Palermo, ti è finita bene: ma il pareggio non è da buttare. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Alla Lega di serie B hanno deciso di trasformare un anonimo martedì in una giornata di passione e abbattere definitivamente il già flebile tasso di produttività di una città la cui economia è fondata sul bar. È solo martedì ma per noi è la madre di tutte le domeniche perché arriva il Venezia che, come noi, vuole salire subito in serie A ed è uno scontro di quelli che ci fanno portare in tasca la trinitrina giusto per stare tranquilli. Non si lavora, non si ragiona, non si parla: si pensa solo alla partita.
Pippo fa la conta dei disponibili a centrocampo con il bussolotto e sulla ruota di Palermo fa uscire un 3-5-2 da battaglia. Davanti a Joronen il solito trio con Diakité che va sulla fascia. Augello fa come Lazzaro: risorge e gioca. A centrocampo solo muscoli con Blin, Giovane e Segre e in avanti Brunori gioca accanto a Joel “facci il gol dell’ex” Pojhanpalo.
Lo stadio è pieno come sempre e l’entusiasmo si sente e così il Palermo parte subito forte rischiando di segnare dopo soli cinque minuti con Segre che in mezza scivolata prende il portiere in pieno e non segna per un pelo. Il Venezia però è forte e non si scompone. Tiene botta e piano piano alza la linea e comincia a farci anche un po’ di paura. La partita è difficile, lo sapevamo già ma non ci consola.
La gara di fatto si blocca, stretta in una rete di pressing e contropressing continuo e con scelte arbitrali che spezzettano il gioco di continuo e non fanno capire niente agli spettatori. Non succede più nulla e arriva il fischio del primo tempo. E’ uno dei primi tempi più brutti della storia del calcio ma ci sta e aspettiamo solo un colpo di culo. Si rientra e Pippo fa fuori quasi tutti gli ammoniti (tranne Bani che ha “licenza di uccidere”) con Peda al posto di Pierozzi e Gyasi sulla fascia al posto di Augello. L’inizio del secondo tempo è ancora di marca veneziana. Non è che rischiamo tanto però davvero in avanti non ci andiamo mai e non si vede mezza azione degna di nota.
Lo sa anche Pippo che mette Le Douaron al posto di Brunori e Gomes al posto di Giovane. Cambiano gli interpreti ma la palla continua ad averla praticamente sempre il Venezia e fatichiamo pure a passare il centrocampo in maniera decente. Nell’ultimo quarto d’ora comincia a subentrare la stanchezza e sembra che, su qualche errore, un rimpallo o un mezzo dribbling una delle due la possa portare a casa. Arriva anche l’esordio di Bereszyński e dobbiamo fare il copia e incolla da Google per poterlo scrivere. Nel recupero c’è l’espulsione di Ceccaroni per una doppia ammonizione anche se il primo cartellino ci aveva convinto poco.
Finalmente arriva il fischio finale con un punto che alla fine ci va anche bene. E’ stata la peggior partita dell’era Inzaghi. Di alibi ce ne sono tanti: il valore dell’avversario, la stanchezza e le assenze ma alla fine la sensazione che ci sia finita bene prevale e comunque il Venezia di fatto non è stato mai pericoloso. Sabato c’è la trasferta a La Spezia e poi si tira il fiato per una sosta che ci appare provvidenziale. Intanto siamo imbattuti e per ora ci va bene così. Forza Palermo!
Joronen 6,5 – Per sua fortuna i giocatori del Venezia hanno deciso che devono entrare in porta con la palla e quindi non tirano neanche sotto tortura. Quando lo fanno sul finale, anche se in modo velleitario, lui si fa trovare pronto. Attento.
Pierozzi 5 – Parte da terzo di difesa, poi si sposta sulla fascia ma in entrambi i casi combina poco, complice presumibilmente l’ammonizione che si becca subito e anche una certa stanchezza. Affaticato.
(dal 1′ s.t. Peda) 6,5 – C’è da faticare per contenere un Venezia che già dalla metà del primo tempo ha preso il pallino del gioco e fa girare la palla ma lui chiude bene ogni volta che si arriva dalle sue parti. Serratura.
Bani 7 – Mura, recupera, difende, anche attacca e corre su ogni avversario e su ogni palla finendo la partita letteralmente con la lingua di fuori. Onnipresente.
Ceccaroni 6 – Eravamo pronti a segnalarlo tra i migliori, perché non si scompone mai di fronte al continuo giro palla del Venezia che rischia di mandare in tilt i rosa. Purtroppo l’espulsione in chiusura, con almeno uno dei due cartellini gialli fin troppo severo, ne condiziona il voto finale anche perché sarà un’assenza pesante per la prossima gara. Punito.
Diakité 6,5 – Macina come al solito chilometri con una potenza fisica notevole, purtroppo non accompagnata da analoga capacità nel gestire il pallone. Atletico.
(dal 40′ s.t. Bereszynski) s.v.
Segre 6 – Mezzo voto in più perché, alla fine, è sua l’unica conclusione a rete del Palermo in tutta la partita, con una mezza girata in acrobazia che purtroppo finisce proprio dove si trova il portiere avversario. Per il resto, dovendo inseguire gli avversari a tuttocampo perde, ovviamente, lucidità e capacità di spinta. Cacciatore.
Blin 6,5 – Conferma i progressi e finalmente sfodera una prestazione sui livelli di quelli che erano stati anticipati come suoi standard. Attento e preciso nel ricucire il gioco lo vorremmo rivedere un campo con un trequartista pronto a rilanciare i palloni che recupera. Sarto.
Giovane 5,5 – Tanto impegno, molta corsa e spirito di sacrificio ma ancora poco carisma e scarsa incisività. Giovanotto.
(dal 12′ s.t. Gomes 5: ne abbiamo invocato l’ingresso in campo, dato che il Palermo non riusciva a costruire un’azione degna di nota. Purtroppo alla fine non c’è riuscito neanche lui. Spento
Augello 5,5: già partiva da una condizione fisica deficitaria che ne aveva messo in dubbio la presenza in campo. Se si aggiunge l’ammonizione beccata quasi subito e la prestazione complessivamente insufficiente, almeno in fase di spinta, di tutta la squadra si capisce che la sua prestazione non poteva raggiungere la sufficienza. Penalizzato
(dal 1′ s.t. Gyasi) 5 – Non siamo granché convinti delle sue capacità di giocare da esterno e ce lo ha confermato ancora una volta con tanto movimento, spesso a casaccio, e poco costrutto. Casinista.
Brunori 6 – Gli manca tantissimo il goal, ma non è proprio la giornata giusta perché il Palermo in avanti non si vede praticamente mai e lui è costretto ad un lavoro di elastico tra la tre quarti e la mediana. Riconvertito.
(dal 12′ s.t. Le Douaron) 5 – Il suo ingresso dovrebbe cercare di allargare il gioco ma non ci riesce praticamente mai e in un paio di occasioni in cui avrebbe potuto inventare qualcosa, perde malamente il momento giusto. Evanescente.
Pohjanpalo 6 – Visto che in attacco può fare poco, dato che non gli arriva un pallone neanche supplicando in ginocchio, si improvvisa difensore prendendole tutte lui, di testa, nell’area rosanero quando occorre. Fungibile.
Inzaghi 6,5 – Se non puoi vincere, cerca almeno di non perdere. Il mister lo ha capito subito che sarebbe stata una serata difficile e mette in campo una formazione di lotta e sudore che, alla fine, concede poco agli avversari ma che, d’altra parte, crea ancora meno in fase offensiva. Utilitarista.
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