vecchi, cinici e con troppa esperienza. L’entusiasmo è bello ma ci fa un po’ paura e così, come sempre, ci accomodiamo sui nostri seggiolini con la giusta ansia da veri tifosi che sanno che la serie B è solo un inferno da cui uscire indenni, senza manco Virgilio accanto a indicarci la via.
Pippo schiera una squadra tutta “tiski toski” con Brunori, Palumbo e Ranocchia tutti insieme. Per il resto c’è Segre a centrocampo e la difesa la sappiamo tutti perché è quasi obbligata (e se non la sapete vuol dire che in settimana non studiate e quindi non vi aiutiamo). In avanti Joel “portaci in cima” Pohjanpalo. Lo stadio accoglie i giocatori con fumogeni da coreografia anni ’80, ci aspettiamo però una multa salata da anni 2000.
Che il Modena sia un brutto cliente lo capiscono pure quelli che il sabato guardano il golf: corsa, gioco sulle fasce e cross pericolosi. Partita equilibrata, vibrante e apertissima che non ci lascia per nulla tranquilli. Ma l’equilibrio viene rotto! Non ci capiamo nulla: un cross al centro, un mezzo parapiglia ma arriva Segre e la mette dentro!! Dopo il gol il Modena fatica a reagire, il Palermo fa salire i giri del motore, lo stadio canta e la vita è meravigliosa!
Speriamo solo che duri. Al rientro va subito fuori Segre perché ammonito e prende il suo posto Gomes. La legge di Pippo è spietata e non perdona neanche gli autori di gol. È il Modena a fare la partita e il Palermo aspetta, sperando nel contropiede decisivo. Ma intanto Joronen viene chiamato al primo intervento serio della giornata, negando la gioia del gol al bomber della B.
Pippo corre ai ripari ed entrano Blin e Le Douaron per Ranocchia e Brunori. Il Modena però non si scompone e produce il massimo sforzo, facendoci prendere ben più di un coccolone e mettendo a dura prova le nostre coronarie già usurate da anni di stravizi alimentari e alcolici. Esce uno straripante e stremato Diakité per fare posto a Bereszyński. Ma arriva ancora un mezzo miracolo di Joronen a cui dovremo presto dedicare una nicchia votiva.
Si balla davvero troppo e così arriva il meritato pari del Modena, su un mezzo autogol di testa con dubbia spinta di Adorni che però il Var convalida. Il Palermo reagisce immediatamente, cerca di svegliarsi dal torpore con Ceccaroni che prova a segnare con gol a giro di destro: sarebbe stato francamente troppo. Poi entra Vasic per Palumbo e aspettiamo un miracolo ma la palla è sempre del Modena e così la speranza di segnare si fa sempre più lontana.
Finisce con un pareggio che sta anche un po’ stretto al Modena che ha giocato di più e meglio del Palermo. I rosanero sono andati in vantaggio e hanno subito gli avversari che ci sono sembrati più in palla e più convinti e meritano certamente la testa della classifica. Vedremo già da sabato prossimo se il Palermo ritroverà lo smalto e la grinta che ci hanno fatto innamorare. Intanto restiamo secondi e imbattuti e proviamo a consolarci così. Forza Palermo!
Joronen 8 – Dopo tante partite di quasi inattività oggi deve prodigarsi in almeno due parate miracolose e tanti interventi attenti e puntuali che gli valgono la palma di migliore in campo. Straordinari pagati.
Pierozzi 6,5 – Tutti si aspettano lui come esterno e invece si scambia di ruolo con Diakité e fa il terzo di difesa con risultati egregi in quella che alla fine è una delle poche mosse che riescono al Palermo. Eterogeneo.
Peda 6 – Guidare la difesa non è facile, soprattutto se hai di fronte una squadra che fa girare tanto la palla, e pure molto velocemente, e ha dei clienti pericolosi in avanti. Di riffa o di raffa riesce comunque a cavarsela. Spicciafaccende.
Ceccaroni 6 – Deve pensare soprattutto a difendere perché i canarini spingono a più non posso ma, paradossalmente, l’unica conclusione a rete di tutto il secondo tempo è un suo tiro da fuori area che il portiere riesce a deviare in extremis in angolo. Indietreggiato.
Diakité 7 – Come detto, non ce lo aspettavamo da esterno ed invece lui si cala alla grande nel ruolo arando la fascia e rendendosi protagonista di numerose proiezioni offensive. Per questo, quando esce per di più tra gli applausi – cosa non comune – rimaniamo tutti abbastanza sorpresi. Accelerato.
(dal 25′ s.t. Bereszynski) 5 – Abbastanza impreciso e confusionario in molte chiusure difensive e, per di più, alla fine protagonista in negativo per il tocco sfortunato che causa l’autogol del definitivo pareggio. Rivedibile.
Segre 7 – Lo sappiamo, la regola di Inzaghi è che se sei ammonito a breve finisci in panchina ma, considerando che c’era sembrato tra gli unici che riuscisse a contenere la girandola di passaggi del Modena e che aveva pure realizzato il goal del momentaneo vantaggio con una conclusione da attaccante puro, non avremmo applicato così rigidamente la suddetta regola. Giurisprudenza creativa (noi).
(dal 1′ s.t. Gomes) 5 – Entra per cercare di fare salire la squadra con le sue iniziative ma, di fatto, non ci riesce praticamente mai e gira a vuoto. Trottola.
Ranocchia 5,5 – Gioca molto lontano dalla zona offensiva, praticamente sulla linea dei centrali, e si vede che non è ancora fisicamente al meglio dopo l’infortunio ed il suo apporto è molto discontinuo. Aspettando Godot.
(dall’11’ s.t. Blin) 5 – Entra quando il Palermo soffre maledettamente e noi ci aspettiamo che azzanni gli avversari inseguendoli a tutto campo e invece risulta molto fumoso. Chiacchiere e distintivo.
Augello 6,5 – È uno dei pochi che quando ha la palla riesce a creare superiorità, macinando palloni sulla fascia e a rendere l’azione pericolosa con cross sempre precisi, tra cui quello da cui nasce l’azione dell’uno a zero. Stantuffo.
Palumbo 5,5 – Soffre la parte dell’ex anche perché gli avversari che lo conoscono bene non gli lasciano un millimetro libero per consentirgli di ragionare e cercare di innescare la fase offensiva, costringendolo ad un continuo lavoro di ripiego che, alla fine, lo lascia esausto. Francobollato.
(dal 37′ s.t. Vasic) s.v.
Brunori 6 – Si sacrifica in un oscuro lavoro di copertura nel tentativo di creare spazi, cosa che però gli riesce raramente: purtroppo sta abbandonando definitivamente quello che era stato da sempre il suo skill di terminale d’attacco e che sarebbe forse il caso di rivalutare. Negletto.
(dall’11’ s.t. Le Duaron) 5 – Combina poco o nulla anche perché il Palermo non esce più dalla sua metà campo da quando entra lui in gara e quando potrebbe gestire qualche pallone decente sbaglia tutto. Evanescente.
Pohjanpalo 5,5 – Entra in qualche modo nell’azione del goal ma è l’unica cosa degna di nota della sua partita fatta di tante corse, tante botte prese e date e pochissima concretezza tant’è che, di fatto, non calcia mai a rete. Hulk Hogan.
Inzaghi 5 – Sappiamo che la sua filosofia è quella del “primo non prenderle” però ci sono delle volte in cui la partita, soprattutto se è così importante per la classifica e perché la giochi davanti a 32.000 spettatori, devi comunque provare a vincerla e non solo cercare di difendere il vantaggio che in qualche modo hai ottenuto. Discutibili e poco condivisibili, per la prima volta, le sue scelte sui cambi in corso di gara. Difensivista.