Pohjanpalo, il killer del gol che tiene il Palermo agganciato al sogno Serie A
Il Palermo si affida al suo uomo più prezioso per sognare la promozione diretta. Joel Pohjanpalo è il trascinatore dei rosanero in questo finale di stagione infuocato: 21 gol all’attivo, numeri da capocannoniere e un impatto sui risultati che va ben oltre le semplici statistiche. Con lui in campo, il Palermo ha costruito gran parte delle proprie vittorie, restando agganciato al treno che porta alla Serie A.
Lo certifica anche la Gazzetta dello Sport, che nell’analisi sui protagonisti della volata finale di Serie B individua nel finlandese uno dei giocatori più determinanti dell’intero campionato. Un riconoscimento che non sorprende: Pohjanpalo è il punto di riferimento offensivo attorno al quale Inzaghi costruisce la manovra e le chance di vittoria.
Il campionato cadetto si conferma sempre più equilibrato e incerto, con diversi singoli capaci di fare la differenza per le rispettive squadre. Frosinone, Venezia e Monza possono contare sui loro uomini chiave, ma il Palermo ha in Pohjanpalo una carta che poche squadre della categoria possono vantare: un centravanti capace di decidere le partite e freddo sotto porta.
In un finale di stagione dove ogni punto vale doppio e gli scontri diretti potrebbero risultare decisivi, avere un attaccante del suo calibro rappresenta un vantaggio enorme. Le prossime settimane diranno se il Palermo riuscirà a sfruttarlo fino in fondo, ma una cosa è certa: finché Pohjanpalo sarà in forma, i rosanero avranno sempre una chance.

Quanti punti in più avremmo se avessimo un altro attaccante in grado a questo punto della stagione di fare una decina di gol? Come minimo, 5-6 punti in più. Doveva essere Brunori ma è andata male. A gennaio dovevamo prendere Tramoni con 6 mln di euro e alla fine abbiamo preso Johnsen che fa la riserva di Le Douaron, che da vice bomber del Palermo bene che vada arrivrà a 7-8 gol alla fine del campionato. Per il resto, Corona, Johnsen, Gyasi, Vasic, Giovane zero gol, Palumbo un gol. Così diventa durissima. Peccato perché sarebbe bastato solo questo per stare davanti a tutti
Giasy non è attaccante, ma esterno. E ha pure segnato contro l’Empoli (il pallone sarebbe finito lo stesso in rete, deviazione del portiere irrilevante, assurdo non avere assegnato il gol a Giasy.
Vasic non è attaccante, ma centrocampista.
Jhonsen non è vice-ledouaron, ma giocatore di serie A costato milioni di euro.
Palumbo non è attaccante, ma centrocampista.
Stolto io parlavo di tutti i giocatori con propensioni offensive e mi basavo su fatti oggettivi. Tanti giocatori che non hanno fatto nemmeno un gol. Come Gyasi che con l’Empoli non ha segnato e la palla tornava in campo prima di colpire il portiere e non sarebbe entrata. Tolto questo episodio sta facendo un campionato penoso tanto è vero che è diventato riserva delle riserve, anche questo è un fatto guardando le ultime partite dopo essere stato sostituito alla fine del primo tempo col Mantova alla fine del primo tempo insieme all’altra delusione Gomes. Così come Johnsen è oggettivo che il suo utilizzo è in subordine a Le Douaron e comunque dopo due mesi zero gol e zero assist. Palumbo che sta facendo un bel campionato ha fatto però un solo gol mentre l’anno scorso ne ha fatti nove. Ribadisco se avessimo avuto un altro attaccante in doppia cifra saremmo davanti a tutti. Peccato per come sono andate le cose con Brunori e peccato per il mancato potenziamento dell’attacco a gennaio