Palermo più forte con tre acquisti di qualità: adesso parte la caccia agli under
Estevez, Hernani e Cassandro. Tre colpi di primissimo livello per un Palermo che non vuole più aspettare e che ha un vantaggio rispetto alla concorrenza: la continuità, con Osti confermato alla direzione sportiva, Inzaghi inamovibile in panchina. Stessa visione, stesso progetto. E prime operazioni già in chiusura, con l’obiettivo di presentarsi al ritiro con l’organico già a buon punto.
La strategia è precisa: integrare alla solida base della scorsa stagione – 72 punti in campionato e semifinale playoff – quattro o cinque elementi di assoluto spessore, giocatori capaci di mettere in discussione quei posti che nella passata stagione erano ‘garantiti’ anche a causa del rendimento insoddisfacente delle seconde linee. Una sana iniezione di concorrenza, voluta e cercata. Estevez, Hernani e Cassandro (rinforzi vicini ma non ancora ufficiali) vanno in questa direzione.
Estevez è l’uomo d’ordine del centrocampo. Non un regista di qualità pura, ma un mediano d’interdizione con senso della posizione, corsa e recupero palla come marchi di fabbrica. Nel 4-2-3-1 scelto da Inzaghi – un cambio di sistema rispetto alla scorsa stagione – sembra perfetto per affiancare Ranocchia nella cerniera di centrocampo. Arriva dalla Serie A e porta con sé la mentalità giusta.
Hernani è il jolly. Può giocare nei due di centrocampo o sulla trequarti, è forte fisicamente, tecnicamente superiore alla media della categoria e ha un’arma letale: il tiro dalla distanza. Ha già dimostrato di fare la differenza in cadetteria, come testimoniato di recente dai sei mesi al Monza. In Serie B è un calciatore di un altro livello.
Cassandro è un giocatore in rampa di lancio. Esterno di difesa, ha trovato la sua dimensione ideale come braccetto di destra, ruolo in cui ha vissuto le migliori stagioni della carriera. L’anno scorso con Aquilani è arrivata la definitiva consacrazione: ora è attesa la conferma in un club di alto profilo.
Il Palermo sta rinforzando la squadra, con la consapevolezza che l’anno prossimo non si può sbagliare. Il d.s. Osti lavora come aveva fatto anche nelle scorse sessioni di mercato: certezze, non esperimenti. Giocatori che arrivano dalla Serie A (Estevez), big della cadetteria (Hernani), profili che conoscono la categoria (Cassandro). Una filosofia collaudata, che ora deve portare al salto definitivo. Il passo successivo riguarda gli esterni offensivi, figure imprescindibili nel 4-2-3-1. Nessuna invenzione, tanto pragmatismo. Serve vincere, e subito. Dei quattro-cinque titolari che dovevano arrivare, tre saranno ufficializzati a breve.
La strada è tracciata, ma la vera sfida – quella più delicata – si gioca sul fronte under. Nelle scorse sessioni di mercato, i giovani erano stati trattati quasi come un corollario: utili in caso di necessità, presi per lo più in prestito e raramente protagonisti. Una strategia che non ha funzionato: l’unico under impostosi come titolare è stato Peda, che tra l’altro dalla prossima stagione non sarà più under. La lista si è praticamente azzerata, con Corona in partenza.
Ora il Palermo sembra intenzionato a cambiare approccio. L’obiettivo è trovare giovani già pronti, che conoscano la Serie B e possano fare la differenza da subito. Ci vorrà più tempo per questa parte del mercato: i prezzi dei cartellini sono importanti, il budget va rispettato e non si può sbagliare.
Il Palermo sta costruendo un instant team. La finestra di vantaggio organizzativo è stata sfruttata, ma dal 10 luglio inizierà a parlare il campo. Toccherà a Inzaghi plasmare il nuovo gruppo, amalgamare le individualità e trasformare i buoni propositi in vittorie. La parte più complicata, quella che separa i progetti dai risultati, è ancora tutta da affrontare.



“Certezze, non esperimenti”. Una strategia che finora ha portato per lo più ad acquisti “a perdere”. La “strategia dell’instant team” che al mio paese si traduce in “strategia dell’usa e getta”. Ieri citavo Verre (due volte), Lucioni, Stulac, Henry, l’Insigne scarso; ma potrei aggiungere Blin, Gyasi, Bereszynski ed altri ancora. Tutti giocatori “sicuri” (o molto quasi). Mi auguro che Estevez, lasciato libero dal Parma (non da una strisciata e neppure da un Bologna o un’Atalanta) dopo aver giocato pochissimo nelle ultime due stagioni, non segua questo trend consolidato. Per la punta centrale alternativa (o aggiuntiva) a Pohjanpalo, si tratta Moreo (33 anni), piuttosto che un Artistico (23 anni), un Abiuso (23), un Luca Moro (25), un Borrelli (26) o addirittura un Moncini (30). Per i giovani c’è tempo, naturalmente. Come se la strada per la promozione non ci fosse stata sbarrata dai vari Favasuli, Liberali, Cissé, Cacciamani, Marras e Palumbo (Avellino).
Prendi Luchie Bachio e Estachio sono forti
Sui reparti difesa e centrocampo il ds Osti si sta muovendo in maniera ottimale, riguardo il reparto offensivo se i nomi circolati sono veri obiettivi non c’è molto da entusiasmarsi.